Per i morti nel carcere di Modena nessun filmato: non è successo niente • Kulturjam

Per i morti nel carcere di Modena nessun filmato: non è successo niente • Kulturjam

7 Luglio 2021 0 Di marco zinno

I morti nel carcere di Modena. Non è successo niente

Marco Boattini, Salvatore Cuono Piscitelli, Slim Agrebi, Artur Iuzu, Hafedh Chouchane, Lofti Ben Masmia, Ali Bakili, Erial Ahmadi, Ante Culic, Carlo Samir Perez Alvarez, Haitem Kedri, Ghazi Hadidi, Abdellah Ouarrad. Sono i morti a seguito delle lotte dell’8 e 9 marzo 2020.

Per otto di loro, questione archiviata. Così ha deciso il Giudice Andrea Salvatore Romito del Tribunale di Modena, con ordinanza del 16 giugno 2021, nonostante parti civili, Garante nazionale e associazione Antigone. Questi ultimi non ammessi, a sancire che la difesa dei diritti di chi è detenuto non è rilevante, e chi se ne occupa non c’entra («soggetti privi della qualifica di persone offese in riferimento ai reati ipotizzati»).

Un’archiviazione contro cui, per più di un anno, in tanti abbiamo lottato. E che continuiamo, con ragione e tante ragioni, a non accettare.

Perché le responsabilità dell’Amministrazione penitenziaria e della catena di comando balzano agli occhi dai verbali, dalle dichiarazioni, dalle testimonianze, dalle inadempienze, dalle parole di quei detenuti – gli unici che davvero rischiano per la verità – che non sono stati creduti o nemmeno ascoltati. Polizia penitenziaria (non proprio uno sguardo terzo e imparziale che non ha bisogno di riscontri…) e Polizia di Stato bastano e avanzano, per la ricostruzione dei fatti («Relazioni redatte dalla Polizia penitenziaria e dalla Squadra Mobile della Questura modenese, ben sintetizzate nella richiesta in esame; e ad esse, pertanto, in ragione della accuratezza della struttura storico-narrativa e delle caratteristiche della presente fase procedimentale, pare lecito operarsi integrale riferimento»).

Insomma, non servono altri riscontri. Le tante testimonianze sulle violenze ai danni dei detenuti sono voci rese mute, tacitate.

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Ma anche volendo dire che la morte è sopraggiunta per overdose da farmaci e la violenza nulla conta – e noi non lo vogliamo dire, perché questo aspetto della vicenda, la violenza, doveva e deve essere oggetto di indagine – ciò che viene archiviato e su cui incredibilmente si rinuncia a indagare è comunque il fatto, così evidente, che la morte non è stata per overdose ma per omissione di soccorso.

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