La Nato si esercita. Ma la “routine” atomica ora fa molta più paura – la Repubblica

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13 Ottobre 2022 0 Di Luna Rossa
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All’inizio della prossima settimana gli ordigni tattici dell’alleanza usciranno dagli scrigni per le prove periodiche di risposta

Lunedì o martedì prossimo in un bunker sotterraneo nelle campagne bresciane due bombe nucleari tattiche verranno tolte dagli scrigni corazzati. Avieri americani ripeteranno le procedure di attivazione delle testate, poi formalizzeranno la consegna ai militari italiani. Gli ordigni in realtà non lasceranno la base, ma nel giro di pochi minuti una coppia di caccia Tornado dell’Aeronautica decollerà dalla pista di Ghedi simulando un’incursione per sganciare quelle armi atomiche. La stessa scena avverrà nell’aeroporto statunitense di Aviano e in altre installazioni tedesche, olandesi, belghe e turche: tutto il dispositivo nucleare tattico della Nato in Europa si mobiliterà come se fosse arrivato il giorno dell’Armageddon. Per il resto della settimana, un carosello di jet supersonici e comandi in allarme rosso dimostrerà di essere pronto a colpire con le bombe più devastanti. I cieli italiani, soprattutto quelli dell’Adriatico a nord di Pescara, saranno il teatro principale delle manovre: nel nostro Paese sono custoditi almeno trenta ordigni tattici.

 

Sarà soltanto un’esercitazione, la stessa che si tiene ogni anno nella terza settimana di ottobre. Nome in codice: “Steadfast Noon”. Vuol dire “Mezzogiorno continuo”: la prova di forza per dissuadere dal rischio della “Mezzanotte”, il termine che indica lo scontro nucleare. Questo wargame si celebra dai tempi della Guerra Fredda e ormai sembrava diventato una sorta di esorcismo dei fantasmi di un passato remoto, evocando i rituali delle deterrenza che hanno scandito l’antico braccio di ferro con l’Urss. Ma l’invasione dell’Ucraina ha cambiato tutto, rendendo drammatica l’esibizione di potenza atomica.

 

 

È inevitabile che la propaganda russa la sfrutti per accusare l’Occidente. Ieri il portavoce del Cremlino ha contestato la “retorica nucleare quotidiana dei leader di Stati Uniti ed Europa: è una provocazione molto pericolosa”. Come reagirà Mosca ai bombardieri lanciati dall’Europa verso una rappresaglia virtuale? Diversi analisti ipotizzano che coglierà l’occasione per alzare il livello della sfida e mettere in allerta i missili intercontinentali. Per questo al segretario generale della Nato, Jan Stoltenberg, è stato domandato se non sarebbe meglio rinviare le grandi manovre e raffreddare il confronto con la Russia. “Sarebbe un messaggio completamente sbagliato – ha risposto – . Dobbiamo capire che la solida coesione dell’Alleanza e la nostra forza militare sono il modo migliore di prevenire un’escalation. Se adesso creassimo il terreno per qualsiasi fraintendimento o errore di calcolo a Mosca sulla nostra volontà di proteggere gli alleati, aumenteremmo il pericolo di un’escalation e questa è l’ultima cosa da fare”. Altrettanto decisa la ministra tedesca Christine Lambrecht: “È importante rispettare la pianificazione”.

 

 

Nel 1962 il presidente Kennedy si infuriò per le esercitazioni avviate a sua insaputa nel mezzo della crisi di Cuba, temendo che potessero scatenare la reazione sovietica. “Erano state programmate da tempo…”, gli risposero i generali del Pentagono. Proprio il suo ministro della Difesa, Robert McNamara, pochi anni dopo ha inventato il Nuclear Planning Group per condividere con i partner della Nato la dottrina atomica. Il comitato ha il compito di “riesaminare la politica nucleare dell’Alleanza alla luce delle continue sfide alla sicurezza dello scenario internazionale e se necessario aggiornarla”. Il Nuclear Planning Group si riunirà oggi a Bruxelles: dopo trent’anni di pace, per la prima volta i ministri del Patto atlantico si troveranno a discutere di una minaccia concreta, sempre più spesso citata nei discorsi dei capi di Stato. Bisogna infatti decidere come comportarsi in caso di attacco nucleare russo. Un alto ufficiale ieri ha dichiarato: “Quasi sicuramente ci sarebbe una risposta fisica da parte degli alleati dell’Ucraina e, potenzialmente, da parte della Nato. Ci sarebbero conseguenze mai viste prima”. Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin però ha detto che, pur prendendo seriamente i moniti di Putin, al momento non ci sono segnali che voglia passare all’azione: “Ma teniamo i russi sotto controllo 24 ore su 24”. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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