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BOLOGNA – I diritti delle donne sotto assedio dal punto di vista economico, sociale e riproduttivo da parte del governo in carica. Con Emma Bonino in collegamento da Roma, Monica Guerritore attrice, Giorgia Serughetti insegnante di filosofia politica alla Bicocca di Milano e Maria Novella De Luca dibattono sul “Perché i diritti delle donne sono a rischio” in sala Thierry Salmon all’Arena del Sole. Alla domanda su quanto sia preoccupata per i diritti, Bonino spiega: «Questa destra sta svuotando dall’interno la legge 194 sull’aborto. Poi ci sono gli altri diritti. Questi semplicemente non vengono presi in considerazione. Dovremmo invece occuparcene di più. Perché se non li curiamo ogni giorno potremmo svegliarci e non averli più». Concorda Guerritore: «L’attacco portato dalla destra all’aborto è lampante. Il fatto che a un certo punto arrivi qualcuno che dica: ‘Ma lei è sicura?’. L’unica risposta plausibile è: ‘Ma cosa vuoi da me?’».

 

 

RepIdee 2024, Bologna – Aborto, Bonino:”I diritti vanno curati ogni giorno: potremmo svegliarci e scoprire di non averli più”

 

E poi Serughetti: «Non c’è benessere senza libertà. Siamo vissuti nell’illusione che la storia dei diritti fosse lineare. Quello che ci ha messo davanti, soprattutto la Corte Suprema americana nel 2022 eliminando la garanzia del diritto all’aborto, ha aperto la sensazione che tutto possa succedere. Anche che venga cancellato ciò che avevamo dato per acquisito». Emma Bonino riflette, poi, sul claim “Dio, patria e famiglia” marchio di fabbrica della destra di Meloni. Uno stereotipo, come lei lo definisce. «Basta camminare per strada per rendersi conto che non è così. È così per alcuni, ma gli altri organizzano i propri sentimenti come possono. Non basta che la premier del nostro paese sia una donna. Non è che noi donne dobbiamo necessariamente parlare di altre donne. Prendete Elena Cattaneo, per esempio. Non si è occupata direttamente di donne ma ha comunque lasciato un segno importante».

 

 

 

La professoressa della Bicocca parla anche di Giulia Cecchettin: «Il femminismo di oggi ha una capacità di convocazione della piazza non trascurabile. Quello che è avvenuto il 25 novembre dopo il femminicidio di Cecchettin è importante. Anche la partecipazione maschile è stata massiccia. Qualcuno ha detto che è stata la piazza più grande dopo quella di Cofferati. Dovrebbe essere però una mobilitazione quotidiana. Se non si alimenta la forza di questa protesta, la difesa dei diritti delle donne passa sempre in ultimo piano nell’agenda politica».

 

(eikon)

 

Chiude quindi Guerritore, sostenendo che il femminicidio va studiato. Senza studiarlo non sarebbe possibile percepire la tragicità dell’evento. «Ci sono due temi che bisogna affrontare a scuola attraverso la scelta dei testi da leggere. Il primo è la capacità di accettare i no per i maschi. Il secondo che le donne devono stare attente e non guardare l’amore con occhi ingenui. Se hai lasciato un uomo e ti chiede un ultimo appuntamento, non andare. Giulia Cecchettin diceva ‘mi ha amato, non mi farà del male’. Purtroppo non è stato così».

 

 

Sorgente: Aborto, Bonino: “Occupiamoci dei diritti, perché un giorno ti svegli e non ci sono più”. Guerritore: “Femminicidio materia scolastica” – la Repubblica


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