Roma, studenti in marcia dal Circo Massimo al Miur: “Ci riprendiamo tutto”. Al via la prima protesta durante il G20 – la Repubblica

Roma, studenti in marcia dal Circo Massimo al Miur: “Ci riprendiamo tutto”. Al via la prima protesta durante il G20 – la Repubblica

29 Ottobre 2021 0 Di Luna Rossa

I ragazzi protestano “contro le modalità del rientro a scuola” in tempi di pandemia, un coro diretto al Salone delle fontane dell’Eur dove si riunisce oggi il summit dei ministri delle Finanze e della Salute. Ecco gli altri cortei previsti per oggi

di Luca Monaco

Bandiere dei collettivi studenteschi romani issate nella marcia da varie scuole della Capitale dal Circo Massimo al Miur, dove questa mattina si sono radunati alle 9 gli studenti per “conquistare il presente”. Il corteo è partito alle 10. Così sfila la prima manifestazione nel fine settimana del G20.

“Siamo il futuro, ma senza futuro conquistiamo il presente”. Scritta bianca su stoffa rossa, dietro il grande striscione che apre il corteo della scuola almeno “cinquemila studenti da 20 istituti” assicurano gli organizzatori.

“Se ci bloccano il futuro/ noi blocchiamo la città”. “Ci riprendiamo tutto”. Si annuncia con i fumogeni rossi, un petardo esploso in piazzale Ugo la Malfa il nutrito spezzone del Virgilio, accolto dall’ovazione del resto degli studenti in attesa partiti in marcia verso il ministero.

 

“Siamo in piazza per portare all’attenzione la nostra eleva elaborazione dei temi – Luca Iannello, della Rete degli studenti medi – in primo luogo l’accesso alla scuola pubblica, l’accesso universale ai vaccini e alle cure mediche e soluzione vere e immediate all’emergenza climatiche”.

I ragazzi protestano “contro le modalità del rientro a scuola” in tempi di pandemia, un coro diretto al Salone delle fontane dell’Eur dove si riunisce oggi il summit dei ministri delle Finanze e della Salute. Con loro anche gli studenti di Fridays For Future. L’organizzazione dei giovani che seguono le orme dell’attivista per il clima Greta Thunberg.

 

Il “Climate camp” ad Acrobax

Alle 12 la conferenza stampa di presentazione del  “Roma climate camp” che si tiene nello spazio dell’Acrobax all’ex cinodromo da giovedì sera a lunedì mattina. Li dormiranno e si confronteranno le mille galassie del Movimento che manifesterà sabato, non certo in piazza San Giovanni, ma dando vita a un corteo che sfilerà, sempre alle 15, dalla Piramide Cestia alla Bocca della Verità.

Chi sono? Quelli del campeggio, ma non solo. Ad Acrobax si raduneranno i 40 rappresentanti della delegazione zapatista dell’Ezln arrivata in Europa, accanto ai Fridays for future, quelli di Extinction Rebellion, il movimento ambientalista nato a Londra nel 2018 e che si è allargato al resto dell’Europa. Ci saranno qualche decina di rappresentanti dei movimenti No Tav, No Tap, No Dal Molin. I lavoratori delle aziende in crisi, da Alitalia alla Ghn passando per la Whirlpool, che raggiungeranno Roma in pullman. Aderiscono al corteo tutti i sindacati di base, la Flc Cgil e la Fiom, i Movimenti per il diritto all’abitare.

I centri sociali al Brancaleone. Gli attivisti del Brancaleone, insieme alle altre realtà sociali del municipio III, da Astra allo studentato Puzzle al Tufello, a quelli di Esc e Communia di San Lorenzo, ospiteranno nel loro spazio in via Levanna i militanti dei centri sociali in arrivo già venerdì dal Nord Est, dalla Campania (ci saranno i napoletani di Insurgencia, Zero81, l’Iskra di Bagnoli) e dalle altre città italiane che avevano già ospitato i lavori del G20. Saranno in corteo tutti insieme sabato, accanto alle femministe e alla Società della cura.

Peoples’ Vaccine Alliance

Flash mob anche degli attivisti di Oxfam, Emergency e Amnesty International – membri della Peoples’ Vaccine Alliance – dalle 10 alle 11,30 in piazza Vittorio. Al centro, come riferiscono i responsabili in una nota, la denuncia della drammatica disuguaglianza di accesso ai vaccini, cure e trattamenti per il Covid-19, a fronte di enormi profitti realizzati dalle compagnie farmaceutiche. Una situazione che impedisce di fatto di sconfiggere la pandemia, con i paesi in via di sviluppo che vedono solo il 2% della loro popolazione vaccinata. Da qui l’appello urgente ai leader del G20 per mettere in campo soluzioni efficaci e immediate per salvare vite e affrontare un’emergenza.

 

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