I Gas Cs, guerra chimica in tempo di pace – Osservatorio Repressione

I Gas Cs, guerra chimica in tempo di pace – Osservatorio Repressione

22 Luglio 2021 0 Di marco zinno

Il micidiale gas CS, usato dalla polizia contro i manifestanti a Genova nel 2001 (ufficialmente oltre 6 mila candelotti sparati…), è una sostanza messa al bando dalla Convenzione di Ginevra. E’ dunque proibito usarla in guerra, perché gravemente tossica anche per le popolazioni residenti e per chi la usa.Come è possibile venga ancora usata impunemente in tempo di pace?In realtà qui sembra regnare un po’ di confusione. Talvolta nei documenti  ci si riferisce al gas CS come “arma non letale” il cui uso per ragioni di ordine pubblico è consentito, legale. Paradossalmente vien da dire, Dato che – come già detto – se utilizzato in guerra viene considerato “arma chimica”.All’epoca – luglio 2001 –  la presenza mia e di altri compagni nella delegazione vicentina alla manifestazione contro il G8 di Genova era stata ben documentata dalla immagini apparse sul Giornale di Vicenza del 22 luglio 2001. Come si poteva vedere in quelle foto lo striscione e la bandiera erano quelli del Movimento UNA (Uomo-Natura-Animali). Qualcuno di noi aveva anche partecipato alle manifestazioni dei giorni precedenti, ma la maggior parte era arrivata la mattina di quel maledetto sabato 21 luglio per esprimere il più radicale dissenso da una politica che nega i diritti degli umani, degli animali e della Terra stessa, in via di progressiva devastazione. Nel giro di un anno diversi dei nostri militanti e simpatizzanti (così come tanti altri amici e conoscenti), dopo aver trascorso “uno dei peggiori inverni della loro vita”, avevano dovuto rassegnarsi all’idea di essere stati irrorati con il micidiale aerosol che la polizia aveva usato in modo massiccio contro centinaia di migliaia di persone. Imparando a proprie spese che la mancanza improvvisa del respiro, le bronchiti ricorrenti, il perenne mal di gola… non erano una conseguenza dello smog (non solo almeno), ma, con tutta probabilità, del fatto di aver respirato il CS, il gas presente nei lacrimogeni usati a Genova in quantità industriale (ufficialmente – ripeto – si parlava di oltre 6.000 candelotti sparati, ma presumibilmente furono molti di più). Sui bossoli in alluminio raccolti (che ricoprivano a migliaia le strade) era ben evidente la scritta: “cartuccia 40mm a caricamento lacrimogeno al CS,STA – 1 – 98”.Il CS non è una sostanza qualsiasi. E’ stata messa al bando dalla Convenzione mondiale sulle armi chimiche, ma solo per il suo uso in tempo di guerra.E’ considerato estremamente dannoso, perché può provocare danni permanenti e può avere effetti sui cromosomi delle persone.Il CS era già noto per essere stato usato in Vietnam e per essere una delle sostanze di cui si accusava l’Iraq. Inoltre era già stato oggetto di una richiesta di messa al bando da parte dell’associazione dei medici sudcoreani e veniva studiato con preoccupazione negli USA. Come aveva scritto il senatore verde Francesco Martone (vittima dei CS e autore di un’inchiesta sui fatti di Genova): “chi era a Genova lo ricorda. Ricorda il fiato mozzato, il cuore in gola, l’impossibilità di respirare, la pelle bruciata e gli occhi pieni di lacrime. Ricorda la sensazione di vomito e nausea immediata, ed il bruciore allo stomaco, i dolori al fegato”.Nella sua inchiesta Martone aveva anche ricostruito la storia dell’uso repressivo di questo gas. Il CS era già stato usato a Seattle, a Québec, a Genova, in Irlanda del Nord, a Waco, a Seul, in Palestina, in Malesia, in Perù.In un libro di Gore Vidal, “La Fine della libertà. Verso un nuovo totalitarismo?”, si racconta appunto la strage di Waco, quando il 19 aprile del 1993 gli agenti dell’FBI posero fine al lungo assedio alla sede della setta dei Davidiani, usando gas CS e carri armati. Secondo alcuni analisti, fu proprio il CS a innescare l’incendio nel quale morirono 82 persone.Scoperto ancora negli anni venti del secolo scorso, il CS (sigla per chlorobenzylidene malonitrile, in italiano “ortoclorobenzalmalonitrile”) era poi stato sviluppato negli anni ’50 dal Chemical Defence Experimental Establishment [Porton, Inghilterra]. In Italia i candelotti al CS li produceva la ditta Simad S.p.A. di Carsoli, in provincia dell’Aquila.Il CS è una sostanza cristallina solitamente mescolata con un composto pirotecnico in una granata o candelotto. Si diffonde sotto forma di nebbia o fumo di particelle sospese. La sua efficacia deriva dalla proprietà irritante, molto forte, per la pelle e le mucose, e di agente lacrimante anche in dosi minime. Gli effetti caratteristici sono una congiuntivite istantanea con blefarospasmo, irritazione e dolore. Il CS micronizzato e mescolato con un antiaglomerante o trattato con idrorepellenti a base di silicone (formule note come CS1 e CS2) può rimanere attivo per giorni e settimane, in particolare se polverizzato al suolo.A Québec, dove si fece uso di CS per reprimere le manifestazioni contro il Trattato dell’Area di libero commercio delle Americhe (aprile 2001), l’Ufficio di Igiene pubblica avvisò i residenti di indossare guanti di gomma e lenti protettive nel

Sorgente: I Gas Cs, guerra chimica in tempo di pace – Osservatorio Repressione

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