Autonomia regionale, nuovo vertice di governo. Salvini: “Sarà tutto in discesa”

8 Luglio 2019 0 Di ken sharo

Dopo l’ennesima fumata nera del 3 luglio scorso, oggi il governo ci riprova a trovare la quadra sul controverso dossier dell’autonomia regionale differenziata. Alle 14 a Palazzo Chigi, il premier Conte riunisce i vicepremier e i ministri per sciogliere il rebus e dare avvio alla riforma compresa nel contratto di governo stipulato fra Lega e M5s. Mercoledì scorso è stato raggiunto un accordo di massima sull’impianto finanziario da dare alle intese tra le Regioni che hanno chiesto maggiori competenze e lo Stato. Ma oggi va discussa la parte sulle competenze.Fatto sta che l’ennesimo rinvio del vertice di governo sull’autonomia sta irritando e non poco i governatori di quelle Regioni che più si battono per l’aumento dei poteri delle Regioni. A cominciare dal presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che oggi, in un’intervista a Repubblica, afferma: “Non chiediamo neanche un euro in più, le nostro proposte sono sul tavolo del governo da sei mesi. Siamo disponibili a fare modifiche alla nostra proposta. Se tutto si bloccherà sarà responsabilità di Roma, non nostra”. Più ottimista si mostra il governatore lombardo Attilio Fontana: “Mi sembra difficile poter individuare delle criticità perché credo che il documento che abbiamo predisposto, oltre che essere ampiamente valutato con i vari ministeri, è molto equilibrato”. Di vertice “tutto in discesa” ha parlato anche lo stesso Matteo Salvini questa mattina, a margine di una cerimonia per il centenario dell’Associazione nazionale alpini a Milano. “Questa riforma, ha ribadito il vicepremier, “prima si fa meglio è, perché ormai sono 12 le Regioni italiane che chiedono più autonomia, non è soltanto una richiesta lombarda o veneta. È giusto farla bene, noi le idee ce le abbiamo chiare, i compiti li abbiamo fatti, siamo pronti anche domani mattina”.Tuttavia le distanze tra Lega e Cinquestelle restano. Con il Movimento che si batte per la possibilità del Parlamento di modificare l’accordo con le Regioni e che su alcuni punti come l’istruzione non ha alcuna intenzione di cedere. Quello dell’istruzione, in particolare, è un punto che sta a cuore anche al Pd, che teme che venga minata l’unità del sistema scolastico. “Bussetti è il ministro dell’Istruzione di tutto il Paese o solo del Nord? È gravissimo che sulla regionalizzazione della scuola Bussetti abbia deciso, da ministro dell’istruzione, di allinearsi a Zaia e Fontana”, attacca Camilla Sgambato,responsabile Scuola del Pd.

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