Orban gela Salvini: nessuna collaborazione in Europa – La Stampa

Orban gela Salvini: nessuna collaborazione in Europa – La Stampa

31 Maggio 2019 0 Di ken sharo

 

Il primo ministro ungherese: «Non vedo possibilità per una cooperazione a livello di partiti o in un gruppo parlamentare unico»

Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, gela le aspettative di Matteo Salvini, dicendo che non vi sono molte chance che il suo partito, Fidesz, collabori con le destre del vicepremier italiano Matteo Salvini. A riferirlo è il portavoce di Orban, Gergely Gulyas, che chiude, almeno per ora, alla possibilità che Fidesz entri a far parte del gruppo dei sovranisti nel Parlamento europeo.

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Il riferimento di Orban è stato proprio Salvini: «Rispettiamo il vicepremier italiano e il governo italiano, e i risultati elettorali, che hanno visto la Lega diventare il più forte partito alle elezioni europee», ha detto Gulyas in una conferenza stampa. «Nonostante questo, non vedo molte possibilità di cooperazione tra i nostri partiti, o in un gruppo unico». Si chiarisce, dunque, meglio il risiko delle alleanze al Parlamento Ue: Orban, pur sospeso dal Partito popolare europeo (Ppe), non ha intenzione di lasciarlo, per rinforzare le fila dei nazionalisti euroscettici come Salvini e Le Pen. Della serie, meglio rimanere sul cavallo vincitore, il Ppe, che alle urne domenica scorsa ha ottenuto il 23,83% (179 voti), e che è protagonista della partita dell’elezione delle nomine, prima fra tutti la presidenza della Commissione, piuttosto che fondersi in un super gruppo populista che parte dall’Alleanza europea dei popoli e delle nazioni, i quali hanno portato a casa solo 58 seggi. Promettono di fare battaglia, ma dall’opposizione.

ANCHE FARAGE CHIUDE LE PORTE

Anche Nigel Farage, leader del britannico Brexit Party, ha chiuso per ora le porte ad una collaborazione con i sovranisti. Ha respinto le avance delle Lega, forte per ora solo dell’intesa con la leader del Rassemblement National Marine Le Pen. A tre giorni dalle elezioni, le famiglie politiche europee premono sull’acceleratore per le nuove alleanze. Sia nel fronte populista e sia in quello delle destre si lavora per allargare la pattuglia degli eurodeputati: il sogno di Salvini era di portarla a quota 100, imbarcando anche i 29 parlamentari britannici di Farage e i 13 di Fidesz. Anche se il responsabile esteri della Lega, Marco Zanni, ieri era ancora convinto che Farage potesse ancora cambiare idea. Uno scenario invece da escludere per l’eurodeputato britannico. «Sono un “leaver”, ma in questo caso sono per restare», ha ribattuto Farage proprio a chi gli chiedeva se lascerà o resterà nel gruppo Efdd con i Cinquestelle. Il britannico ha poi rivelato ai cronisti di aver avuto un «incontro amichevole» con la delegazione M5S.

I VERDI NON VOGLIONO ALLEARSI CON L’M5S

E proprio questi ultimi vedono escludere una collaborazione con il gruppo dei Verdi/Ale: «La porta è assolutamente chiusa. Non c’è nessuna possibilità di alleanza», spiegano fonti del gruppo verde nel Parlamento Europeo, dopo indiscrezioni riportate dalla stampa sull’intenzione del Movimento Cinque Stelle di bussare alla porta dei Verdi, viste le difficoltà a formare un gruppo proprio nell’Emiciclo (dei partiti che avrebbero dovuto farne parte, solo i croati di Zivi Zid sono entrati in Parlamento). Con i Verdi c’erano già stati approcci in passato, che non erano andati a buon fine per diversi motivi, tra cui le posizioni dei Cinque Stelle su alcuni temi come l’immigrazione, non in linea con quelle degli ecologisti; a maggior ragione oggi, che il Movimento Cinque Stelle è alleato con la Lega di Salvini, l’eventualità di un matrimonio con i Verdi è fuori discussione, fanno notare gli ecologisti. «Non se ne parla proprio» di collaborare con il partito di Luigi di Maio, hanno specificato.

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