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Raggiungere un nuovo equilibrio a viale Mazzini è complicato, dall’addio di star del piccolo schermo difficilmente sostituibili

Michela Tamburrino

Rai, una rivoluzione lenta che stenta a partire. Non tanto perché non sia chiaro il claim che va impresso ai programmi, quanto perché non ci sono frontman in grado di trascinare il pubblico e fidelizzarlo su una differente narrazione dell’Italia. La premier lo ha detto più volte mentre l’amministratore delegato e il Direttore generale lo hanno ripetuto allo sfinimento in azienda: non abbandonare quello che già esiste e si è fatto, altrimenti sarebbe censura, bensì allargamento del racconto-Paese a diverse realtà, secondo il nuovo corso, poco rappresentate. Il timore di una corsa al cambiamento pressati dall’urgenza, è che, con le direzioni orizzontali dei generi, si arrivi a snaturare persino la storica Rai3 stravolgendo un paradigma di rete che potrebbe non soddisfare il pubblico pronto alla transumanza su La7.

Ma per fare la rivoluzione c’è bisogno di conduttori in grado di essere credibili in questa veste e di conduttori che abbiano voglia di virare rispetto al lavoro fatto in precedenza. È qui che ci si impantana. I nomi non sono molti e tanti di quelli che girano rispondono soprattutto ad autocandidature piuttosto che a reali investiture. Molti giornalisti noti hanno abbandonato e altri potrebbero seguire se l’atmosfera di sconcerto e avvilimento che regna a viale Mazzini ma soprattutto a Saxa Rubra, dovesse persistere. Già venerdì scorso Corrado Augias aveva confessato ai suoi di essere pessimista, spiegando che sarebbe andato a Londra e che si sarebbe pronunciato al suo ritorno, vale a dire ieri. Ora, rientrato a Roma, dice: «Sono tornato ma la situazione è così tossica che per ora non posso più dire una parola». Il clima si fatto pesante, dopo l’addio di Fabio Fazio e Lucia Annunziata. Anche Massimo Gramellini ha il contratto in scadenza, a giugno, come Fazio, e potrebbe non vedersi rinnovato il contratto per la prossima stagione, tanto che all’ultima puntata del suo programma, “Le parole della settimana”, non ha rivolto agli spettatori il consueto appuntamento all’autunno. Non basta ancora, gira voce che Serena Bortone sia stata corteggiata dai soliti di Discovery che stanno facendo shopping nello scontento. Il suo programma del primo pomeriggio, “Oggi è un altro giorno”, ha registrato ottimi ascolti e ha mantenuto un profilo che ha soddisfatto tutti. Però anche per lei a breve ci potrebbe essere un altro giorno. Forse Monica Giandotti, potrebbe essere confermata alla guida di “Agorà” vista la difficoltà di creare un team adatto con Roberta Capua e altri volti maschili visionati e poi non ritenuti adatti. Ad Agorà guardava con intenzione Manuela Moreno, spalleggiata dal ministro Sangiuliano, che l’ha apprezzata nel suo Tg2 e che è assurta alle cronache rosa per la sua lontana storia con Galliani. Un repechage che però l’ha danneggiata. Per Luisella Costamagna si studia un programma ma non si capisce bene come debba essere per tenere insieme le varie anime della giornalista-ballerina. Monica Setta si è auto esclusa dalla corsa a nuovi programmi ritenendosi soddisfatta di quelli che già conduce. Pino Insegno che aprì la convention di Giorgia Meloni e che da allora è considerato tra coloro ai quali un programma va dato a tutti i costi, potrebbe ottenere l’access time a quiz tanto caro a Flavio Insinna. Claudio Lippi avrà una trasmissione dedicata alla terza età mentre Nunzia De Girolamo potrebbe traslocare in lei a serata sempre mantenendo il suo “Ciao Maschio” su Rai1 a tarda notte che ha avuto ottimi ascolti. Anche Paola Ferrari ha in cuore un avanzamento sportivo che la possa collocare non in ombra rispetto agli uomini e a talune donne mentre una new entry potrebbe essere quella di Manila Nazzaro. È Federica Sciarelli? Aspetta che si chiariscano alcuni punti perché l’idea di spostarsi armi e bagagli su Rai1 la convince poco ritenendo la rete ammiraglia non adeguata al suo programma.

In questo momento si sta lavorando agli esperimenti mettendo da parte ciò che è assodato e non è molto. Il 7 luglio a Napoli i palinsesti saranno presentati agli investitori e il rischio di buchi non sono pochi.

Sorgente: Rai, l’addio delle star difficilmente sostituibili – La Stampa