23 February 2024
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A color-enhanced image of the inside of a NIF preamplifier support structure. ANSA/Lawrence Livermore National Laboratory + ATTENZIONE LA FOTO NON PUO’ ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA + NPK

Il babbo natale americano ha voluto raccontare la sua favola  sia per autocelebrarsi in tempi in cui sta perdendo terreno e smalto, sia per dare un lumicino di false speranze agli europei infreddoliti. E come in tutte le fiabe da qualcosa di vero si è sviluppato un racconto fantastico che i media hanno contribuito ad abbellire per infiocchettare e mettere sotto l’albero: dunque si comincia come in tutte le fiabe contemporanee non con un “c’era una volta”, ma con un ci  sarà in un prossimo futuro per tutti quelli che ci credono e donano bracci e portafogli  al potere. In futuro ci sarà la fusione nucleare e il governo Usa ha annunciato che per la prima volta un esperimento di fusione nucleare ha prodotto più energia di quanta ne sia stata necessaria per innescare la reazione e precisamente 1,54 volte.  Dunque l’Eldorado è a portata di mano ovvero quella fusione nucleare di cui si narra che non ci siano scorie e il cui  “carburante” sarà abbondante e sufficiente per migliaia di anni. Si tratta di pura mitologia data in pasto alle ignare opinioni pubbliche, una fiaba di Natale che è interessante perché in essa confluiscono tutti gli archetipi della pubblica bugia e per giunta applicati alla scienza, più che altro cosiddetta da quando almeno ci hanno fatto credere che i vaccini fossero utili, efficaci e innocui.

Si è vero da un punto di vista fisico al Livermore Laboratory in California si è raggiunto un buon risultato, chissà, magari non il primo al mondo, ma comunque quello di gran lunga  più pubblicizzato: in un capsula di 2 millimetri di diametro una miscela di trizio e deuterio ( due isotopi dell’idrogeno)  è stata bombardata di energia grazie a 192 laser di grande potenza e portata a 3 milioni di gradi temperatura necessaria a innescare la fusione. L’energia necessaria è stata di 2, 05 mega joule e si sono ottenuti in cambio 3,15 megajoule di energia dalla fusione innescata. Ma questo non vuol dire affatto che si sia vicini alle possibilità di utilizzo reale della fusione nucleare: se infatti i laser hanno sparato contro la sferetta appena un po’ di 2 mega joule, per ottenere questo risultato sono stati presi dalla rete elettrica  300 mega joule, vale a dire cento volte in più dell’energia ottenuta. Certo il risultato è importante, ma al contempo il modo con cui è stata presentato è quanto mai fuorviante:  non siamo alla vigilia di una tecnologia che ci libererà dal gas e dal petrolio russo, abbiamo fatto un passetto verso un futuro lontano in cui sarà effettivamente utilizzabile in termini pratici ed economici l’energia da fusione, sempre che sia possibile e auspicabile. Secondo le previsioni che girano oggi solo nel 2035 sarà possibile da un particolare progetto di reattore  ottenere un’ energia superiore di 10 volte a quella immessa dei laser ma che rimane comunque  inferiore della metà rispetto a quella concretamente utilizzata per poter “sparare” contro il mix gassoso di deuterio e trizio.

[Continua…]

Sorgente: Fusione: la favola di Natale | il Simplicissimus

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