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Nuove proteste anche in Senato. Patuanelli: «La Repubblica non può essere umiliata da chi non accetta che gli si consegni il tricolore». Le opposizioni saranno in piazza martedì: basta intimidazioni

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Le opposizioni saranno in piazza, martedì a Roma, con lo slogan: «difendiamo unità nazionale». Lo rendono noto Pd, M5s, Avs e Più Europa: «Dopo le aggressioni fisiche della maggioranza in Parlamento non possiamo accettare che anche il Paese sia ostaggio di questo clima di intimidazioni continue», spiegano. «Non permetteremo che vengano compromesse l’unità e la coesione nazionale. Per questo invitiamo la cittadinanza, le forze politiche e sociali, quelle civiche e democratiche di questo Paese ad unirsi alla nostra mobilitazione. Ci vediamo a Roma alle 17.30 di martedì 18 giugno, in piazza Santissimi Apostoli».

La decisione è stata presa dopo un’altra giornata di tensione in Parlamento, tra bagarre e sedute sospese alla Camera e al Senato, dopo la rissa di mercoledì a Montecitorio, durante la seduta sull’autonomia, finita con il cinquestelle Leonardo Donno portato via sulla sedia a rotelle dopo un’aggressione da parte di deputati di Lega e FdI. Già dalla mattina l’opposizione è partita all’attacco, denunciando «violenze inaccettabili» e «metodi squadristi». La seduta dell’aula di Montecitorio, per l’esame del ddl Calderoli, è subito interrotta: le opposizioni contestano i verbali della Camera, che definiscono «disordini» e non «aggressione» l’episodio del giorno prima; chiedono che sia convocato l’ufficio di presidenza. Ma non finisce qui: la situazione degenera ancora nel corso della mattinata.

 

I cori: «Bella ciao» e «Fuori i fascisti»

Ad accendere l’innesco è Andrea Crippa. Il vicesegretario della Lega viene sollecitato dai cronisti a commentare i comportamenti dei suoi colleghi, incluso quello di Domenico Furgiuele, espulso per aver mimato il gesto della X Mas: «Cantare Bella ciao – risponde riferendosi alla protesta dell’opposizione che aveva intonato il canto partigiano in Aula – è un gestaccio più che mostrare il gesto della XMas». Riguardo all’aggressione a Donno, poi, Crippa dice: «Certi deputati dovrebbero stare in un circo». Confermando, insomma, l’accusa rivolta da tutta la maggioranza al deputato 5S di aver «fatto una sceneggiata».

Le parole del leghista vengono riportate in aula da Riccardo Ricciardi (M5S): «Crippa preferisce sia evocata la X mas che cantata Bella ciao. È una cosa che non sta né in cielo né in terra. Una vergogna! Dovresti uscire da quest’Aula!». Al termine dell’intervento del vicepresidente M5S, dai banchi dell’opposizione cominciano a intonare in coro «Bella ciao» e a scandire «fuori i fascisti dal Parlamento». La seduta, ancora una volta, viene sospesa.

 

La Russa: «Harakiri durante il G7»

Sull’episodio di mercoledì è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa: «Non importa la colpa di chi è. Quello che sottolineo è che, anziché cercare di far vedere in questi giorni l’Italia conscia del proprio ruolo e della propria importanza, con le dovute differenze», mentre c’è il G7, «stiamo dando un’immagine peggiore di quella che diamo normalmente. Mi sembra un harakiri».

In Senato bagarre sul premierato

Anche in Senato, però, non sono mancate le tensioni. In segno di protesta contro l’aggressione alla Camera del deputato Leonardo Donno da parte del collega della Lega Igor Iezzi, i senatori del Movimento 5 Stelle e tutti gli esponenti dell’opposizione hanno occupato i banchi del governo nell’aula di Palazzo Madama mostrando le bandiere italiane. L’azione – spiegano dal Movimento – è avvenuta dopo l’intervento del capogruppo al Senato Stefano Patuanelli, che ha detto: «La Repubblica non può essere umiliata da chi non accetta che gli si consegni il tricolore».

La protesta ha impedito così la ripresa dei lavori e delle votazioni sul premierato. Il fatto che ad occupare i banchi del governo siano senatrici e non senatori mette in difficoltà i commessi nel dover intervenire con la forza. La presidente di turno del Senato, Licia Ronzulli, su richiesta delle opposizioni e con l’accordo della maggioranza, ha poi nuovamente sospeso la seduta d’Aula subito dopo che si era riaperta. L’Assemblea tornerà a riunirsi alle 14 per proseguire l’esame e la votazione degli emendamenti all’articolo 7 del ddl sul Premierato.

Schlein: opposizione dura

Sull’aggressione a Donno è intervenuta anche Elly Schlein, che in mattinata ha riunito i gruppi dem di Camera e Senato:  «La linea dell’opposizione dura e senza sconti sarà totale e possibilmente unitaria e concordata con le altre opposizioni con cui siamo in contatto», ha detto la segretaria del Partito democratico.

 

Sorgente: Camera, dopo l’aggressione a Donno ancora tensioni. L’opposizione: «Fuori i fascisti». La Russa: «Harakiri le risse durante il G7» | Corriere.it


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