Unione Inquilini
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Unione Inquilini – Segreteria Nazionale
Comunicato stampa – 14 giugno 2023
Povertà: “Istat dice che in Italia 1 persona su 4 è a rischio povertà, ma noi sappiamo che in povertà assoluta ed in affitto ci sono già 890.000 famiglie e che nel 25% di queste ci sono minori. Il caro affitti con la sua sfrenata corsa al rialzo, l’inflazione che incide su redditi e aumenta affitti, le 300.000 persone che perderanno a luglio 2023 il reddito di cittadinanza e l’allegato contributo affitto, l’azzeramento dei contributi affitto e morosità incolpevole getteranno decine di migliaia di famiglie nel baratro dello sfratto e dell’esclusione sociale. Governo non solo resta indifferente rispetto alla povertà ma la aggrava e se ne fa vanto.”
Dichiarazione di Walter De Cesaris, Segretario nazionale Unione Inquilini
Oggi l’Istat ha diffuso i dati sulle persone a rischio povertà. I dati sulla povertà effettiva del 2022 l’Istat li produrrà solo il 25 ottobre e i dati sugli sfratti del 2022 il Ministero dell’interno li produrrà solo a luglio 2023.
Ma noi sappiamo già che le famiglie in povertà assoluta in affitto sono 890.000, a queste si affiancano le 650.000 famiglie con redditi bassi che sono in attesa di una casa popolare a canone sociale e che sono mediamente circa 40.000 le sentenze di sfratto per morosità incolpevole segno del peso del caro affitto su famiglie con redditi medio/bassi e spesso precari.
I dati Istat dovrebbero preoccuparci e sono preoccupanti ma constatiamo l’indifferenza del Governo che assiste senza battere ciglio alla rincorsa all’aumento degli affitti, all’inflazione che incide sui redditi ma che ha i suoi effetti anche sui contratti di locazione ai quali si applica l’aumento istat; che si appresta a togliere a oltre 300.000 persone il reddito di cittadinanza e l’allegato contributo affitto fino a 280 euro/mese; all’azzeramento dei fondi contributo affitto e morosità incolpevole unico argine e ammortizzatore sociale che impediva alle famiglie border line di cadere nella morosità.
Ora l’Istat ci parla di rischio di povertà che ancora resta sulla testa di un italiano su quattro e il Governo senza alcuna forma di pudore mette in essere azioni che produrranno ulteriore divario sociale, povertà, precarietà abitativa e lavorativa, più esclusione sociale.
Vogliamo augurarci che in Parlamento ci siano Gruppi parlamentari che sappiano, partendo da questi dati, comprendere che la questione abitativa è strettamente connessa alla povertà e che insieme alla precarietà lavorativa è questione centrale e strategica, certo è che non è un buon segnale che il previsto dibattito alla Camera dei deputati, su mozioni che si riferiscono alla condizione abitativa non si farà più nel mese di giugno.
Ci aspettiamo ben altri segnali non solo qualche finto scalpore su dati Istat.