Arrestato a Parigi uno dei sospettati per l’omicidio del giornalista Khashoggi

Arrestato a Parigi uno dei sospettati per l’omicidio del giornalista Khashoggi

8 Dicembre 2021 0 Di Luna Rossa

Si tratta di Khaled Aedh Alotaibi, un ex membro della Guardia Reale dell’Arabia Saudita: è tra i sospettati per l’omicidio del giornalista dissidente

di Stefano Montefiori

DAL CORRISPONDENTE PARIGI Un possibile componente del commando che ha assassinato il giornalista e oppositore saudita Jamal Khashoggi nel 2018 a Istanbul è stato arrestato martedì mattina all’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi mentre stava per prendere un volo per Riad, capitale dell’Arabia saudita. Khalid Alotaibi, 33 anni, ex membro della Guardia reale, è stato posto sotto controllo giudiziario nel quadro di un mandato di arresto internazionale emesso dalla Turchia. Presente da qualche tempo in Francia, l’uomo probabilmente non era al corrente di essere ricercato e per questo avrebbe usato la sua vera identità e il suo vero passaporto. Al momento dei controlli in aeroporto il documento segnalato dall’Interpol ha fatto scattare l’allarme e l’uomo è stato fermato.

Alotaibi è sospettato di essere stato presente nel consolato saudita di Istanbul il 2 ottobre 2018, quando Khashoggi venne attirato in trappola e ucciso da un commando di agenti dei servizi sauditi venuti da Riad. Il corpo del giornalista, che scriveva per il Washington Post, venne smembrato e non è mai stato ritrovato. Khashoggi era un severo critico del regime e i sospetti si sono subito diretti verso un atto di repressione del governo saudita.

Il principe ereditario Mohammed Ben Salman (detto «MBS») prima ha negato ogni coinvolgimento dell’Arabia saudita evocando un complotto di settori del governo turco in combutta con il movimento dei Fratelli musulmani, poi ha incolpato un gruppo di agenti sauditi che a suo dire avrebbero agito di loro iniziativa. Nel processo che si è svolto nel settembre 2020 a Riad cinque sauditi sono stati condannati a morte e tre alla prigione (le pene capitali sono state poi commutate in 20 anni di carcere).

L’arresto di Khalid Alotaibi arriva in un momento delicato per il governo francese, perché riporta in primo piano il caso Khashoggi a pochi giorni dall’incontro di sabato scorso a Gedda, in Arabia saudita, tra il presidente Emmanuel Macron e il principe MBS. In quell’occasione Macron è stato il primo leader occidentale a stringergli la mano in un incontro bilaterale, rompendo una sorta di embargo che durava dall’omicidio di Khashoggi. Un rapporto della Cia indica in MBS il mandante dell’omicidio Khashoggi e per questo il presidente americano Joe Biden rifiuta di parlargli. Macron invece ha deciso di rompere l’isolamento internazionale del principe saudita perché «non si può giocare un ruolo nella stabilità del Medio Oriente se non si hanno contatti con i sauditi». Il presidente francese ha assicurato di avere avuto con MBS un dialogo «franco ed esigente, senza tabù», ma la questione dei diritti dell’uomo non è stata menzionata nel comunicato finale sull’incontro.

Entro 24 ore dall’arresto la custodia cautelare di Alotaibi finirà e l’uomo verrà presentato a un giudice. La Turchia, che ha condotto le indagini perché l’assassinio di Khashoggi è avvenuto sul suo territorio, e che ha pessimi rapporti con Macron e il governo francese, potrebbe chiedere l’estradizione.

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