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“Conte consulente di un socio Carige”. Il Pd denuncia il conflitto d’interesse. Il governo: falso – La Stampa

Democratici all’attacco dopo il decreto per l’istituto genovese: «Quando lo facevamo noi erano regali ai banchieri». Di Maio: «Balle, neanche un euro agli istituti»

«Strane coincidenze. Guido Alpa, maestro professionale di Conte, è stato consigliere Carige. Conte è stato poi consulente di Mincione, socio della Carige. In consiglio dei ministri ieri sera Conte ha partecipato al voto? È in corso un conflitto di interesse?». Lo scrive su twitter la senatrice Pd Simona Malpezzi, vicepresidente del gruppo dem a Palazzo Madama. Dal curriculum di Guido Alpa presente online risulta che il professore e avvocato, 71 anni, è stato «membro del Consiglio di Amministrazione della Carige dal 2009 all’ aprile 2013; Presidente di Carige Assicurazioni e Carige Vita Nuova da aprile 2013 a dicembre 2013; membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Carige dal dicembre 2013 al febbraio 2014». Intanto il gruppo Pd al Senato, come quello della Camera, hanno preparato un’interrogazione sul presunto conflitto di interessi di Conte.

Fonti governative: nessun conflitto d’interessi per Conte
«Nessun conflitto di interessi, diretto o indiretto, per il presidente Conte, con le decisioni che ha assunto e che è chiamato ad assumere quale responsabile dell’Autorità di governo con riguardo alla Banca Carige s.p.a.» dicono fonti di Palazzo Chigi. «In merito al professor Alpa, il quale risulta essere stato consigliere di amministrazione di Carige fino al 2013, il presidente Conte ha già chiarito che non ha mai avuto con lui uno studio professionale associato né ha mai costituito con lui un’associazione tra professionisti. Hanno sempre svolto in maniera distinta le rispettive attività professionali. Quanto al sig. Raffaele Mincione, il presidente Conte non è mai stato suo consulente né l’ha mai incontrato o conosciuto, neppure per interposta persona». E ancora: «Nel maggio 2018 – viene inoltre puntualizzato dalle stesse fonti – è stato chiesto all’avvocato Conte, prima che diventasse presidente del Consiglio, di esprimere un parere pro-veritate per conto della società Fiber 4.0, di cui Mincione risulta presidente, sulla questione riguardante la legittimità, da parte della Libyan Post Telecommunications information Technology Company, del controllo su Retelit s.p.a., alla luce delle regole in materia di golden power».

Il Pd all’attacco
Il Pd sembra ritrovare unità sulla questione Carige, anche nel giudizio sull’operato dei governi degli ultimi anni sulle banche, e così Matteo Renzi ritwitta i messaggi sull’istituto ligure, tra gli altri, di Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni. «#Carige il governo interviene a sostegno della banca – scrive quest’ultimo, ex premier Pd come Renzi -. Bene. Ricordo gli schiamazzi sui «regali ai banchieri» quando intervenivamo noi. Ora mi auguro solo prudenza e serietà. Propaganda e allarmismi sono molto pericolosi». «Il governo interviene per Carige come noi siamo intervenuti per tutelare i risparmiatori – twitta Martina -. Punto. Il resto delle parole dei vicepremier è solo stupida e inutile ipocrisia». E Zingaretti: «Tana per Di Maio e Salvini. Ragazzi, ammettetelo e non vi innervosite: anche sulle banche per mesi avete fatto demagogia e detto balle su balle a ripetizione». Tra i tweet sul tema Carige rilanciati da Renzi anche quelli di Maria Elena Boschi, Luigi Marattin, Roberto Giachetti. «Hanno approvato un decreto per salvare la banca di Genova. Giusto, serve ai risparmiatori – così lo stesso Renzi -. Ma così certificano di aver mentito quando attaccavano noi sulle Venete, Etruria, Ferrara. Il tempo è galantuomo e fa giustizia delle tante bugie di questi piccoli imbroglioni».

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Di Maio: “Neanche un euro alle banche, Renzi e Boschi fanno ridere”
«Quante balle dei giornali, di Renzi e della Boschi sulle banche. Proprio loro parlano! Le smonto tutte in 10 punti che vi prego di diffondere al massimo!» scrive sui canali social il vicepremier M5S Luigi Di Maio. «1. Non abbiamo dato un euro alle banche, 2. Abbiamo scritto in una legge che se serve lo stato potrà garantire nuovi titoli di Stato e potrà ricapitalizzare. Speriamo non serva, – aggiunge – 3. Se si dovesse usare quella garanzia o se si dovessero mettere soldi pubblici, banca Carige deve diventare di proprietà dello Stato. Ovvero deve essere nazionalizzata. 4. In questo modo non ci sarà nessun regalo ai banchieri e nessun azionista e obbligazionista truffato 5. Non sarà come Etruria – aggiunge Di Maio – perché salviamo tutti gli obbligazionisti e correntisti 6. Non sarà come le banche venete perché non la venderemo a due euro dopo averla ripulita dei debiti con i soldi pubblici, 7. Renzi e la Boschi che fanno le vittime fanno ridere i polli: se avessero fatto come noi non ci sarebbero stati risparmiatori sul lastrico, ma evidentemente ai loro amici e parenti non conveniva, 8. Ora vedremo chi è stato a non restituire i soldi a Carige affossandola 9. ci batteremo in Europa per riformare il sistema di vigilanza bancaria e faremo la separazione tra banche commerciali e d’affari. Cose che nessuno si è mai sognato di fare, 10. Noi abbiamo messo 1,5 miliardi per i truffati delle banche di cui è responsabile il vecchio governo. Non ci saranno altri truffati», conclude.

Sorgente: “Conte consulente di un socio Carige”. Il Pd denuncia il conflitto d’interesse. Il governo: falso – La Stampa

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