Migranti, al via i rimpatri straordinari verso la Tunisia. Più voli charter per rimandare indietro chi arriva con gli sbarchi autonomi – la Repubblica

Migranti, al via i rimpatri straordinari verso la Tunisia. Più voli charter per rimandare indietro chi arriva con gli sbarchi autonomi – la Repubblica

21 Settembre 2020 0 Di marco zinno

Si raddoppia. L’Italia rimanderà indietro da 5 a 600 tunisini al mese aumentando le quote previste dall’accordo bilaterale sui rimpatri. Visti i flussi particolarmente rilevanti che nel 2020 hanno portato in Italia più di 2000 persone provenienti dalla Tunisia con sbarchi autonomi, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è riuscita ad ottenere il nullaosta ai rimpatri straordinari.

Nelle prossime settimane partiranno dall’Italia una serie di voli charter che si aggiungono ai due voli bisettimanali già previsti e ripresi il mese di luglio dopo l’interruzione causata dall’emergenza Covid-19. Gli accordi in vigore prevedono la possibilità di rimpatriare 80 persone a settimana in due voli da 40. L’obiettivo dell’Italia è quello di rimandarne indietro il doppio con questi voli straordinari. Ovviamente osservando, come nel caso dei voli ordinari, le norme del rispetto del diritto internazionale e della dignità umana.

Un primo impegno ad autorizzare i voli straordinari di rimpatrio – in seguito all’incremento degli sbarchi autonomi di migranti tunisini in Sicilia – era stato preso il 27 luglio, in occasione della prima visita a Tunisi di Luciana Lamorgese, ed è stato poi confermato negli incontri tenuti a Tunisi il 17 agosto dallo stesso ministro dell’Interno insieme al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e ai commissari dell’Unione europea, Ylva Johansson e Oliver Varhelyi.

Un risultato importante per l’Italia che guarda con estrema attenzione al piano per l’immigrazione dell’Unione europea che verrà presentato mercoledi. Un piano che, oltre ad un meccanismo di redistribuzione obbligatoria dei migranti, dovrebbe prevedere anche un analogo obbligo di suddivisione di responsabilità dei rimpatri. Secondo una delle ipotesi previste i Paesi che rifiutano di accogliere i migrati potrebbero doversi accollare l’onere dell’organizzazione dei rimpatri di chi non ha diritto che, però, nel frattempo rimarrebbe nel Paese di primo approdo. Soluzione, questa, che non soddisfa affatto l’Italia che dunque, intanto, cerca di provvedere da sè a rispedire indietro un numero più consistente di persone a cui non verrà riconosciuto alcun tipo di permesso di soggiorno.

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