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“I governatori non avranno tutto”

Si è concluso il vertice a Palazzo Chigi sulle autonomie. Passi avanti ma si tratta ancora, nessuna fumata bianca al momento. A quanto apprende l’Adnkronos, lunedì ci sarà un nuovo vertice ristretto per risolvere il nodo delle sovrintendenze e del riparto dei fondi. Intanto, stando a quanto spiegato da fonti M5S, è saltata dal testo Stefani l’assunzione diretta dei docenti, al centro di un braccio di ferro tra Lega e 5 Stelle nelle settimane scorse. Dopo la giornata burrascosa di ieri, con la crisi di governo che sembrava a un passo, alcuni presenti assicurano che nel corso della riunione, durata circa un’ora, ci fosse un clima cordiale e proficuo. Sulle autonomie sono “lieto di annunciare che nel vertice di oggi sono stati compiuti significativi passi avanti, ieri tutto il pomeriggio l’ho dedicato a lavorare” al testo, ha detto il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Oggi abbiamo “compiuto passi avanti, siamo in dirittura finale, settimana prossima ci sarà un altro incontro e confido si stia aprendo la finestra per portarlo in Cdm. Ho preso un impegno, sancito dal contratto di governo, e quando prendo un impegno io lo porto a termine. Adesso ragionevolmente ci avviciniamo” al taglio del traguardo, ha sottolineato, spiegando che “il disegno di autonomia differenziata si sta realizzando con le garanzie di realizzare un progetto costituzionale per la prima volta, ma senza che questo possa recare danno alle altre Regioni. Non vogliamo una Italia frammentata nelle chance, nelle opportunità”.I governatori delle Regioni interessate dalla riforma, ha poi puntualizzato il premier, “non avranno tutto quello che hanno chiesto, ma ci sta. E’ un negoziato tra Stato e Regioni e negoziato significa reciproche concessioni”. Rispetto alle richieste avanzate dalle Regioni, ha aggiunto, “ne abbiamo accolto alcune e non altre. Uno snodo molto critico è quello sull’istruzione” ma è stato superato. “Il modello della scuola è fondamentale, non può essere frammentato” perché su questo modello “si radica la formazione dei bambini, la nostra identità. E’ chiaro che non possiamo pensare che l’autonomia significhi frammentare questo modello”, aggiunge il premier sottolineando che su questo punto “è stato trovato un punto di equilibrio”.

“Abbiamo garantito, e non era per niente facile, l’unitarietà del mondo dell’istruzione, resterà unitario, assolutamente. L’articolo 12 è stato soppresso, una vittoria dei 5 Stelle ma, da uomo di scuola, posso dire vittoria della scuola italiana” ha commentato il sottosegretario alla Scuola Salvatore Giuliano, lasciando il vertice. “Non ci saranno concorsi regionali, sono state riconosciute prerogative che erano già ad appannaggio delle Regioni. Resta il vincolo di permanenza, per le nuove assunzioni, di 5 anni e che era già scritto nella legge di bilancio”. Al vertice, ha poi spiegato, “si è lavorato con grande serenità e collaborazione, mai su posizioni preconcette o a prescindere. Io sono un umile sottosegretario, ma ho visto un clima di grande collaborazione e non ho visto venti di crisi”.

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