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La sorpresa Legnini che rischia di incrinare l’asse Di Maio-Salvini

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I più impauriti sono i 5 stelle. Rischiano di arrivare terzi, nonostante di Maio sia ovunque in Abruzzo, anche ai piedi degli skilift di Roccaraso, mentre Salvini è appena stato a Rivisondoli, in una regione in cui i grillini hanno preso quasi il 40 per cento alle politiche del 4 marzo. E il colpaccio sarebbe se arrivasse secondo – o addirittura primo anche se il vento salvinista soffia forte anche sulle regionali abruzzesi – Giovanni Legnini, civico, popolare, di centrosinistra, con il sostegno di otto liste e oltre 200 candidati che tirano voti nei paesini marittimi e di montagna.

Così – spiega Gaetano Quagliariello, senatore abruzzese in campo a sostegno di Marco Marsilio con Berlusconi-Meloni-Salvini – «andrebbe in crisi lo schema del leader leghista e di quello 5 stelle: io copro tutto il centrodestra, tu tutto il centrosinistra e alle politiche ce la vediamo tra di noi». Se invece il fronte progressista e dem dall’Abruzzo domenica e il 24 febbraio dalla Sardegna – dove può vincere Massimo Zedda – mostra di esistere, il paesaggio politico nazionale può avere uno scossone e Salvini e Di Maio, che credono di incarnare il nuovo bipolarismo, dovranno cambiare le loro strategie.

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