Il primo lockdown ci ha presi di sorpresa. Ora impariamo dai nostri errori

20 Ottobre 2020 0 Di luna_rossa

Nel Dpcm morale della nuova quarantena sono vietate la carta igienica, l’inno nazionale, il canto dai balconi, i puzzle. Gli animali selvatici in città saranno abbattuti, ma saranno proibite le sagre a seguito della caccia. Incentivi alla disco anni Settanta e al pane azzimo

  • Visto com’è andato il primo episodio della seconda stagione di Aspettando Conte, siamo già praticamente in lockdown.
  • Ma questa volta non saremo impreparati. Forti dell’esperienza già vissuta, non vogliamo ripetere gli errori fatti quando eravamo ancora degli improvvisatori della clausura. Ecco un agile vademecum su come affrontare la prossima quarantena.
  • È vietato suonare l’inno nazionale dalle finestre aperte, che fa pure freddo e mette solo tristezza. Saranno incoraggiate invece le urla disumane, gli sfoghi rabbiosi, le serenate d’amore stonate senza destinatario.

Siamo chiari. Visto com’è andato il primo episodio della seconda stagione di Aspettando Conte, siamo già praticamente in lockdown. Non serve un decreto, sarà la realtà a imporcelo e dalle misure prese dal governo per fermare l’aumento esponenziale della diffusione dell’epidemia, che paiono basarsi sul fatto che stare all’aperto sia pericolosissimo (i bambini non possono giocare a pallone, ma si può andare in palestra; passeggiare sarà vietato ma non ubriacarsi al bar in sei), è chiaro che andiamo verso un lockdown generale.

Ma questa volta non saremo impreparati. Forti dell’esperienza già vissuta, esperti in strategia di sopravvivenza, noi, a differenza del governo, non vogliamo ripetere gli errori fatti quando eravamo ancora dei rookies del lockdown, degli improvvisatori della clausura, dei pittori naif di strade vuote. Dunque ecco un agile vademecum su come affrontare il prossimo lockdown.

Siete tutti pregati di attenervi ad esso, per permetterci di uscirne vivi – o per lo meno, quelli rimasti mediamente sani di mente. Innanzitutto è vietato suonare l’inno nazionale dalle finestre aperte, che fa pure freddo e mette solo tristezza. Saranno incoraggiate invece le urla disumane, gli sfoghi rabbiosi, le serenate d’amore stonate senza destinatario e tutto ciò che ci permetta di liberare il surplus di energia contenuta della quale ci accorgiamo solo quando non possiamo usarla.

È poi ovviamente vietato scattare foto o girare video delle strade vuote; il divieto diventa reato penale nel caso di utilizzo di droni. Se all’utilizzo di droni si sommano anche colonne sonore struggenti, la pena si aggrava ancor di più, fino alla distruzione dell’armamentario tecnologico utilizzato e alla pena aggiuntiva di partecipare attivamente a una chat di negazionisti (sono rimasti in due, non è poi così difficile).

Sarà vietato a procioni, cerbiatti, cinghiali, delfini e qualsivoglia bellissima specie animale selvatica di far ingresso in città solo per essere fotografata e messa in prima pagina. Gli esemplari verranno abbattuti a vista. Rimane tuttavia vietato organizzare sagre a seguito della caccia. Quindi niente festa del delfino alla griglia.

Rimane libera la circolazione per gatti e cani randagi, topi, scarafaggi e ogni tipo di insetto al quale siamo già abituati. Per gli acari: vediamo come si comportano, se tra una settimana avranno fatto i bravi, potranno continuare a stare nei nostri letti. Lo stesso vale per i funghi dei piedi nelle palestre.

RITENZIONE ANALE

Sarà inoltre vietato ogni tipo di uso della carta igienica, che sarà tolta dal commercio già da oggi. Secondo l’Associazione psicologi la ritenzione anale può essere una strategia evolutivamente vantaggiosa. Quindi tenetela, prima o poi finirà e sapete che bello farla tutta a fine lockdown? Sarà poi strettamente proibita, fino a nuove disposizioni, la panificazione casalinga e per esteso ogni uso del lievito, sia esso madre, padre, figlio/a o convivente. Incoraggiato il consumo di pane azzimo come alternativa. Proibito anche iniziare struggenti relazioni platoniche a distanza e usarle per avere piacitori sui social. Tanto è tutta fiction, lo sapete.

È invece resa obbligatoria l’intrapresa di relazioni sessuali clandestine e ispirate alla massima promiscuità, previo utilizzo di mascherine in latex. Tanto non c’è un domani. A breve sarà a disposizione l’apposita autocertificazione. Resta in vigore il divieto per cantanti e artisti di esibirsi da tetti, strade, luoghi pubblici con canzoni struggenti che ci fanno piangere. È invece ammesso se non addirittura incoraggiato pompare disco anni Settanta dagli stereo di casa a finestre aperte, ma solo se congruamente abbigliati. È vietato pisciare il cane. Se la tenga. Sono incoraggiati l’uso di droghe leggere e benzodiazepine.

A NATALE PROPRIO NON POSSO

È vietato iscriversi in palestra domani, solo perché chiudono tra una settimana. Sono anni che rinviate, non potrete cinicamente approfittare di questa meravigliosa finestra di possibilità di poter dire “io ci ho provato, ma sai il Covid”.

È invece consigliato sfruttare cinicamente la situazione per iniziare a dire ai familiari che a Natale magari è meglio non vedersi. Una regola fondamentale da non dimenticare poiché estremamente utile: quello che vi sta sul cazzo è sempre il settimo. È poi vietato comprare piante, prendersene cura amorevolmente, dargli un nome, parlare con loro della nostra/nostro ex. Tanto poi alla fine del lockdown le lascerete morire, e voi con loro.

Non rimettetevi a fare i puzzle, che poi li buttate via perché tanto la seconda casa nella quale appenderli una volta incorniciati non ce l’avete; è anche vietato esagerare con i siti porno; in alternativa il consiglio del ministero della Salute è quello di chiamare una vecchia fiamma e fare sesso al telefono, non riuscendo a raggiungere l’orgasmo. Just to be in the mood.

È incoraggiata la lettura, ripetuta, di tutto Beckett, tutto Thomas Bernhard e almeno duemila pagine a scelta di Robert Musil, preferibilmente nel primo giorno di lockdown. Così non vi farete illusioni e camperete meglio.

È fortemente sconsigliato l’uso di app per party virtuali, che tanto non si vede e sente un cazzo e a differenza delle feste dovete parlare anche con l’imbucato al quale non avete avuto il coraggio di rifiutare l’ingresso e alla fine sarete ubriachi da soli e tristi come un procione in tangenziale al quale avrò personalmente sparato, mancandolo di poco. Rimane vietato mettere la modalità audio “pubblico finto” quando guardate le partite in tv, così come è vietato mettersi in coda davanti ai supermercati e assumere l’aria di sufficienza tipica del cittadino saggio e paziente.

È tuttavia consentito andare al supermercato, ma in caso di intervista da parte dei media, dire che ci si sta solo allacciando le scarpe durante una passeggiata o si sta provando a rimorchiare fuori dall’Esselunga che tanto dentro non c’è nessuno. È poi assolutamente vietato approfittare del lockdown per fare le pulizie di primavera, perché le avete già fatte e del resto siamo in autunno. Naturalmente è vietato giocare a tennis da un tetto all’altro. Se con la seconda ondata siamo andati così così, seguendo queste semplici regole alla terza spacchiamo tutto.

Sorgente: Il primo lockdown ci ha presi di sorpresa. Ora impariamo dai nostri errori

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