Niente prostitute, palloni e panini: Venezia vara i divieti anti-degrado – La Stampa

18 Maggio 2019 0 Di Luna Rossa

Approvato definitivamente il nuovo regolamento di polizia urbana: turisti e residenti allontanati se violano le norme. In piazza San Marco e Rialto alt ai menù con foto dei piatti, in caso di acqua alta i pedoni non devono sollevare spruzzi

Danilo Guerretta

Nuove regole per turisti e residenti a Venezia e chi le violerà potrà essere allontanato dalla città grazie al Daspo: lo ha deciso il consiglio comunale che ha approvato il nuovo regolamento di polizia e sicurezza urbana.

Dopo un anno di discussione l’assemblea ha deciso un giro di vite anti degrado che aumenta le sanzioni ed estende i divieti a tutta la città, terraferma compresa. Nel mirino ci sono i comportamenti cafoni, quelli immortalati da foto e video che hanno fatto il giro del mondo come i tuffi, le passeggiate in bikini o a torso nudo e i pic nic improvvisati, ma anche i commercianti che violano le regole in materia di raccolta differenziata e somministrazione degli alcolici. Un tuffo in canale, un addio al celibato sopra le righe o i festeggiamenti di laurea con lancio di uova e farina costeranno fino a 500 euro.

Consentite sfide a calcio, monopattini e skateboard solo fino agli undici anni

Multe da 25 a 500 euro anche per chi si siede sui gradini dei monumenti a mangiare o semplicemente a riposarsi e ostacola la circolazione delle persone. Le nuove regole riguardano anche bar e ristoranti che dovranno far rispettare ai propri clienti le norme sulla pulizia e sul decoro: i plateatici fino a cento metri dall’ingresso dei locali dovranno essere puliti, piatti e bicchieri di plastica dovranno riportare il logo del locale entro un anno dall’entrata in vigore del regolamento per renderli riconoscibili in caso di abbandono.

Ristoranti nel mirino

Le regole per i ristoranti saranno particolarmente severe nell’area di piazza San Marco e Rialto dove non si potranno esporre i menù con le foto dei piatti, ma solo “menù plurilingue”. Vietato anche “molestare” i turisti invitandoli a entrare in negozi e ristoranti, i turisti dovranno essere lasciati in pace anche dai gondolieri che non potranno insistere nel proporre un giro romantico in gondola in Canal Grande.

Banditi i “lucchetti dell’amore” che negli anni scorsi avevano ricoperto di ferro e acciaio i parapetti di alcuni ponti.

Un articolo ad hoc del regolamento riguarda i comportamenti da tenere in caso di acqua alta o allagamenti: vietato utilizzare “tavole da surf, nuotare o navigare nel centro storico di Venezia”, se a qualcuno venisse in mente di accelerare il passo o correre dovrà fare molta attenzione perchè la nuova norma prevede che «i pedoni dovranno procedere con andatura adeguata avendo cura di non sollevare spruzzi d’acqua, qualora si incrocino con altre persone». L’unica consolazione per i pedoni alle prese con stivali e ombrelli è la precedenza cui avranno diritto quando si troveranno di fronte ai «carretti portapacchi».

Le polemiche

Negli 82 articoli spalmati in oltre cento pagine del regolamento ha trovato posto all’ultimo momento anche un emendamento che prevede multe fino a 500 euro alle prostitute e che ha fatto scoppiare la bagarre in aula sollevando la protesta delle opposizioni: «Con un gravissimo ritorno al passato, addirittura antecedente alla legge Merlin del 1958 l’amministrazione comunale ha deciso di sanzionare chi si prostituisce, colpendo quindi i soggetti deboli, già vittime di violenze e sfruttamento – attacca Monica Sambo, capogruppo del Pd – . Sono stati distrutti vent’ anni di progetti sociali del comune che avevano visto la città all’avanguardia nel contrasto alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento della prostituzione».

Secondo le opposizioni l’articolo in questione è in contrasto con le norme attuali che non vietano la prostituzione in strada (anche a tutela delle vittime del mercato del sesso), ma puniscono invece lo sfruttamento e il favoreggiamento. Venezia prevede già le maxi multe ma solo per i clienti, in Veneto solo Padova con l’ex sindaco leghista Massimo Bitonci aveva deciso di sanzionare le lucciole ma il Tar aveva bocciato l’ordinanza.

La maggioranza ha spiegato che «non viene punita la prostituzione in sé, ma l’abuso degli spazi pubblici». Il divieto riguarda infatti «il meretricio in strada» quando impedisce «la libera circolazione e l’accesso alle aree». In parole povere, le prostitute saranno multate quando la contrattazione con un cliente, blocca la viabilità. Il vento in Laguna è cambiato anche nei confronti di chi è sorpreso ad acquistare droga e ora rischia la maxi sanzione: “Per anni si è combattuto il degrado solo con lo stato sociale, mandando gli psicologi a cercare di convincere a parole i tossicodipendenti a non drogarsi in strada”, spiega il sindaco Luigi Brugnaro.

Le nuove norme prevedono la multa anche ai genitori dei minorenni sorpresi a comprare una dose o uno spinello da uno spacciatore per strada. Gli unici che dal prossimo mese, quando entrerà in vigore il nuovo regolamento potranno stare tranquilli sono i bambini: a loro sarà consentito scorrazzare con skateboard e monopattini tra campi e campielli e improvvisare partite a pallone. Ma solo fino a undici anni e senza avvicinarsi troppo a piazza San Marco o Rialto.

Sorgente: Niente prostitute, palloni e panini: Venezia vara i divieti anti-degrado – La Stampa

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