Unione Inquilini
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DELEGAZIONI DI SOLIDARIETA’ IN TUTTA ITALIA. SERVE PIANO NAZIONALE DI EDILIZIA PUBBLICA A CANONE SOCIALE: CASE POPOLARI E RESIDENZE PER GLI STUDENTI.
Dichiarazione di Walter DE Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini.
“Come nei giorni scorsi, subito dopo l’avvio della protesta a Milano, da oggi, l’Unione Inquilini, con delegazioni di famiglie che vivono sulla propria pelle il dramma dello sfratto, porteranno la solidarietà alla protesta degli studenti. La lotta, infatti, è una sola: il caro affitti si abbatte come un macigno contro gli studenti e impedisce il diritto allo studio e contro i nuclei familiari devastati dalla crisi economica, dalla disoccupazione e dalla povertà. 150 mila sfratti in Italia attualmente in esecuzione, di cui il 90% per morosità e altri 300 mila in arrivo nei prossimi mesi a causa della scelta sciagurata del governo di non rifinanziare il fondo sociale affitti e per la morosità incolpevole.
Un caro affitti derivante dalla liberalizzazione dei canoni e dalla fiscalità di vantaggio di cui gode la rendita immobiliare speculativa del libero mercato, ulteriormente amplificata dalla deregolation incontrollata degli affitti brevi. Due miliardi di costo all’anno per lo Stato senza alcuna contropartita in termini di sostenibilità degli affitti. Un caro affitti che non incontra una offerta pubblica a canone sociale per la assenza di qualsiasi forma di intervento pubblico, tanto che 650 mila famiglie certificate come aventi diritto a un alloggio popolare rimangono in vana attesa.
Un caro affitti che impedisce a centinaia di migliaia di famiglie in Italia di sostenere la pressione dei canoni di mercato e agli studenti di poter completare gli studi. Un caro affitti, quindi, che rappresenta un elemento non solo di iniquità sociale ma di arretratezza del Paese, una zavorra sulla sua possibilità di futuro.
Serve un investimento pubblico per incrementare l’offerta di alloggi a canone sociale e per studentati. Serve tassare fortemente lo sfitto e il patrimonio inutilizzato, anche per contrastare la piaga del canone nero, pratica diffusa, in particolare nei confronti egli studenti. Serve eliminare la cedolare secca sul libero mercato degli affitti e per quelli brevi e riversare quelle risorse per sostenere una riduzione dei canoni.
Nell’immediato, è urgente un intervento che immetta subito nel mercato alloggi a canone sociale, a partire da quelli degli enti previdenziali e di altri enti pubblici, rifinanziare i fondi azzerati a sostegno delle fasce più deboli, eliminare lo scandalo delle 50 mila case popolari oggi vuote e non assegnate ed infine serve mettere a disposizione delle famiglie nelle graduatorie immobili cielo terra vuoti e lasciati nel degrado del demanio civile e militare e di altre pubbliche amministrazioni da riutilizzare per studentati pubblici e case popolari, senza consumo di suolo.
Abbiamo richiesto nuovamente al governo di muoversi e dare un segnale, senza i miraggi visionari dei fantasmagorici piani annunciati dal Ministro Salvini ma aprendo un tavolo serio con le parti sociale.”