Green Pass: al lavoro col certificato o addio stipendio, ma il posto rimane – la Repubblica

Green Pass: al lavoro col certificato o addio stipendio, ma il posto rimane – la Repubblica

17 Settembre 2021 0 Di Luna Rossa

Il dossier sulle nuove misure decise dal governo che estendono l’obbligo ai dipendenti e agli autonomi del settore pubblico e privato

di Viola Giannoli

Dal 15 ottobre al 31 dicembre per accedere ai luoghi di lavoro bisognerà avere il Green Pass. Dopo bar, ristoranti, palestre, cinema, il Consiglio dei ministri ha deciso di estendere l’obbligo del certificato verde ai lavoratori della pubblica amministrazione e del settore privato. Anche le partite Iva, chi lavora con prestazioni occasionali e gli autonomi dovranno mostrare il Certificato verde per svolgere la propria attività e per accedere in piccole, grandi o medie aziende.

Non solo: il nuovo decreto, che andrà poi convertito in Parlamento, varrà per i volontari e per chi fa attività di formazione, anche con contratti esterni. Restano esclusi gli under 12 e chi non può vaccinarsi sulla base di una certificazione medica. Niente più attesa di quindici giorni per i guariti dal Covid: il Green Pass sarà rilasciato subito dopo la prima dose di vaccino.

 

Nel pubblico

Vale per gli statali e le forze dell’ordine

L’obbligo di Green Pass riguarda tutti i lavoratori dipendenti del settore pubblico. O meglio tutti quelli che vogliono o possono accedere al proprio luogo di lavoro. In particolare il decreto elenca il personale che lavora nelle Regioni, nelle Province, nei Comuni, nelle Camere di commercio, nelle aziende del Sistema sanitario nazionale, nelle prefetture, i dipendenti della Consob, della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d’Italia nonché degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale. Anche Quirinale, Camera, Senato e Corte costituzionale sono invitati ad adeguarsi. Resta obbligatorio per maestri, prof, tecnici, amministrativi delle scuole e delle università per cui era già previsto, ma si estende pure alle forze di polizia, ai militari e ai diplomatici. Anche chi ha contratti esterni con la pubblica amministrazione dovrà mostrare il pass per accedere in un luogo di lavoro e svolgere la propria attività di formazione o di volontariato.
Da sola la Pa conta 3,2 milioni di dipendenti, ma nella seconda metà del 2020 il 33% ha lavorato in smart working, che non è nominato nel decreto.

In tribunale

Serve ai magistrati non ai difensori

Anche in tribunale dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre (per ora) verrà chiesto il Green Pass. Ma non a tutti. Nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri si legge infatti che per tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari; gli avvocati di Stato e i procuratori; i componenti delle commissioni tributarie sono tenuti ad avere ed esibire ai responsabili della sicurezza interna delle strutture in cui si svolge l’attività giudiziaria la certificazione verde. Senza pass niente accesso negli uffici giudiziari. Potranno invece entrare gli avvocati (che dovranno però averlo per entrare nello studio legale), i difensori di un imputato, i consulenti delle parti, i periti e gli altri ausiliari del magistrato che non sono dipendenti dello Stato e sono estranei alle amministrazioni della giustizia. Anche i testimoni, le parti in causa in un processo, chi ad esempio si costituisce parte civile o chi siede al banco degli imputati potrà entrare in in aula senza essere obbligato a mostrare il Green Pass.

Nel privato

Inclusi gli artigiani, le colf e i volontari

Tutti i lavoratori del settore privato, se devono o vogliono lavorare nel proprio ufficio, in azienda, che sia piccola, media o grande, in fabbrica, in negozio, nella cucina di un ristorante, nel centro estetico, nella bottega artigiana, saranno chiamati a possedere ed esibire, su richiesta, la certificazione verde. Nel provvedimento sono inclusi anche i lavoratori autonomi, le partite Iva, chi offre servizi occasionali e i collaboratori familiari, come spiegano fonti del governo. L’obbligo dunque si applicherà ad esempio all’idraulico o all’elettricista, ma anche a colf, badanti e baby sitter. In questo caso, come spiega il ministro del Lavoro Andrea Orlando, “in quel caso è l’abitazione a essere considerata un luogo di lavoro e quindi la certificazione è richiesta, dovrà chiederla chi fa entrare i lavoratori in casa”. Lo stesso vale se svolgono la propria attività nel pubblico come un fabbro chiamato a una riparazione in un ufficio comunale. Compresi dall’obbligo anche coloro che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato anche con contratti esterni in uno specifico luogo di lavoro.

I controlli

Saranno all’ingresso anche a campione

Il controllo dei Green Pass spetta, nel pubblico come nel privato, ai datori di lavoro e le verifiche potranno essere anche a campione. Il decreto prevede che, dove possibile, il check sulla validità delle certificazioni verdi avvenga all’ingresso, ovvero al momento dell’accesso dei lavoratori in uffici, aziende, fabbriche, banche, prefetture, commissariati, caserme, centri commerciali o alberghi. I datori di lavoro devono anche individuare, con un atto formale, chi si occuperà materialmente dell’accertamento e della contestazione delle violazioni. Nel caso di idraulici o elettricisti saranno i padroni di casa a controllare il pass. Per quanto riguarda i dipendenti della pubblica amministrazione, saranno il ministero guidato da Renato Brunetta e quello della Salute a studiare, entro il 15 ottobre, le linee guida per controlli omogenei. Nel caso dei magistrati saranno invece i responsabili della sicurezza interna degli uffici giudiziari a verificare il rispetto delle prescrizioni, anche avvalendosi di loro delegati. Il controllo avverrà attraverso la app VerificaC-19 o con piattaforme simili a quella utilizzata per le scuole.

Le sanzioni

Stop retribuzione già dal primo giorno

“La retribuzione non è dovuta dal primo giorno di assenza”. Lo precisa un aggiornamento pubblicato dopo mezzanotte nel comunicato stampa del Cdm sull’obbligo di Green Pass. Lo stop allo stipendio dei dipendenti, spiega la nota, scatta fin dal primo giorno per i lavoratori del pubblico e del privato che non abbiano il certificato verde. Nel pubblico chi non ha il Green Pass è ritenuto “assente ingiustificato” e dopo il quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso. Nel privato invece il lavoratore è assente senza diritto alla retribuzione fino a presentazione del pass. Nessuna conseguenza disciplinare e niente licenziamenti, in entrambi i casi. I lavoratori che verranno individuati in un luogo di lavoro senza pass rischiano sanzioni da 600 a 1.500 euro. E sanzioni sono previste anche per i magistrati ordinari: l’accesso senza il pass è un “illecito disciplinare” ed è punito in base alla normativa di riferimento. Le multe riguardano pure i datori di lavoro negligenti: per mancato controllo vanno da 400 a mille euro.

I tamponi

A 15 euro in farmacia e dureranno 3 giorni

Per avere il Green Pass restano valide tre condizioni, ma con qualche novità. I vaccinati potranno scaricarlo (e stamparlo) dopo 15 giorni alla prima dose. Per i guariti dal Covid invece si cambia: niente più attesa perché il decreto prevede che potranno avere la Certificazione verde subito dopo la prima somministrazione. La terza via per avere il pass è il tampone antigenico o molecolare che, tranne che per le persone con disabilità o fragili ed esenti dalla vaccinazione, sarà però a carico dei lavoratori. Le farmacie sono però obbligate ad adeguarsi ai prezzi calmierati dei test antigenici rapidi (15 euro per i maggiorenni, 8 euro per i minorenni) decisi dal governo assieme alla struttura commissariale dell’emergenza Covid guidata dal generale Francesco Figliuolo. In caso di inosservanza le farmacie saranno multate con una sanzione da 1.000 a 10.000 euro e il prefetto potrà disporre la chiusura dell’attività per una durata non superiore a 5 giorni. A giorni arriverà il via libera all’estensione a 72 ore della validità del Pass con i test molecolari, resta a 48 quella con gli antigenici.

 

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