Draghi: politiche fiscali per aumentare la domanda

13 Settembre 2019 0 Di Luna Rossa

Finalmente Mario Draghi è costretto ad ammettere che “la politica monetaria da sola è insufficiente per far ripartire l’inflazione e la crescita dell’Eurozona” e per la prima volta dichiara che “la politica fiscale dovrebbe diventare lo strumento principale per aumentare domanda” e avere “un ruolo molto più attivo”.
In pratica Draghi ammette che le politiche monetarie adottate negli ultimi anni dalla BCE sono state fallimentari perchè non hanno prodotto gli effetti sperati nell’economia reale. Ma ammette anche che solo gli Stati possono raggiungere l’obiettivo di stimolare la domande interna attraverso le loro politiche fiscali.

Infatti il Quantitative Easing QE e i prestiti al sistema bancario TLTRO non hanno prodotto effetti positivi nell’economia reale, ma sono solo serviti “per far fronte a tutte le nostre emergenze”, nel senso di salvare le banche e sostenere l’economia finanziaria.

Neanche oggi Draghi rinuncia a questo impegno, annunciando la ripresa del QE e del TLTRO nei prossimi mesi, in modo da seguitare ad arricchire quell’1% della popolazione già ricca che specula sui mercati finanziari, alla faccia di chi subisce la crisi economica e seguita ad impoverirsi.

Ma questa volta Mario Draghi ha anche avuto un rigurgito di coscienza o forse non voleva finire il suo incarico alla BCE senza avere raggiunto, nonostante tutti i suoi “bazooka”, l’obiettivo che aveva promesso di una inflazione al 2%.

Oggi Draghi è stato costretto ad ammettere che l’unico soggetto che può immettere denaro direttamente nell’economia reale è lo Stato, quindi ha sollecitato i Governi ad adottare politiche fiscali come strumento per aumentare la domanda interna.

Solo così possiamo uscire da una recessione che oggi colpisce perfino la Germania.

Ma le politiche fiscali devono rispettare i vincoli di bilancio, per cui oggi sono necessari strumenti fiscali come il SIRE, che aumentino gli investimenti e l’occupazione, aumentando la domanda interna, senza però aumentare il deficit ed il debito pubblico.

Il SIRE è un Sistema Integrato di Riduzioni Erariali fortemente innovativo, che permette allo Stato di concedere “riduzioni erariali” che hanno validità dopo due anni, ma che possono essere scambiate fin da oggi come strumento di pagamento che aumenta il PIL, la domanda interna e quindi le entrate fiscali dello Stato.

Per chi vuole approfondire questa nostra proposta, sul nostro sito trovate una spiegazione dettagliata del Sire.
http://fabioconditi.blogspot.com/2019/09/la-proposta-sire.html

In pratica è una evoluzione innovativa del sistema di agevolazioni fiscali che ha permesso negli ultimi 10 anni di incentivare le ristrutturazioni edilizie, gli adeguamenti sismici, la riqualificazione energetica, ecc…, perchè a fronte di una spesa oggi, che produce benefici per lo Stato in termini di PIL e di maggiori entrate fiscali, concedeva una riduzione fiscale negli anni successivi che comunque si è sempre verificata inferiore ai vantaggi.

Supponiamo che lo Stato crei 100 mld di euro di Sire e li utilizzi per investimenti nella Green New Deal, aumento dell’occupazione e riduzioni delle tasse. Non essendo un debito per lo Stato ma solo una riduzione delle tasse future, non provoca un aumento del debito pubblico oggi, ma permette di aumentare il PIL fin da subito di una quantità superiore perchè scambiabile più volte in un anno.

Analizzando i famosi vincoli di bilancio, i 100 mld di euro di SIRE non aumentano il Deficit (Def) e quindi neanche il Debito Pubblico (DP), ma producono un aumento del PIL, quindi il Rapporto Def/PIL rimane invariato, mentre il rapporto DP/PIL scende subito.
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La carta “SIRE” è una carta di credito elettronica apparentemente uguale a tante altre che usiamo, ma che in realtà ha molte altre funzionalità, perchè collegata a due conti correnti gestiti e garantiti dallo Stato :

  • un “conto corrente bancario in Euro” presso la banca pubblica “Medio Credito Centrale S.p.A.”, di proprietà 100% di Invitalia S.p.A., che a sua volta è di proprietà 100% del Ministero dell’Economia e delle Finanze (attualmente è l’unica banca pubblica al 100%, come la KFW in Germania e la BPI in Francia);
  • un “conto corrente fiscale in Sire“, gestito direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dove saranno contabilizzate tutte le detrazioni fiscali di cui hanno diritto nei prossimi anni cittadini e imprese (come le agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizi, adeguamenti sismici, elettrodomestici, caldaie, fotovoltaico, ecc…) ma che sono utilizzabili fin da subito come mezzo di pagamento ad accettazione volontaria.

Questa proposta l’ho presentata il 16 luglio 2019 alla Sala Koch del Senato, nella mia veste di Presidente di Moneta Positiva, nel corso di un convegno organizzato dai Senatori M5S Sabrina Ricciardi e Mario Turco, ma con la partecipazione qualificata di Nino Galloni, dei Senatori Elio Lannutti, Stanislao Di Piazza, Laura Bottici, Emiliano Fenu e del Deputato Pino Cabras, tutti del M5S.

Questo è il video completo del mio intervento dove ho parlato sia delle banche pubbliche che del Sire come soluzioni concrete e realizzabili per uscire dalla crisi economica senza violare i Trattati Europei.


Il nuovo Governo M5S-PD ha oggi una grande opportunità, non solo per la sollecitazione del Presidente della BCE uscente Mario Draghi, ma anche  per una maggiore consapevolezza dell’Unione Europea, che senza una modifica delle politiche economiche e fiscali degli ultimi anni, non si può andare avanti e tutta l’architettura europea è destinata a crollare sotto il peso dell’austerity.

Nel programma di Governo che Giuseppe Conte ha illustrato per la fiducia, ha inserito sia “l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti” che “un attento riordino del sistema delle agevolazioni fiscali“, che sono i due strumenti fondamentali per realizzare politiche economiche e fiscali a favore dell’economia reale.

Saremo disponibili a collaborare con il nuovo Governo come abbiamo sempre fatto con tutti, ma saremo anche critici feroci se non verranno attuate politiche veramente espansive.

Dobbiamo progettare e realizzare finalmente un futuro positivo ed un benessere equo e sostenibile per tutti noi, per i nostri figli e per l’ambiente.
Lo strumento è utilizzare una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito.

Fabio Conditi
Presidente associazione Moneta Positiva http://monetapositiva.blogspot.it/

Sorgente: VOCI DALLA STRADA: Draghi: politiche fiscali per aumentare la domanda

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