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Luigi Ferrajoli è un filosofo del diritto, giurista ed ex magistrato. Allievo di Norberto Bobbio, è professore emerito di Filosofia del diritto all’Università di Roma tre. Doctor Honoris Causa in diverse università del mondo (Buenos Aires, Valparaiso, Bogotà, etc), è considerato (a ragione) uno dei maggiori rappresentanti del neocostituzionalismo giuridico e si occupa da tempo del legame tra diritto e democrazia. Lo incontriamo anche perché il suo ultimo libro sulla costituzione della Terra è uno sguardo fertile per pensare la nostra relazione con la nostra casa comune, la Terra, che ci permette di pensare ai tanti modi in cui possiamo cambiare vita per vivere in modo più umanamente ed ecologicamente sostenibile.  Professor Ferrajoli, lei ha dichiarato che l’Onu sarebbe uno strumento legittimo ed efficace per far finire la guerra in Ucraina. Può spiegarci come mai e se è ancora di questo avviso, davanti la probabilità che invece la guerra si estenda? Penso che non ci sia la volontà politica dei paesi della Nato di porre termine al conflitto, impegnando l’Onu – il Consiglio di Sicurezza e la sua Assemblea generale – come il luogo istituzionalmente deputato al fine della pace, mediante il confronto e la trattativa. Ovviamente il responsabile di questa guerra criminale è Putin, che con essa ha violato tutte le norme del diritto internazionale. Giustamente Putin viene perciò coperto di insulti – “macellaio”, “criminale”, “pazzo”, “nuovo Hitler” –, anche se simili insulti non dovrebbero essere pronunciati, per non gettare benzina sul fuoco, dal presidente degli Stati Uniti. C’è tuttavia una contraddizione tra il dipingere Putin come un “nuovo Hitler” e il non prendere sul serio le sue minacce di ricorrere, nel caso di una sconfitta umiliante quale è quella cui dichiarano di puntare i paesi della Nato, all’uso degli armamenti nucleari. Certamente, infatti, Hitler non esisterebbe un attimo a sparare i missili atomici, di cui Putin, non dimentichiamo, è dotato più ancora degli Stati Uniti: oltre 6 mila testate atomiche, 50 delle quali sarebbero sufficienti a distruggere l’umanità.Di qui l’irresponsabilità dei leader occidentali. Di qui l’insensatezza del dibattito in atto, che fa apparire come irresponsabili le posizioni di chi persegue la pace, e come responsabili quelle che puntano a una continuazione indefinita del conflitto. Un’escalation nucleare, dicono questi ultimi, è sommamente improbabile. Ma possiamo anche solo accettare che esista una pur limitata possibilità che l’umanità venga sterminata da un conflitto nucleare? Di che cosa stiamo parlando? Di un gioco d’azzardo la cui posta in gioco è la sopravvivenza dell’umanità? Del resto, dietro questa guerra, di cui l’Ucraina è una vittima, c’è il conflitto tra la Russia e l’Occidente. È la stessa Nato che lo riconosce quando parla di un’aggressione alle democrazie occidentali. È perciò necessario che la parte più responsabile del conflitto, ossia l’Occidente, apra una trattativa e affianchi l’Ucraina nel negoziato, con tutto il peso della propria potenza. È questa la proposta che ho avanzato più volte, richiamandomi all’articolo 51 della carta dell’Onu, secondo il quale i paesi aggrediti da un “attacco armato” hanno “il diritto naturale di autotutela individuale e collettiva” “fintantoché il Consiglio di sicurezza non abbia preso le misure necessarie per mantenere la pace e la sicurezza internazionale”.È dunque la stessa carta dell’Onu che attribuisce questo ruolo di pacificazione al Consiglio di sicurezza, dove peraltro siedono tutte le attuali grandi potenze (Usa, Russia, Cina, Francia, Regno Unito). Si tratterebbe, ovviamente, di una convocazione del Consiglio di sicurezza diretta non già a prendere una qualche decisione, cui la Russia opporrebbe il suo veto, ma solo a farne il luogo di una trattativa che dovrebbe svolgersi, in seduta permanente, fino a che non sia stata raggiunta la pace. In un articolo di qualche settimana fa ho affermato, in termini volutamente paradossali: “Proviamo a sognare: il Presidente degli Usa apre la seduta del Consiglio di sicurezza denunciando il carattere criminale dell’aggressione di Putin all’Ucraina ma anche ammettendo che forse anche noi abbiamo esagerato, come ha detto Papa Francesco, ad andare ad abbaiare ai confini della Russia. E aggiungerebbe: poniamo fine a questo massacro e anche all’incubo nucleare, portando a termine il patto di riduzione degli armamenti nucleari stipulato nel 1987 da Reagan e Gorbačëv, fino alla totale denuclearizzazione del pianeta; la Russia ritiri tutte le sue truppe dall’intera Ucraina. In cambio proponiamo alla Russia, e magari anche alla Cina, di entrare nella Nato e di finanziare, anche con i fondi risparmiati nelle spese militari, la ricostruzione dell’Ucraina e gli aiuti alla Russia per far uscire il popolo russo dall’attuale condizione di povertà”. Biden passerebbe alla storia come l’artefice di un salto di civiltà. L’Occidente dimostrerebbe la sua superiorità morale e politica. Si por

Sorgente: Guerra in Ucraina. Ferrajoli: “Trattativa ONU fino a giungere alla pace”

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