Papa Francesco chiama Marx per tagliare i costi – MilanoFinanza.it

5 Settembre 2019 0 Di Luna Rossa

Il deficit del Vaticano nel 2018 è raddoppiato a 70 milioni di euro. Bisogna adottare misure urgenti, ha detto Bergoglio al cardinale Marx, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Durante il volo per il Mozambico, il Pontefice esclama: é un onore se mi attaccano gli americani

Papa Francesco ha trovato il suo Cottarelli: il cardinale Marx. Lo scoop è del Wall Street Journal. «Vi chiedo di studiare tutte le misure necessarie per salvaguardare il futuro economico della Santa Sede e garantire che entrino in vigore il più presto possibile», ha detto Papa Francesco al capo del Consiglio di controllo finanziario del Vaticano, il cardinale Reinhard Marx, in una lettera dello scorso maggio visionata dal quotidiano finanziario.

Emergenza conti, quindi: il disavanzo della Santa Sede è raddoppiato nel 2018 a circa 70 milioni di euro (76,7 milioni di dollari) su un budget di circa 300 milioni. Sei anni fa, non appena eletto, Papa Francesco aveva promesso di rimettere a posto le finanze vaticane. Finora non c’è riuscito. E da più di due anni manca il capo delle Finanze della Santa Sede. Il cardinale George Pell, che aveva lasciato l’incarico perché messo sotto processo in Australia (al momento è in carcere, condannato a sei anni di reclusione per pedofilia e abusi sessuali su minori) non è mai stato sostituito. Il Papa ha quindi chiesto al cardinale Marx di «informare i capi dei dipartimenti della gravità della situazione» e di trovare rimedi immediati. Il cardinale ha quindi convocato una riunione straordinaria dei capi dipartimenti del Vaticano il 20 settembre per affrontare il problema.

Il Vaticano soffe di posti di lavoro in eccesso (i dipendenti sono 5.000), di appalti inutili e di una flotta di auto sovradimensionata, mentre le proprietà immobiliari in giro per Roma non vengono certo gestite al meglio: alcuni palazzi sono cadenti, molti affitti non vengono riscossi. L’anno scorso, poi, il Vaticano ha subito una perdita di 30 milioni per un prestito a un ospedale cattolico, l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata. Quest’autunno il Vaticano ha intenzione di pubblicare il bilancio per la prima volta dal 2015, bilancio che sarà il primo a seguire integralmente i principi contabili internazionali del settore pubblico. I disavanzi persistenti potrebbero esaurire le riserve finanziarie della Santa Sede, temono i funzionari vaticani, mettendo così a repentaglio la missione del Papa in settori che richiedono molte risorse come le relazioni diplomatiche, la conservazione degli edifici storici e dei tesori d’arte del Vaticano e altri impegni come le pensioni dei dipendenti.

«Il Santo Padre chiede che l’amministrazione della Santa Sede sia in grado di sostenersi da sola», ha detto Joseph Zahra, uomo d’affari maltese e principale esponente laico del Consiglio dell’Economia, che ha il compito di supervisionare le finanze vaticane. Circa il 45% del bilancio di 300 milioni della Santa Sede serve per pagare gli stipendi. Il Papa, hanno confidato al Wall Street Journal alcuni funzionari del Vaticano, si è spesso schierato contro il «male sociale» della disoccupazione e quindi non accetterà licenziamenti. Pertanto si cercherà di migliorare la produttività dei dipendenti, in alcuni casi attraverso la riqualificazione professionale.

Ieri, intanto, il Pontefice è partito per il suo quarto viaggio in Africa, che lo porterà in Mozambico, Madagascar e Mauritius. Durante il volo per Maputo, Papa Francesco ha ricevuto in regalo il libro dell’inviato del quotidiano francese La Croix, Nicolas Seneze, intitolato Comment l’Amérique veut changer de Pape, ovvero «Come l’America vuole cambiare Papa», che parla di un piano per ribaltare il pontificato, ordito, tra gli altri, dall’ex consigliere di Donald Trump, Steve Bannon. «Per me è un onore se mi attaccano gli americani», ha commentato il Papa. «Questo libro è una bomba», ha aggiunto, consegnandolo ai suoi collaboratori.

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