Stop audizione Sea Watch, caos in commissione

3 Luglio 2019 0 Di Luna Rossa

L’Ong avrebbe dovuto prendere parte alle audizioni alla Camera nell’ambito dell’esame del decreto sicurezza bis

Associazioni e Ong non hanno preso parte all’audizione sul decreto sicurezza bis a Montecitorio. Il motivo della decisione è l’esclusione della Sea Watch dall’audizione. Unica a presentarsi la Comunità Papa Giovanni XXIII mentre nelle convocazioni erano previste anche l’Associazione Antigone, il Tavolo nazionale Asilo, Open Arms, Medici senza frontiere e Mediterranea.

 

Le organizzazioni hanno convocato per le 13:30 “un’audizione pubblica-conferenza stampa per spiegare l’impatto delle nuove norme sulla vita di migranti e rifugiati”, a cui prenderanno parte diversi esponenti delle associazioni tra cui Giorgia Linardi, portavoce della Sea Watch. “Nella notte – spiegano – uno spaventoso bombardamento ha ucciso 40 persone rinchiuse in un centro di detenzione in Libia, che non può essere considerato un porto sicuro. Di tutto questo parla il decreto sicurezza bis. Le organizzazioni invitano i parlamentari a partecipare all’evento di oggi e a non approvare le nuove misure proposte, che amplificano invece di risolvere i problemi esistenti”.

Sea Watch era stata invitata a parlare durante le audizioni delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia nell’ambito dell’esame del decreto: Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, aveva confermato nella giornata di martedì che la richiesta di sentire l’Ong fosse “pervenuta dai gruppi Partito democratico e Misto +Europa“, precisando che “non c’è stato dunque nessun invito da parte del Movimento 5 Stelle, né le presidenze avrebbero potuto opporsi a una legittima richiesta delle opposizioni”.

Successivamente, i deputati della Lega delle due commissioni avevano inviato una lettera ai rispettivi presidenti, Giuseppe Brescia e Francesca Businarolo, per chiedere “l’annullamento dell’audizione della Sea Watch“, calendarizzata in Commissione Affari Costituzionali e Giustizia. Gli esponenti del Carroccio avevano commentato la richiesta del Pd descrivendola come “del tutto inopportuna, considerato il momento contingente che vede un’indagine penale in corso nei confronti del comandante della Sea Watch, attualmente agli arresti domiciliari per resistenza con violenza nei confronti di una nave da guerra italiana e resistenza a pubblico ufficiale”.

“Se a tutto questo – hanno continuato – si aggiunge che la procura di Agrigento sta valutando anche l’altro capo d’imputazione di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e che il gip di Agrigento ha ritenuto che la Sea Watch ha agito non per stato di necessità ed è entrata in porto violando le direttive della Guardia di Finanza, ci sembra del tutto fuori luogo audire la Sea Watch in una sede parlamentare. Per questo ci auguriamo che i rispettivi presidenti accolgano la nostra richiesta”.

Non è tardata la risposta del Partito democratico: “È indecente che ci sia un partito come la Lega che chiede di non audire, in seduta congiunta della I e II commissione sul decreto sicurezza bis, le Ong, in particolare la Sea Watch” ha dichiarato in una nota Gennaro Migliore, capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. “Le velleità autoritarie della Lega sono incompatibili con l’autonomia dei singoli deputati che hanno fatto la proposta e con i presidenti delle Commissioni. I leghisti, invece di parlare a vuoto, faranno bene ad ascoltare chi ha qualcosa da dire”.

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