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Media: raid su Gaza, almeno 8 morti. Netanyahu: “Sono pronto a subire attacchi personali fintanto che Israele riceve dagli Usa le munizioni di cui ha bisogno nella guerra per la sua esistenza

Continuando la “settimana di resistenza”, centinaia di manifestanti antigovernativi in Israele hanno protestato vicino alle residenze private del primo ministro Netanyahu a Cesarea e a Gerusalemme, per chiedere nuove elezioni e il ritorno di tutti gli ostaggi tenuti da Hamas. Antony Blinken discute il lavoro che si sta facendo per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi in un incontro con consiglieri di del governo israeliano. il segretario di Stato Usa parlerà anche dalla situazione al confine nord di Israele con il Libano. I funzionari statunitensi temono che, nel caso di una vera e propria guerra tra Tel Aviv e Hezbollah, il gruppo militante sostenuto dall’Iran potrebbe sopraffare le difese aeree israeliane nel nord, compreso il sistema di difesa aerea Iron Dome.

 

 

Punti chiave

  • Timori Usa: Hezbollah può sopraffare difesa aerea Israele

  • L’Armenia riconosce lo stato di Palestina

  • Cipro, ‘non siamo coinvolti in nessuna guerra’

  • Media, almeno 8 morti in raid di Israele su Gaza

Israele convoca ambasciatore armeno dopo riconoscimento Stato palestinese

l ministero degli Esteri israeliano ha convocato l’ambasciatore armeno per una “severa reprimenda” in seguito all’annunciato riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Erevan. Una mossa che segue la medesima iniziativa di Slovenia, Irlanda, Spagna e Norvegia nelle scorse settimane.

 

 

Due soldati israeliani uccisi e tregravemente feriti a Gaza

Due riservisti israeliani sono morti in un attacco con colpi di mortaio nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito le forze armate precisando che il 25enne Omer Smadga e il 27enne Saadia Yaakov Derai sono stati uccisi ieri, portando il bilancio complessivo delle vittime militari nelle operazioni contro Hamas a 314. Altri tre soldati sono rimasti gravemente feriti nello stesso attacco.

 

Media: ill commercio Turchia-Israele continua attraverso la Grecia

Il commercio tra la Turchia e Israele è continuato tramite Paesi terzi, tra cui la Grecia, anche dopo il bando sulle esportazioni e le importazioni verso e da Tel Aviv imposto in maggio da Ankara, e sostenuto dal presidente Recep Tayyip Erdogan, per protestare contro l’amministrazione israeliana a causa della guerra a Gaza. Lo sostengono uomini d’affari turchi, citati dal portale Middle East Eye pur restando nell’anonimato, secondo i quali “qualunque tipo di prodotto viene inviato a Israele, soprattutto quelli ordinati prima dell’embargo sul commercio”. Secondo l’articolo, nonostante i dati dell’Assemblea degli Esportatori turchi (Tim) abbiano registrato esportazioni dalla Turchia a Israele del valore di 4 milioni di dollari in maggio che indicano un calo del 99% rispetto all’anno precedente, le esportazioni di Ankara verso Atene sono nello stesso periodo aumentate del 71% rispetto allo stesso mese nel 2023, toccando i 375 milioni di dollari. “Le autorità israeliane non chiedono nemmeno alle aziende turche di modificare il loro certificato di origine per riesportare le merci attraverso la Grecia perché ciò aumenterebbe ulteriormente i costi, quindi sono prodotti turchi”, ha affermato un uomo d’affari turco. “Questo commercio parallelo potrebbe continuare ancora per qualche mese ma le compagnie israeliane si stanno rapidamente allineando con fornitori alternativi in altri Paesi, come Egitto, Spagna e Italia”, ha affermato uno degli imprenditori, dichiarando che Ankara è comunque sul punto di perdere il mercato israeliano.

Idf: distrutto un lanciarazzi nella zona umanitaria di Khan Yunis

Le Forze della difesa israeliana (Idf) hanno riferito di aver colpito e distrutto un lanciarazzi della Jihad Islamica in un rifugio nella cosidetta ‘zona umanitaria’ di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato le Idf spiegando che durante l’operazione sono state adottate misure a tutela dei civili palestinesi. “Le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza continuano a collocare armi e infrastrutture terroristiche tra la popolazione civile, mettendola in pericolo e usandola come scudo umano”, si legge nella nota delle Idf.

 

(afp)

 

Borrell sente Safadi: “Impegnati per il cessate il fuoco”

L’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea Josep Borrell ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi. Come ha spiegato lo stesso Borrell su ‘X’, il colloquio si è concentrato ”sulla catastrofe in corso a Gaza e sul peggioramento della situazione in Cisgiordania. Condividiamo la profonda preoccupazione sul fatto che sia ancora negato il pieno accesso umanitario” per la popolazione di Gaza, ”che gli ostaggi non siano ancora liberati, che i combattimenti siano ancora in corso, nonostante gli ordini vincolanti della Corte internazionale di giustizia, e che il piano Biden non sia ancora attuato”. Borrell ha aggiunto che ”continueremo a lavorare a stretto contatto per raggiungere il cessate il fuoco, l’accesso umanitario, il rilascio degli ostaggi, il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, la responsabilità e la pace. Attendo con impazienza il Consiglio di associazione Ue-Giordania del mese prossimo per approfondire la nostra cooperazione e partenariato”.

 

(afp)

 

L’Armenia riconosce lo Stato palestinese

“La Repubblica di Armenia riconosce lo Stato di Palestina”. Così si conclude una nota del ministero degli Esteri di Erevan in cui si sottolinea che il Paese del Caucaso ha aderito alle risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza. Nella nota, rilanciata dalla stampa locale, l’Armenia si dice “sinceramente interessata” alla pace e alla stabilità del Medio Oriente e a una “riconciliazione duratura tra il popolo ebraico e quello palestinese”. Erevan ricorda quindi che “su varie piattaforme internazionali abbiamo sempre sostenuto una soluzione pacifica e globale della questione palestinese e sostenuto il principio dei ‘due Stati’ per la soluzione del conflitto israelo-palestinese”. L’attuazione di questo principio, si conclude la nota, è “l’unico modo per garantire che palestinesi e israeliani possano realizzare le loro legittime aspirazioni. Sulla base di quanto sopra e riaffermando l’impegno nei confronti del diritto internazionale e dei principi di uguaglianza, sovranità e convivenza pacifica dei popoli, la Repubblica di Armenia riconosce lo Stato di Palestina”.

Il Pentagono conferma la ripresa degli aiuti a Gaza

Il Pentagono ha confermato che sono riprese le consegne di aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza attraverso il molo temporaneo galleggiante costruito dagli Stati Uniti al largo dell’enclave palestinese. L’obiettivo, ha spiegato il portavoce del Pentagono Pat Ryder, è quello di aumentare l’assistenza umanitaria alla popolazione civile. Ieri il portavoce del ministero degli Esteri di Nicosia, Theodoris Gotsis, aveva anticipato che il molo costruito dagli Stati Uniti era tornato operativo.

Timori Usa: Hezbollah può sopraffare difesa aerea Israele

I funzionari statunitensi temono seriamente che, nel caso di una vera e propria guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo militante sostenuto dall’Iran potrebbe sopraffare le difese aeree israeliane nel nord, compreso il decantato sistema di difesa aerea Iron Dome: lo hanno riferito tre funzionari statunitensi alla Cnn. “Riteniamo che almeno alcune” batterie Iron Dome “saranno sopraffatte”, ha detto un alto funzionario. I timori che l’Iron Dome possa essere vulnerabile al vasto arsenale di missili e droni di Hezbollah sono stati comunicati anche da Israele, che sta spostando forze dal sud di Gaza al nord di Israele.

 

Media: “Israele sta attaccando il sud del Libano”

Secondo i media arabi Israele ha iniziato ad attaccare questa mattina nell’area della città di Al Wazzani, nel sud del Libano. Le forze israeliane non hanno al momento confermato.

Cipro: “Non siamo coinvolti in nessuna guerra”

Cipro non è coinvolta e non sarà coinvolta in alcuna guerra o conflitto”, ha detto all’emittente pubblica CyBC il portavoce del governo cipriota Konstantinos Letymbiotis, “pertanto, le dichiarazioni del leader di Hezbollah non corrispondono alla realtà”. Lo riporta il Guardian. Nicosia ha reagito con shock alle minacce di mercoledì di Hasan Nasrallah secondo cui Cipro potrebbe diventare un obiettivo se permettesse a Israele di utilizzare il suo territorio in qualsiasi conflitto tra le due parti. I funzionari ciprioti hanno insistito sul fatto che la repubblica insulare rimane un “pilastro di pace” in una regione instabile.

Iran: convocata ambasciatrice Italia, “Canada irresponsabile”

Dopo la decisione del Canada di iscrivere i Guardiani della rivoluzione nella sua lista nera delle organizzazioni terroristiche, l’Iran ha convocato l’ambasciatrice d’Italia a Teheran, Paola Amadei, che rappresenta gli interessi canadesi in assenza di relazioni diplomatiche fra i due Paesi.
Il Canada ha annunciato mercoledì la sua decisione accusando i Guardiani della rivoluzione di “disprezzo per i diritti umani” e di volere “destabilizzare l’ordine internazionale”. La risposta del ministero degli Esteri iraniano non si è fatta attendere: guidato ad interim da Ali Bagheri, ha convocato già ieri l’ambasciatrice d’Italia “per trasmetterle la ferma protesta del nostro Paese contro l’azione illegale del governo canadese”, ha scritto l’agenzia ufficiale Irna. Il capo della diplomazia iraniana ha anche messo in guardia il governo di Ottawa contro le conseguenze di questa decisione “provocatoria e irresponsabile”.

L’Armenia riconosce lo stato di Palestina

“La Repubblica di Armenia riconosce lo Stato di Palestina”. Così si conclude una nota del ministero degli Esteri di Erevan in cui si sottolinea che il Paese del Caucaso ha aderito alle risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza.

Nella nota, rilanciata dalla stampa locale, l’Armenia si dice “sinceramente interessata” alla pace e alla stabilità del Medio Oriente e a una “riconciliazione duratura tra il popolo ebraico e quello palestinese”. Erevan ricorda quindi che “su varie piattaforme internazionali abbiamo sempre sostenuto una soluzione pacifica e globale della questione palestinese e sostenuto il principio dei ‘due Stati’ per la soluzione del conflitto israelo-palestinese”.

Madre rapito, no giochi politici Netanyahu a spese nostre

“Siamo venuti per dire al primo ministro che non ti permetteremo di fare politica meschina sulle spalle degli ostaggi. Non ti permetteremo di abbandonare gli ostaggi, di abbandonare il nord e di prendere prigioniero un intero Paese per la tua sopravvivenza politica. Non accadrà”. E’ il messaggio lanciato durante una manifestazione davanti alla casa del premier Benjamin Netanyahu a Cesarea da Einav Zangauker, madre di Matan, preso ostaggio il 7 ottobre e attualmente nelle mani di Hamas a Gaza.

Blinken, evitare ulteriore escalation Israele-Hezbollah

Bisogna evitare un’ulteriore escalation tra Israele ed Hezbollah al confine con il Libano. È il messaggio riferito dal segretario di Stato americano Antony Blinken al ministro israeliano per gli Affari strategici Ron Dermer e al consigliere per la Sicurezza nazionale israeliano Tzachi Hanegbi in un incontro a Washington. Per il capo della diplomazia Usa, serve raggiungere una soluzione diplomatica che consenta ai cittadini libanesi e israeliani di tornare a casa.
Secondo quanto riportato dal portavoce del dipartimento di Stato americano Matthew Miller, Blinken ha anche sottolineato la necessità di adottare ulteriori misure per aumentare gli aiuti umanitari a Gaza e pianificare la governance, la sicurezza e la ricostruzione postbellica.

Cipro, ‘non siamo coinvolti in nessuna guerra’

“Cipro non è coinvolta e non sarà coinvolta in alcuna guerra o conflitto”, ha detto all’emittente pubblica CyBC il portavoce del governo cipriota Konstantinos Letymbiotis, “pertanto, le dichiarazioni del leader di Hezbollah non corrispondono alla realtà”. Lo riporta il Guardian. Nicosia ha reagito con shock alle minacce di mercoledì di Hasan Nasrallah secondo cui Cipro potrebbe diventare un obiettivo se permettesse a Israele di utilizzare il suo territorio in qualsiasi conflitto tra le due parti. I funzionari ciprioti hanno insistito sul fatto che la repubblica insulare rimane un “pilastro di pace” in una regione instabile.

 

 

Timori Usa: “Hezbollah può sopraffare difesa aerea Israele”

I funzionari statunitensi temono seriamente che, nel caso di una vera e propria guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo militante sostenuto dall’Iran potrebbe sopraffare le difese aeree israeliane nel nord, compreso il decantato sistema di difesa aerea Iron Dome: lo hanno riferito tre funzionari statunitensi alla Cnn. “Riteniamo che almeno alcune” batterie Iron Dome “saranno sopraffatte”, ha detto un alto funzionario. I timori che l’Iron Dome possa essere vulnerabile al vasto arsenale di missili e droni di Hezbollah sono stati comunicati anche da Israele, che sta spostando forze dal sud di Gaza al nord di Israele.

Le forze Usa distruggono sei droni Houthi nel Mar Rosso

Il Comando centrale militare degli Stati Uniti annuncia di aver distrutto due droni aerei e quattro marini lanciati dai ribelli yemeniti Houthi nell’area del Mar Rosso. In un comunicato pubblicato sul suo account X il Centcom specifica che non sono stati segnalati feriti o danni da parte di navi statunitensi, della coalizione o mercantili.

Usa, Blinken riceve Dermer e Hanegbi, “ferreo supporto Usa a Israele”

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha incontrato a Washington il consigliere israeliano per la sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi e il ministro degli Affari strategici israeliano Ron Dermer. In un comunicato pubblicato sul suo sito web, il dipartimento afferma che Blinken “ha ribadito l’impegno ferreo degli Stati Uniti nei confronti della sicurezza di Israele e ha discusso degli sforzi in corso per raggiungere un cessate il fuoco” nella Striscia di Gaza e per “garantire il rilascio di tutti gli ostaggi” israeliani ancora in mano ad Hamas. Il segretario di Stato americano ha quindi “sottolineato la necessità di adottare ulteriori misure per aumentare gli aiuti umanitari” nell’enclave palestinese” e pianificare la governance, la sicurezza e la ricostruzione postbellica della Striscia di Gaza. Blinken ha inoltre “sottolineato l’importanza di evitare un’ulteriore escalation in Libano e di raggiungere una soluzione diplomatica che consenta alle famiglie israeliane e libanesi di tornare alle loro case”, conclude la nota del dipartimento Usa.

 

 

New York Post: “Casi archiviati per maggior parte manifestanti pro-Gaza Columbia”

Quasi tutti i manifestanti accusati di aver occupato il campus della Columbia University nelle manifestazioni pro-Gaza non dovranno affrontare accusa penali. Lo hanno deciso i pubblici ministeri di New York, archiviando i casi di 31 delle 46 persone accusate di violazioni di domicilio per aver occupato la Hamilton Hall della Columbia. La decisione, riporta il New York Post, ha scatenato la rabbia degli agenti del New York Police Department e dei leader della comunità ebraica.

Esercito israeliano abbatte drone che arrivava dal Libano

Nel nord di Israele è stato abbattuto un drone dalle forze aeree di difesa. L’episodio è stato riferito dalle forze di difesa israeliane, Idf. Secondo quanto spiegato l’allarme ha riguardato le comunità di Dishon e Malkia nell’alta Galilea.

Media, almeno 8 morti in raid di Israele su Gaza

L’agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno otto persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in bombardamenti aerei israeliani che ieri sera hanno colpito una casa e diverse zone della città di Gaza. Raid sono stati segnalati nelle stesse ore anche vicino Deir al-Balah, nel centro della Striscia. Il bilancio delle vittime nell’enclave palestinese dal 7 ottobre scorso è di almeno 37.431 morti e 85.653 feriti, secondo i dati del Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.

Libano: inviata Onu visita Unifil, “conflitto non inevitabile”

L’inviata speciale Onu per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha visitato il quartier generale dei caschi blu dell’Unifil a Naqoura e incontrato il comandante delle forze Onu, il generale Aroldo Lazaro. L’inviata ha visitato la “linea blu” che delimita il confine tra Libano e Israele e dichiarato come sia cruciale che tutte le parti coinvolte “si impegnino a trovare una soluzione in linea con la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza”. “Non c’è inevitabilità al conflitto”, ha aggiunto. La visita arriva in mezzo alle tensioni crescenti tra Israele e Libano.

 

(reuters)

 

“Solo 50 ostaggi nelle mani di Hamas sono ancora vivi”. Nuove manifestazioni sotto le residenze di Netanyhau

Mediatori in Medio Oriente riferiscono che “solo 50 ostaggi” israeliani nelle mani di Hamas sarebbero ancora vivi. Vicino alle residenze private del primo ministro Benyamin Netanyahu a Cesarea e a Gerusalemme, per chiedere nuove elezioni e il ritorno di tutti gli ostaggi tenuti da Hamas.

Sorgente: Guerra Israele – Hamas, le notizie di oggi – la Repubblica


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