0 3 minuti 3 anni

Cosa significa? Che il virus SARS-CoV-2 replica il suo Rna anche nei batteri del microbioma, da quello orale fino ad arrivare a quello intestinale.  Ovvero, induce anche la produzione di tossine batteriche. Tale dato pone le basi per migliori implicazioni sul fronte delle cure e della rilevazione e tracciamento del patogeno attraverso non solo il tampone naso faringeo ma anche nella analisi delle feci.

 

 

Il SARS-CoV-2 è  anche un batteriofago:  Gli autori del lavoro hanno osservato che in vitro funzionano alcuni antibiotici, impedendo la replicazione nelle cellule batteriche.  Quattro in particolare.

I risultati  della ricerca pubblicata su Pubmed indicano senza possibilità di errore alcuna, che la replicazione virale avviene anche nella cellula batterica e può essere influenzata dalla somministrazione di specifici antibiotici. Inoltre, come osservano in un altro studio, ci sono proteine batteriche indotte dalla presenza del virus;  tali molecole potrebbero essere in parte la razio di alcuni sintomi e segni clinici dei malati di COVID-19.

Gli studiosi hanno testato anche gli antibiotici che funzionano contro questo ulteriore meccanismo di replicazione – spiega il dottor Giuliano Marino, esperto in procedure e protocolli sanitari e in Clinical Governance-  Ritengo che  di fondamentale importanza sembra essere la tempistica di utilizzo in virtù della presenza anche  delle tossine batteriche: più vengono prodotte tossine, intuitivamente, peggiore sarà il quadro clinico. Perciò, le cure vanno somministrate il prima possibile”.

 

Il problema del tampone

La ricerca ha analizzato la presenza e la replicazione dell’Rna virale (SARS-CoV-2) in campioni fecali, nonché l’attività del patogeno nelle feci di pazienti affetti da COVID-19, con risultati inoppugnabili. E questo ha una conseguenza anche sulla modalità di rilevarne la presenza nel nostro corpo attraverso il tampone.

 

“Un tampone molecolare alle feci è molto più attendibile di un tampone nasale” -prosegue Marino e pertanto è intuitivo che il grado di positività della popolazione è molto sottostimato, siamo più portatori di quanto crediamo, ma in gran parte asintomatici”.

Sorgente: Covid, la conferma: è batteriofago, 4 antibiotici lo possono curare – Affaritaliani.it