Inneggia al fascismo su Facebook e viene eletto sindaco: succede nel bresciano – l’Espresso

Inneggia al fascismo su Facebook e viene eletto sindaco: succede nel bresciano – l’Espresso

23 Settembre 2020 0 Di Luna Rossa

Stefano Sala nei mesi scorsi era stato al centro di numerose polemiche per i suoi post con dediche a Mussolini (poi cancellati). Nonostante tutto ha vinto le Comunali a Capriano del Colle, in provincia di Brescia

di Chiara Manetti

In una foto del 2017 mostrava due tazze con l’immagine di Mussolini. Quest’anno, per celebrare la Festa della Liberazione, aveva suggerito di usare il brano «Battaglioni, non Bella ciao», l’inno delle unità d’elite del fascismo. Più volte si era augurato una nuova “Marcia su Roma”. É Stefano Sala, il nuovo sindaco del comune bresciano di Capriano del Colle.

Candidato della lista civica “Vivere Capriano e Fenili”, appoggiata anche dalla Lega di Salvini, Sala ha vinto con il 45,91 percento, conquistando 1.117 voti. Un ampio distacco dai concorrenti Salvatore Oliva della lista civica “Insieme per Migliorare” – 693 voti – e Giorgio Armani di “CambiaVento” – 623 voti -.

Sui social i vari post incriminati sono spariti: Sala li aveva rimossi subito dopo lo scoppio delle polemiche. Sotto la foto delle tazze con Mussolini aveva scritto: «Carissimi ospiti a casa nostra si brinda così… E se non vi piace ricordatevi: meglio soli che male accompagnati!». Un altro post recitava: «Più scopro i propositi dei sinistri e dei centri sociali più rimpiango il fascismo». E ancora: «Non ho paura del nemico che mi attacca, ma del falso amico che mi abbraccia».

Ad agosto il presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani di Brescia Lucio Pedroni aveva chiesto agli altri candidati di porre alla prefettura la discriminante antifascista. Sala, in un’intervista al quotidiano locale “Bresciaoggi”, aveva parlato di «Caccia alle streghe scattata ad orologeria. Sono state manipolate e stravolte alcune mie considerazioni fatte in periodi diversi, anche lontani nel tempo. Io non sono mai stato fascista, né nostalgico – aveva aggiunto – Le mie considerazioni erano goliardiche, in un periodo in cui il termine “fascista” veniva usato per apostrofare chiunque fosse di destra. Certamente non mi lascerei più andare a queste provocazioni nel rispetto del ruolo e dei cittadini che andrei a rappresentare».

​La candidatura poi è rimasta e Sala ce l’ha fatta. La Lega – che aveva sospeso un consigliere di Scandicci, Christian Braccini, per aver postato un selfie scattato nella cappella funeraria di Mussolini a Predappio – non si è ancora espressa

 

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