Europee, exit poll: Lega primo partito, sfiora il 30%; Pd sorpassa M5S; Forza Italia al 10%

Europee, exit poll: Lega primo partito, sfiora il 30%; Pd sorpassa M5S; Forza Italia al 10%

26 Maggio 2019 0 Di Luna Rossa

Questi i primi exit poll delle elezioni Europee 2019. In Italia i seggi hanno aperto alle 7 del mattino per chiudersi alle 23. Secondo il I Exit Poll del Consorzio Opinio Italia per Rai relativo alle elezioni europee in Italia (esclusa circoscrizione estera), ecco le percentuali per ogni lista: Lega 27% – 31% Pd 21% – 25% M5s 18,5% -22,5% Forza Italia 9-11%. La copertura del campione è dell’80%. Ricerca soggetta a errore statistico, riproduzione riservata.

La rilevazione La7. Secondo il multi poll realizzato da Swg per La 7 per le Europee la Lega è il primo partito in una forbice tra 26,5% e 29,5%. Il Pd è tra 21% e 24%, il Movimento 5 Stelle è al 20%-23%, Forza Italia è tra 9 e 11% e Fratelli d’Italia è tra il 5% e il 7%. Secondo il Multi poll realizzato da Swg per La 7 per le Europee, tra i partiti minori, +Europa-Italia in Comune-Pde è in una forbice tra il 2,5 e il 3,5, La Sinistra si colloca in una forchetta tra il 2 e il 3%, Europa Verde è in una forchetta compresa tra 1,5 e il 2,5%. Gli altri partiti si collocano tra il 4 e il 5%.

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La Lega esulta. «Importa relativamente se saremo al 30 o 31%: un anno fa eravamo al 17%. È un risultato storico ed è storico che per la prima volta la Lega diventi primo partito in Italia». Lo dichiara, nel corso di una diretta a Porta a porta, il capogruppo della lega alla Camera Riccardo Molinari.

M5S attende i dati veri. Il Movimento Cinque Stelle commenterà solo quando ci sarà un quadro più chiaro del risultato, almeno di fronte a dati reali. In pratica quando sarà noto almeno il dato della metà del campione delle proiezioni. Lo comunicano fonti del Movimento.

Pd: torniamo a crescere. «Dopo 5 anni torniamo a crescere». Questo il primo commento che arriva da fonti dem rispetto al voto delle europee. «Un anno fa c’erano Lega e 5 Stelle, ora siamo tornati anche noi». ll segretario del Pd, Nicola Zingaretti, è da poco arrivato al partito e, a urne chiuse, il vicesegretario Andrea Orlando verrà a dare un primo commento a caldo nella sala stampa allestita al Nazareno.

L’affluenza. Affluenza in lieve aumento alle elezioni europee: alle ore 19 ha votato il 43,84% degli aventi diritto, facendo registrare un aumento dell’1,7%. Nel 2014, infatti, gli elettori erano stati il 42,14%. Lo rende noto il sito del ministero dell’Interno. Nel 2014 l’affluenza finale alle ore 23 fu del 58,6%. Alle politiche del 2018 l’affluenza alle ore 19 fu del 58,4% (dato della Camera).

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Ecco le affluenze alle ore 19 in ogni capoluogo di Regione per le elezioni europee, secondo i dati del sito del ministero dell’Interno. Aosta 41,06%; Torino 45,63%; Milano 46,73%; Bolzano 49,87%; Trento 44,27%; Trieste 40,79%; Venezia 45,12%; Genova 45,44%; Bologna 51,86%; Firenze 57,83%; Ancona 42,34%; Perugia 55,96%; Roma 39,34%; L’Aquila 36,80%; Campobasso 55,64%; Napoli 29,32%; Bari 53,23%; Catanzaro 31,43%; Potenza 56,35%; Palermo 32,24%; Cagliari 33,72%.

I seggi per l’elezione dei 76 eurodeputati componenti del Parlamento europeo spettanti all’Italia hanno aperto questa mattina alle 7. Si vota anche in Piemonte per l’elezione del presidente e il rinnovo del Consiglio regionale e in 3.800 comuni per i sindaci e i consigli comunali. Sono 50.952.719 gli elettori per le europee, 16.053.792 gli elettori per le comunali e 3.616.010 per le regionali in Piemonte.

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L’affluenza alle 12 era del 16,51%, in linea con la scorsa tornata elettorale del 2014 (16,53%). Alle politiche del 2018 l’affluenza alle ore 12 fu del 19,4% (dato della Camera).

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I seggi chiuderanno alle 23. Subito dopo inizierà lo spoglio delle schede partendo da quelle per le europee. Domani alle 14 inizierà quello per le Regionali e le Comunali. Anche oggi, giornata di votazione, vige il «silenzio elettorale».

Intanto i primi plichi diplomatici elettorali contenenti i voti degli italiani all’estero sono arrivate all’aeroporto di Roma Fiumicino. Ad accoglierle, il Direttore Generale per gli italiani all’estero della Farnesina Luigi Maria Vignali. Il primo volo arrivato a Fiumicino con i voti degli italiani residenti negli altri 27 Stati membri dell’Unione, è stato quello delle 7.45 proveniente da Nicosia. In totale sono 27 quelli attesi al Leonardo da Vinci, l’ultimo quello delle 16.15 proveniente da Lisbona.

La politica al voto
E anche il Presidente della repubblica Sergio Mattarella ha votato questa mattina poco dopo le 9 a Palermo per le elezioni europee. Il Capo dello Stato si è recato, come di consueto, nel seggio 535 dell’istituto comprensivo «Giovanni XXIII – Piazzi» nel quartiere Libertà, nei pressi della sua abitazione palermitana.

La sindaca di Roma Virginia Raggi è arrivata insieme al figlio alle 11.30 alla scuola media al numero 5 di via Maria Pia Filippini a Ottavia. Ad attenderla all’ingresso dell’istituto il marito Andrea Severini provvisto della scheda elettorale della prima cittadina. Nella sua sezione, la 2399, la sindaca ha dispensato sorrisi e stretto le mani di tutti i componenti dell’ufficio elettorale. Poi, uscita dalla cabina, ha posato con la scheda in mano davanti all’urna a favore dei fotografi. «La scheda si piega così e poi si mette nell’urna: così il voto è segreto», ha spiegato Raggi al figlio.

Dopo le polemiche della vigilia sulla violazione del silenzio elettorale, i diversi leader in lizza, anche a urne aperte, hanno sparato gli ultimi colpi di questa lunga campagna elettorale. Matteo Salvini, ministro degli interni, che al seggio indossava una polo della Federazione italiana canottaggio, ha detto che sarà una giornata «Bella bella, molto bella. C’è cambiamento, si sente nell’aria», davanti al seggio, prima di votare per le elezioni europee a Milano. «In italia non cambia nulla, cambia tutto in Europa per quanto mi riguarda, se la Lega vince – ha detto – È una certezza che da domani tutti la smettano di attaccare, di insultare criticare, si lavori rispettando il lavoro degli altri. Per carità, Le opposizioni sono opposizioni e le critiche e gli insulti da parte loro ci stanno, ma le critiche e gli insulti quotidiani nelle ultime settimane dagli alleati sono più strani. A me interessa vincere in Italia per cambiare l’Europa. Tutte le altre analisi-conclude-, di cosa succede al governo, i ministri, i rimpasti non mi interessano».

Strette di mano, selfie e cori per Di Maio all’uscita dal seggio di Pomigliano d’Arco (Napoli). Il vice premier ha raggiunto l’auto coperto da ombrelli dei sostenitori per ripararlo dalla pioggia battente. «Oggi – ha detto Di Maio – nessuna dichiarazione. C’è il silenzio elettorale. Un ‘in bocca al lupò a tutti. Ora vado a pranzo da mia madre, nel pomeriggio torno a Roma».

Silvio Berlusconi, silente fuori dai seggi, non ha parlato con i cronisti. Ma poco dopo, s’è fatto sentire su Facebook, ribadendo che a suo giudizio «scegliere uno dei partiti di governo significa protrarre l’agonia del Paese, indebolito e sempre più in crisi, a causa della loro incapacità amministrativa e delle continue liti». «L’unico voto utile – ha sintetizzato l’ex premier – è il voto a Forza Italia».

Ironico, invece, l’intervento di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, di prima mattina, ha detto la sua, postando su twitter una breve clip, davanti a una cassa di meloni: «Siamo in silenzio elettorale e non si può dire per chi votare, ma…», volgendo lo sguardo proprio sulla frutta.

Tensione a Nuoro
Un invito a non votare e alcuni bossoli di proiettili sono stati lasciati davanti a tre scuole sedi di seggi elettorali, a Posada e Siniscola, e al Comune di Budoni, tutti centri del Nuorese. La scoperta è stata fatta ieri a tarda sera, riportata oggi dai quotidiani sardi. Nel volantino, firmato dal sedicente Movimento politico reazionario, si accusa l’Europa di utilizzare l’Italia come discarica e di non curarsi dei migranti«.

Ultimo aggiornamento: 23:14

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