Dati scioccanti per gli under 40 dall’inizio della campagna vaccinale. In Italia abbiamo 480 morti in più – eVenti Avversi

Dati scioccanti per gli under 40 dall’inizio della campagna vaccinale. In Italia abbiamo 480 morti in più – eVenti Avversi

12 Maggio 2022 0 Di ken sharo

Tutto è partito dal leghista Claudio Borghi che ha voluto fortemente indagare sull’eccesso di mortalità nella fascia d’età under 40, anomalia che è sotto gli occhi di tutti in questo periodo.

Non passa giorno che non si registrino strani decessi a causa di “malore improvviso” in una fascia di età dove non si era mai registrato questo trend, tanto che #MaloreImprovviso è diventato velocemente uno degli ashtag più popolari su Twitter…e a ragion di causa.

Lo studio, pubblicato oggi sul quotidiano La Verità, ha di fatto dimostrato che da maggio (inizio delle inoculazioni per i giovani) al novembre 2021 (prima di Omicron) si è verificata una mortalità extra del 7% rispetto alla media dei 10 anni precedenti, che – al netto dei decessi per covid ed altre cause-, si traduce in 480 morti (inspiegabili) in più rispetto alla media dei 10 anni precedenti tra gli under 40 e quindi molto probabilmente riconducibili proprio al vaccino.

” È l’unico elemento di novità intervenuto allora“, sottolinea Borghi, al quotidiano La Verità. “Guarda caso, é a maggio 2021 che le vaccinazioni sono state aperte agli under 50. Ricordate la rissa tra ragazzi all’Open day di Bologna? Era il 2 giugno di un anno fa”…

Sono certamente dati allarmanti che meriterebbero grossa apprensione da parte delle autorità e quantomeno una preventiva e cautelare sospensione delle vaccinazioni massive su questa fascia d’età.

Le pubblicazioni scientifiche al riguardo ormai sono tante,un nuovo studio pubblicato su Nature “Increased emergency cardiovascular events among under-40 population in Israel during vaccine rollout and third COVID-19 wave“, rileva ad esempio un aumento “significativo” di eventi cardiovascolari di emergenza tra la popolazione sotto i 40 anni in Israele durante l’introduzione del vaccino e la terza ondata di COVID-19. Importantissimo perchè evidenzia che l’aumento dell’incidenza delle malattie cardiovascolari è correlato alla vaccinazione piuttosto che al Covid-19.

Il forte aumento dell’incidenza di eventi CA e ACS nella popolazione di età compresa tra 16 e 39 anni parallelamente al lancio della vaccinazione e la sua associazione con i tassi di vaccinazione potrebbero essere coerenti con la relazione causale nota tra i vaccini a mRNA e gli incidenti di miocardite nei giovani, così come il fatto che la miocardite è spesso erroneamente diagnosticata come ACS e che la miocardite asintomatica è una causa frequente di morte improvvisa inspiegabile tra i giovani adulti di CA. Ciò è ulteriormente supportato da rapporti più aneddotici che descrivono la morte cardiaca improvvisa a seguito della vaccinazione COVID-19. Mentre la miocardite indotta dal vaccino è stata riportata prevalentemente nei maschi, è interessante notare che gli aumenti relativi degli eventi CA e ACS sono stati maggiori nelle femmine. Ciò può suggerire la potenziale sottodiagnosi o sotto-auto-segnalazione della miocardite nelle femmine, o altri modelli unici, che è coerente con la sfida in corso delle differenze legate al genere legate alla diagnosi e alla cura delle malattie cardiovascolari […]

 

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Si sottolinea la necessità di un’indagine approfondita dell’apparente associazione tra la somministrazione del vaccino COVID-19 e gli esiti cardiovascolari avversi tra i giovani adulti. Israele e altri paesi dovrebbero raccogliere immediatamente i dati necessari per determinare se tale associazione esiste davvero, compresa un’indagine approfondita sui singoli casi di CA e ACS nei giovani adulti e la loro potenziale connessione con il vaccino o altri fattori. Ciò sarebbe fondamentale per comprendere meglio i rischi-benefici del vaccino e per informare le relative politiche pubbliche e prevenire danni potenzialmente evitabili ai pazienti. Nel frattempo, è fondamentale che dopo la vaccinazione, i pazienti debbano essere istruiti a cercare cure di emergenza appropriate se manifestano sintomi potenzialmente associati a miocardite, come disagio toracico e mancanza di respiro, nonché a considerare di evitare un’attività fisica intensa dopo la vaccinazione che può indurre gravi eventi cardiaci avversi“[…]

Fonte

Un altro studio dalla Scandinavia ( di aprile 2022) conferma poi ancora una volta il rischio notevolmente aumentato di infiammazione cardiaca dopo le iniezioni di mRNA, soprattutto per i più giovani.

In questo studio a differenza degli altri, non si conclude più col mantra che i benefici della vaccinazione contro l’mRNA superino i rischi dell’infezione da SARS-CoV-2, ma che – finalmente! – si raccomanda una valutazione ragionevole del rischio:

“Il rischio di miocardite associato alla vaccinazione contro SARS-CoV-2 deve essere bilanciato rispetto ai benefici di questi vaccini”.

“Dati gli alti tassi di morbilità e mortalità da infezione da COVID-19 negli anziani e l’efficacia del vaccino nel prevenire infezioni gravi e morte, i benefici dell’immunizzazione in quelli di età superiore ai 40 anni superano chiaramente i rischi”.

SARS-CoV-2 Vaccination and Myocarditis in a Nordic Cohort Study of 23 Million Residents | Cardiology | JAMA Cardiology | JAMA Network

Quindi: solo dall’età di 40 anni i benefici della vaccinazione supererebbero i benefici della vaccinazione, secondo gli autori. Ciò non suona più come una difesa incondizionata dei vaccini COVID-19.


Tornando all’Italia, oggi scopriamo dunque “numeri da allarme rosso“. Claudio Borghi, li ha ottenuti da Istat e setacciando il cruscotto Oms ovvero un database che riporta l’eccesso di mortalità ripartito per età e sesso. Per interpretarlo, l’onorevole si è rivolto ad alcuni esperti, tra cui il professor Antonello Maruotti, professore ordinario di statistica.

Borghi ritiene che tutto ciò basti per avviare un esame approfondito e per capire se, la causa possa essere da attribuirsi esclusivamente all’impatto della campagna vaccinale o se come concausa possa figurare anche la carenza di cure : “Sarebbe persino peggio: sarebbe la conseguenza indiretta di una gestione disastrosa della pandemia. L’anomalia, comunque, esiste ed è giusto verificare da cosa possa dipendere. Anche perché, sotto i 40 anni, gli italiani morti con il Covid, da marzo 2020 a oggi, non sarebbero stati molti di più rispetto a quelli che potrebbe aver stroncato la vaccinazione, fino a prima della comparsa di Omicron. Precisamente, secondo l’ultimo report Iss, le vittime under 40 sono a oggi 588, quasi tutte con altre gravi patologie. Se l’eccesso di mortalità fosse dovuto ai vaccini, crollerebbe la logica rischi-benefici, in base alla quale essi sono stati surrettiziamente imposti ai giovani, prima promettendo la riapertura delle discoteche e poi introducendo il green pass», dichiara.

A questo punto, sarebbe interessante sapere cosa è accaduto all’estero. Cisto già lavorando”, aggiunge Borghi. “In Gran Bretagna emerge un esito simile, ma di minore entità. Perché? Forse perché hanno usato molto Astrazeneca. Ciò getterebbe una nuova luce sul polverone delle trombosi, che ha spinto l’Ue a limitare la somministrazione di quel farmaco agli over 60. I casi, ahinoi, si sono verificati eccome: nessuno ha scordato la povera Camilla Canepa.Ma forse non sono stati approfonditi a sufficienza gli effetti cardiaci di medio-lungo termine, associati al preparato di Pfizer. Ad ogni modo, ne abbiamo a sufficienza perché, almeno sui giovani, la macchina delle vaccinazioni si fermi. Lo chiedevo già a luglio 2021. E quando a invocare prudenza fu Matteo Salvini, gli diedero dell’assassino” conclude.

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