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ULTIMO VIENE IL CORVO….-Gianni Sartori

ULTIMO VIENE IL CORVO….

(Gianni Sartori)

di Gianni Sartori

In passato Lumignano (Colli Berici, Basso Vicentino) e dintorni erano luogo di nidificazione e riproduzione per falco pellegrino, rondine rossiccia, passero solitario…poi arrivarono i FC. E’ ora giunto anche il turno del corvo imperiale?

Italo Calvino

Italo Calvino

Il titolo del racconto scritto da Italo Calvino, pubblicato nel 1949, mi è fatalmente tornato alla mente.

Vuoi perché Calvino mi è sempre piaciuto (“Marcovaldo” il preferito), vuoi perché nel racconto citato, un ragazzo con seri problemi socio-esistenziali, spara a tutto ciò che vola, si muove (un falchetto, un ghiro, pernici…) tranne che al corvo.

Ma cosa c’entra con Lumignano? Mi spiego.

A Lumignano (e dintorni: covoli di Castegnero, rupe di Barbarano, san Donato… ), in maniera subdola, non cruenta (almeno apparentemente) sta accadendo di peggio o quasi.

Dopo il falco pellegrino, la rondine rossiccia, il passero solitario…forse toccherà anche al corvo imperiale (corvus corax) sloggiare dalle maestose pareti, degradate al rango di “palestra” e diventate parco giochi per soidisant “alpinisti”.

Il ragazzo del racconto (sbandato, inconsapevolmente crudele, forse vagamente psicopatico) uccide per gioco*. In modo brutale, quasi senza rendersene conto (siamo all’epoca della II guerra mondiale e certe tematiche non erano ancora oggetto di dibattito).

A Lumignano invece la quotidiana frequentazione di massa delle “scogliere” da parte di FC in ogni periodo dell’anno ha provocato (gradualmente, ma sistematicamente) la graduale scomparsa di specie qui nidificanti da tempo immemorabile.

Barbagianni

Barbagianni

Oltre a quelli già citati, anche tra i notturni si registrano defezioni. Da quant’è che non si vedono barbagianni (in passato relativamente frequenti) tra i covoli e le pareti?**

Gli abitanti naturali del luogo hanno dovuto ripiegare e trasformarsi in profughi. Abbandonare questi siti per l’eccessiva frequentazione di scanzonati personaggi muniti di trapano (competitivi e poco rispettosi dell’habitat) che sulle pareti cercano presumibilmente una valvola di sfogo per la loro quotidianità alienata.

Anche in periodo di nidificazione. Anzi: soprattutto in periodo di nidificazione, quando il clima è favorevole per entrambe le categorie, quella legittima dei volatili  e quella abusiva dei FC. Convergono sui Colli Berici decine (centinaia?) di padovani dato che, giustamente, a Rocca Pendice (Colli Euganei) per qualche mese l’arrampicata è proibita a norma di legge (e infatti il falco pellegrino è tornato a nidificare e riprodursi).

Sempre più numerosi poi quelli provenienti dall’Emilia. In passato ho anche cercato di spiegargli che, a mio avviso, uno che si fa due-trecento chilometri in auto per  qualche ora “in mezzo alla natura” su una paretina di dieci metri o poco più (eravamo alla rupe di Barbarano) dovrebbe chiedersi se per caso non stia conducendo “una vita sostanzialmente di merda” (e scusate il francesismo), ma senza successo. Potenza della società dello Spettacolo e della Merce che riesce a spremere profitto anche dal tempo cosiddetto libero. 

CORVO IMPERIALE A LUMIGNANO.USQUE TANDEM?

Foto d'epoca di Gianni Sartori

Stalattiti del Broion. Foto d’epoca di Gianni Sartori

In febbraio, a seguito di osservazioni quasi quotidiane, ho potuto assistere ai tentativi, non dico disperati, ma sicuramente sempre più frenetici, di una coppia di corvi imperiali (una delle circa 3 mila presenti in Italia) in evidente stato di agitazione. Per ragioni che posso solo cercare di indovinare (forse legate a fattori climatici o alle rumorose opere di disboscamento sottostanti) quest’anno non sembravano intenzionati a nidificare nella zona sopra all’Eremo. Più volte li ho visti volteggiare e posarsi sul Broion, in particolare in una nicchia che sembrava ottima come rifugio e per la cova. Peccato si trovi su una delle pareti dove (non si sa in base a quali parametri) è consentito arrampicare in ogni periodo dell’anno. In realtà una pura ipocrisia, un alibi, dato che anche dove l’arrampicata non sarebbe, in teoria,  consentita prima di luglio (vedi sempre sul Broion i covoli in alto a destra, per chi guarda) in questi giorni di febbraio 2017 la presenza di FC è stata costante e invadente. Ed è inutile segnalarlo ai frequentatori. Se ne fregano altamente, rivendicando uno “spirito libertario” (in realtà liberista) del tutto fuori luogo. ***

Foto d'epoca di Gianni Sartori

Foto d’epoca di Gianni Sartori

Ricordo che la parete del Broion, gradualmente colonizzata dai FC negli ultimi 15-20 anni, è quella che ha subito maggiori devastazioni. Tralasciando la questione saxifraga berica (avremo modo di riparlarne) e il brutale allontanamento del falco pellegrino (c’è chi ha assistito alla realizzazione di una via a colpi di trapano, con calata dall’alto ovviamente, in primavera mentre un falco nidificante lanciava inutilmente grida disperate) vorrei ricordare soltanto  quella dozzina di stalattiti di notevoli dimensioni (da un metro a un metro e ottanta) che ornavano la volta di alcuni covoli. Stalattiti abbattute in due fasi successivi (fine anni novanta e inizio del millennio) per poter realizzare le “vie” che ora passano tra i moncherini delle concrezioni.

Non so se la coppia di corvi imperiali riuscirà alla fine a trovare un’alternativa e comunque nidificare e riprodursi o se dovrà cercare asilo definitivamente altrove.

Pensare di fermare per qualche mese l’arrampicata sul Broion, mi dicono, è alquanto improbabile. Troppi interessi e troppo potente la corporazione dei FC, coccolata da amministrazioni poco sensibili alle questioni ambientali. Per non parlare delle associazioni di categoria che da questa attività ricavano lustro e forse anche altro. Siamo arrivati al punto di organizzare vere e proprie gare in parete!

Quindi?

Ultimo viene il corvo, si diceva…speriamo che questo non sia l’ultimo corvo che viene.

*nota 1:

Era un bel gioco andare così da un bersaglio all’altro: forse si poteva fare il giro del mondo”.

**Nota 2:

sopravvivono invece gheppio e allocco, forse più adattabili e prolifici

** *nota 3:

Un’analogia: se la caccia ha rappresentato in passato una valvola di sfogo, la possibilità di esercitare comunque una qualche forma, per quanto abietta, di “potere” da parte delle classi subalterne proletarie, al giorno d’oggi attività come quelle dei FC sono chiaramente compensatorie (o consolatorie?). Una vita alienata, virtuale, artificiosa se non propria artificiale, necessita appunto di compensazioni, sfoghi, alimentando lo stato complessivo di alienazione (marxianamente intesa) in cui versa, senza magari rendersene conto, buona parte della popolazione. E cosa c’è di meglio di attività apparentemente “alternative” come la presunta ”arrampicata sportiva” (“uno sport altro” ho sentito definirla) che vive sostanzialmente di rendita, ancora avvolta nell’alone eroico dell’alpinismo del passato?

Talvolta addirittura con echi “rivoluzionari”.

E’ di questi giorni (febbraio 2017) l’ingombrante permanenza di un grosso camper con targa tedesca dove spicca l’immagine enorme (copre tutta la fiancata posteriore) di un FC appeso e dove giganteggia la scritta “ACTION DIRECTE”. Nota bene: in francese, NON in tedesco. Un evidente richiamo all’omonimo gruppo armato clandestino che agiva in Francia negli anni settanta. Ambiguità voluta, frustrazione mai risolta, ammiccamento?

O semplicemente stupidità infantile di chi vorrebbe tanto sentirsi alternativo e quindi pesca spudoratamente perfino in quanto rimane dell’immaginario sovversivo degli anni settanta?

Comunque, ribelli di plastica!

 

Gianni Sartori

 

 

 

*nota 1:

Era un bel gioco andare così da un bersaglio all’altro: forse si poteva fare il giro del mondo”.

 

**Nota 2:

sopravvivono invece gheppio e allocco, forse più adattabili e prolifici

 

 

** *nota 3:

Un’analogia: se la caccia ha rappresentato in passato una valvola di sfogo, la possibilità di esercitare comunque una qualche forma, per quanto abietta, di “potere” da parte delle classi subalterne proletarie, al giorno d’oggi attività come quelle dei FC sono chiaramente compensatorie (o consolatorie?). Una vita alienata, virtuale, artificiosa se non propria artificiale, necessita appunto di compensazioni, sfoghi, alimentando lo stato complessivo di alienazione (marxianamente intesa) in cui versa, senza magari rendersene conto, buona parte della popolazione. E cosa c’è di meglio di attività apparentemente “alternative” come la presunta ”arrampicata sportiva” (“uno sport altro” ho sentito definirla) che vive sostanzialmente di rendita, ancora avvolta nell’alone eroico dell’alpinismo del passato?

Talvolta addirittura con echi “rivoluzionari”.

E’ di questi giorni (febbraio 2017) l’ingombrante permanenza di un grosso camper con targa tedesca dove spicca l’immagine enorme (copre tutta la fiancata posteriore) di un FC appeso e dove giganteggia la scritta “ACTION DIRECTE”. Nota bene: in francese, NON in tedesco. Un evidente richiamo all’omonimo gruppo armato clandestino che agiva in Francia negli anni settanta. Ambiguità voluta, frustrazione mai risolta, ammiccamento?

O semplicemente stupidità infantile di chi vorrebbe tanto sentirsi alternativo e quindi pesca spudoratamente perfino in quanto rimane dell’immaginario sovversivo degli anni settanta?

Comunque, ribelli di plastica!

 

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