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Nel silenzio generale, le proteste per la Palestina continuano a essere centrali all’interno della città di Venezia, dove nella giornata di ieri un gruppo di studenti ha partecipato a una conferenza sulle “sfide contemporanee” di Israele, manifestando dissenso per i contenuti indirizzati dell’evento attraverso l’esposizione di brevi contro-interventi, e venendo di tutta risposta identificato dagli agenti della DIGOS. Alla conferenza di ieri era presente il noto statistico Sergio Della Pergola, italo-israeliano dalle posizioni politiche radicalmente orientate verso lo Stato ebraico, tanto che in una passata intervista datata 23 ottobre dichiarò che, nei contorni dell’escalation che si era da poco verificata, «l’ultima scena dell’ultimo atto dovrà essere il suicidio del leader nel bunker e se non avverrà allora qualcun altro dovrà provvedere». La vicenda pare avere i contorni di un autentico «atto intimidatorio», visto che – come riportano gli studenti – il dibattito si sarebbe svolto nell’assoluto rispetto di persone e ambiente circostanti, all’interno dei tempi di svolgimento della conferenza, e senza sfociare in episodi di violenza fisica o verbale. La stessa presenza degli agenti di polizia nella struttura risulta in tal senso alquanto controversa, visto che per entrare avrebbero dovuto avere il consenso della Rettrice, da giorni contestata dagli studenti.La conferenza tenutasi ieri a Venezia si è svolta all’interno delle mura di Palazzo Vendramin, sede del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari. All’incontro, dal titolo “Dove va Israele? Scenari, sfide, prospettive” erano presenti quattro relatori che hanno portato interventi su questioni politiche, geopolitiche, ed economiche oggi centrali per lo Stato ebraico. Il relatore di punta era certamente il Professor Della Pergola, che ha presentato uno studio demografico e sui trend elettorali della popolazione ebraica in Israele e negli Stati Uniti. In seguito alle presentazioni degli oratori, il dibattito è stato aperto anche all’uditorio, e hanno preso parola 7 diverse persone tra studenti e professori. Questi hanno tutti contestato la linea «ideologica» della conferenza nonché la collusione dell’ambiente accademico con le politiche e le attività di Israele, e hanno per questo incontrato l’ostilità dei quattro oratori e del moderatore, che hanno spesso evaso le domande e mancato di rispondere.

Sorgente: Venezia: la digos dentro l’Università per identificare chi protesta per la Palestina – L’INDIPENDENTE


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