Roma, i topi invadono il Campidoglio. L’allarme: «Rischi biologici» – il messaggero

28 Gennaio 2019 0 By luna_rossa

di Lorenzo De Cicco

L’esercito dei topi espugna il Campidoglio. Dopo avere attorniato gli ospedali – proprio ieri il Sant’Andrea – fatto capolino nei cinema, nei licei, nelle stazioni del metrò, l’armata dei roditori dell’Urbe, rifocillata dal pattume che continua a traboccare dai cassonetti, è riuscita a far breccia perfino nella sede del Comune di Roma, non lontano dagli uffici della sindaca Virginia Raggi e dei suoi consiglieri più fidati. Avvenimento forse simbolico sul degrado di Roma, ma anche allarmante, in modo molto concreto, per i dipendenti a cui tocca lavorare con la compagnia, non proprio desiderata, dei ratti.

La presenza dei topi «espone i lavoratori a un rischio biologico», ha scritto la Ragioneria generale del Comune, in un documento di cui Il Messaggero è venuto in possesso, del 13 dicembre scorso. «Presso la sede della Ragioneria», che è ospitata nel cuore del Campidoglio, «in particolare presso l’ufficio del Revisore dei Conti, sono state riscontrate presenze di escrementi di roditori». Scoperta che ha fatto suonare l’allarme rosso, perché c’è il pericolo di incappare in una violazione del «Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro», che difatti viene richiamato nel provvedimento.

«Ormai siamo abituati, le pantegane ci fanno compagnia mentre facciamo i calcoli», racconta, con un pizzico di sarcasmo e una discreta dose di rassegnazione, la presidente dell’Organismo di revisione economico-finanziaria del Comune, Federica Tiezzi. «A furia di sentirci, i topi saranno diventati esperti di bilanci comunali, più di certi politici…». Scherzi a parte, dice il capo dei Revisori, «la verità è che alcuni uffici del Campidoglio sono insani». Inutili, almeno fino a ieri, le proteste. «Abbiamo spedito reclami all’Assemblea capitolina – dice sempre Tiezzi – ai consiglieri, sono stati chiamati i tecnici delle derattizzazioni, saranno venuti venti volte o giù di lì, ma niente…».
A giugno una colonia di roditori era stata avvistata sotto la Cordonata, la scalinata progettata da Michelangelo che porta fino alla statua di Marc’Aurelio. Ora, evidentemente, le pantegane hanno sbaragliato l’ultima, fragile difesa, conquistando il Palazzo.

«Topi a Roma? Mai visti», diceva, sfidando il dileggio dell’opposizione (e forse anche il buonsenso), l’assessora all’Ambiente, Pinuccia Montanari, fedelissima di Beppe Grillo nella giunta di Roma. «Sono una persona che vive la città, una sopralluoghista, sinceramente devo dire di non avere mai visto un topo nella Capitale. La situazione è assolutamente gestita e la miglioreremo», assicurava solo qualche mese fa.

LE SCORRERIE
Invece le scorrerie dei ratti sono aumentate a vista d’occhio, complice anche la crisi dell’immondizia, sempre più nera. Solo la scorsa settimana, in ordine cronologico: topi morti sono stati trovati dentro al cinema Barberini, nel cuore di Roma, costringendo 700 studenti a saltare la proiezione; in un liceo di Prati Fiscali hanno trovato le carcasse degli animaletti dentro al bagno; una colonia di topi è stata filmata mentre andava a spasso accanto alla metro Cipro, in zona Vaticano. E ieri un gruppo di roditori è stato avvistato proprio davanti all’ospedale Sant’Andrea, mentre scorrazzava beatamente accanto alla fermata del bus, tra i rifiuti sparsi in terra.

Quanto al Campidoglio, la Ragioneria dopo l’allarme del dicembre scorso, ha avviato, tramite una società privata, le operazioni «di derattizzazione, disinfestazione e disinfezione delle aree esterne e interne». Ma stando alla presidente dei Revisori, le pantegane continuano ad aggirarsi tra le scrivanie, come niente fosse. E chissà che a qualcuno non venga in mente di rivolgersi a un esperto di tutt’altra caratura, quello raccontato dai fratelli Grimm, al motto di «state calmi, state calmi, non c’è nulla di tragico, basta chiamare il pifferaio magico».

Sorgente: ilmessaggero.it

 

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