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La contraerea ucraina in azione contro gli attacchi dei russi a Odessa. Mariupol è «un panorama infernale crivellato di cadaveri» per la ong Human Rights Watch. Kherson è alla fame. E il ministro dell’interno russo Peskov non esclude l’arma nucleare: «Solo se è minacciata la nostra esistenza»

Reportage

Odessa stretta tra cielo e terra

Sabato Angieri

Allarmi e boati sempre più vicini scuotono da ieri la città sul Mar Nero, che si affida alla contraerea. I traccianti illuminano il porto. E la flotta russa cerca un varco nella baia minata

EX GKN E FRIDAYS

Fridays for Future ed ex Gkn insorgono insieme

Riccardo Chiari

Presentate le manifestazioni di venerdì 25 sulla giustizia climatica, diffuse in molte piazze non solo della penisola, e il sabato di mobilitazione nazionale a Firenze insieme al Collettivo di Fabbrica: “Non andrà tutto bene se i rapporti di forza rimarranno questi, se la ricerca di profitti avrà sempre la precedenza sui diritti e sul futuro di questo pianeta. Noi insorgiamo per il futuro. E il futuro non è solo uno stipendio e un contratto, è l’aria che respiri, è la pace, è cosa produci e in che società vivi”.

Politica

Riforme, un piccolo sì che non sblocca lo stallo

Andrea Fabozzi

In commissione alla camera approvata a maggioranza la modifica della base elettorale del senato. Una norma che serve a ridurre il danno del taglio dei parlamentari sulla rappresentanza. Ma il centrodestra è contrario, il cammino è ancora lungo e i partiti si preparano a tornare al voto con le vecchie regole

Italia

«L’ultima goccia», il Pianeta nella morsa del clima

Luca Martinelli

Wwf Italia ha pubblicato un nuovo rapporto che affronta il tema del prosciugamento climatico. Il documento ha l’obiettivo di offrire elementi per «rafforzare l’azione per l’abbattimento delle emissioni e dare il via a serie politiche di adattamento e di buona gestione delle risorse idriche per scongiurare impatti insostenibili

Europa

Tunisia, famiglia distrutta nel naufragio

Giansandro Merli

Volevano andare in Italia dal padre. Le pratiche di ricongiungimento familiare erano fallite per dei cavilli burocratici. Il parlamentare tunisino Majdi Karbai (Attayar): «Leggi sbagliate». Si temono oltre 80 morti in due diversi incidenti

La Francia pronta a dare mano libera a Europol sui dati degli europei

Stefano Bocconetti

Nonostante gli abusi conclamati e condannati dalle authority Ue, Europol si avvia non solo a mantenere un gigantesco data base illegittimo di dati personali ma chiede di sviluparlo con un nuovo regolamento in un data-mining indiscriminato a strascico. Un simile accumulo di informazioni si spiega solo con il futuro utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. C’è il rischio della polizia predittiva

Torna la primavera, versione Shengal

Chiara Cruciati

La regione nord-occidentale dell’Iraq riscopre l’antica festa del Newroz, diventata negli ultimi decenni la manifestazione politica dell’autodeterminazione curda. Tra le macerie lasciate dall’occupazione dell’Isis e i tentativi dei governi di Erbil e Baghdad di soppiantare l’autogestione ezida

Stati “rossi”, prove di secessione negli Usa

Luca Celada

Una raffica di leggi promulgate dagli stati ad amministrazione repubblicana (che per tradizione ha il colore rosso, contro il blu dei democratici) disegnano i contorni di una “secessione giuridica” sempre più marcata in questo paese spaccato e in balia di una divisione ideologica sempre più esasperata

CULTURE

L’arte, irriducibile antidoto alla guerra

Valentina Porcheddu

Intervista all’archeologo e storico russo Askold Ivantchik. Lo studioso è tra i sostenitori dell’appello dell’Unione Accademica Internazionale contro l’aggressione in Ucraina. «Il documento dell’Uai supporta i ricercatori di Kiev, in esilio o nel Paese. La maggior parte si trova in questa condizione e perciò ammiro il coraggio di chi resta». «Non rientrando nella lista dell’Unesco, il centro storico di Odessa, musei e collezioni, rischiano di pagare le conseguenze dei bombardamenti»

Quante sono le divisioni del papa?

Guido Viale

È questa la domanda sarcastica che si dice abbia fatto Stalin durante i colloqui di Yalta a chi gli suggeriva di tener conto anche delle opinioni del papa nel definire gli assetti geostrategici del dopoguerra. Un sarcasmo spiegabile in parte con il fatto che si usciva da sei anni di guerra mondiale in cui la parola era stata lasciata esclusivamente alle armi; in parte con il fatto della collocazione del papa di allora

Sorgente: il manifesto del 23.03.2022 – il manifesto