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Sara, 42 anni, ha un contratto a tempo indeterminato in un’azienda che opera nel turismo. Con 1.200 euro al mese ha cresciuto le sue due figlie. Ha abitato in un appartamento in affitto a Roma, e ogni 30 giorni toglieva dal suo stipendio 700 euro per avere un tetto sopra la testa. Sara ha sempre lavorato per mantenersi, scontrandosi con le difficoltà che la vita pone quotidianamente: così il traguardo contrattuale ha alleggerito il carico di precarietà esistenziale a cui è stata aggiogata per diverso tempo. Non aveva preventivato, però, che un virus potesse colpire con tanta ferocia l’intero pianeta, mettendo in ginocchio l’industria del turismo di massa. Il Covid-19, dice, ha smantellato la sua serenità, pezzo dopo pezzo.Sara non è il suo vero nome. Pretende l’anonimato per salvaguardare la dignità delle figlie, inconsapevoli del dramma che da mesi attanaglia la loro madre: il rischio di ritrovarsi per strada.

Sorgente: Tsunami sfratti. Una corsa contro il disastro


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