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Via Rasella, ecco la verità. Proprio qui Alessandro Portelli parla dell’atto di guerra dei partigiani romani. E della strage nazifascista delle Fosse Ardeatine

“Non sono venuto qui con animo leggero. Qui sono morte molte persone, i 33 militari altoatesini della Bozen, il dodicenne Pietro Zuccheretti, altri quattro , tra cui Annetta Belloni che si era affacciata alla finestra dopo l’esplosione, falciati dalle raffiche dei mitra tedeschi”, Alessandro Portelli parla a via Rasella, in quel piccolo slargo dove avvenne l’attacco e sotto le mura che ancora conservano i buchi dei mitra. All’iniziativa organizzata da Adriano Labbucci, assessore alla memoria del I municipio, partecipano anche le associazioni dei partigiani e dei familiari dei perseguitati. Qui si assiepa un centinaio di persone ad ascoltare lo storico, a testimoniarle insieme la necessità della verità.

Tutti hanno rivendicato, nessuno si è vantato

portelliBasta revisionismi, basta falsi, basta riscritture della storia. Intanto, dice Portelli, “Siamo qui per fare i conti con questa storia. Non ho mai sentito nessun partigiano non rivendicare l’azione, ma non ho sentito nessun partigiano vantarsene. Prendere le armi, fare il combattente, significa sospendere alcuni valori. Una decisione che ha conseguenze lunghe. Lucia Ottobrini mi confessò: in quel periodo non parlavo con Cristo, ho ricominciato finita la guerra. E Carla Capponi: uccidere è contro natura, è uccidere una parte di se stessi. I partigiani dunque hanno vissuto con dolore la necessità di combattere, un atto contro la loro stessa umanità”.
Alessandro Portelli, gran conoscitore della cultura americana e di Bob Dylan, cita “Only a Pawn in Their Game”, solo una pedina nel loro gioco. “Sì, gli altoatesini erano pedine di un gioco che non avevano cominciato, una guerra che altri hanno ingaggiato. I partigiani però non sono stati pedine, nessuno si è difeso dicendo: abbiamo solo ubbidito agli ordini. I partigiani si sono ribellati all’imposizione, all’occupazione straniera: siamo un popolo sovrano, cittadini liberi”.

Fosse Ardeatine, i rifiuti sui resti

Alle Fosse Ardeatine, dopo aver fucilato 335 civili e militari, le Ss hanno fatto esplodere i cunicoli della cava, e sopra hanno sparso rifiuti per nascondere le tracce. “Un gesto simbolico: si vergognavano di quell’atto. Quella strage non è stato un atto barbaro, è stato un atto molto civilizzato. Hanno scelto: hanno fatto gli elenchi. Hanno rastrellato, subito dopo l’esplosione, un centinaio di persone che passavano in strada. Alcuni li hanno rilasciati, tutte le donne ad esempio, altri li hanno trattenuti, dopo aver scoperto precedenti politici. Un atto civilizzato: per farlo ci vuole l’apparto di uno stato moderno, gli archivi, la burocrazia, gli schedari”.
Tant’è che alle Fosse Ardeatine – e qui Portelli polemizza con le poco informate parole di Giorgia Meloni – c’è lo spaccato demografico di Roma, sono rappresentati tutti i quartieri e anche altre città. Civili e militari. Non li hanno uccisi perché italiani, ma perché avevano fatto qualcosa, erano qualcosa, e anche per caso. Cristiani e ebrei. Vecchi e giovani. Colti e analfabeti. Ricchi e poveri. Italiani e stranieri. “Ricordo Leone Blumstein, nato a Leopoli, Ucraina. Non era italiano: come tutti gli ebrei apparteneva a una nazione nemica. L’hanno ucciso perché era ebreo”. La vera unità nazionale e d’Europa è lì, in quel sacrario di periferia, le Fosse Ardeatine”. Lì dove i nazisti hanno sparso rifiuti.

Una strage inguardabile per i fascisti

Portelli a via RasellaPerché lo hanno fatto? Volevano dare una lezione alla città, terrorizzare i partigiani, la miriade di focolai di rivolta, e allora hanno fatto la strage, inventandosi la proporzione di 1 a 10. E continua: “E’ stata l’unica grande strage in una città europea. Ma poi quella strage non sono riusciti nemmeno a guardarla, e hanno cercato di nasconderla, trucidando persino un’incolpevole donna che era andata in quei prati per raccogliere cicoria e erbe commestibili. Ancora adesso è una strage inguardabile per la destra, che continua a buttarle sopra spazzatura e menzogne. Ecco, noi siamo qui per spazzare quei rifiuti, dare onore a quei morti. E alle donne, che hanno dovuto farsi carico della sopravvivenza della famiglia e della memoria dei loro cari. Il cui lutto è stato lavato, stirato e piegato e poi messo nel cassetto, in attesa dei processi e della verità giudiziaria”.
Poi si arrabbia, Portelli: “Vedete? Siamo qui, in via Rasella e io parlo delle Fosse Ardeatine. Effetto della falsa memoria: le Fosse Ardeatine sono frutto di una scelta politica e militare a seguito e non a causa, della battaglia di via Rasella. La risposta militare a un’azione di guerra”.

La Costituzione è antifascista

Non fu infatti solo l’esplosione della bomba (che però fece saltare tutte le cartucce e le bombe a mano che gli altoatesini si portavano dietro, armati fino ai denti com’erano, altro che canuti cantanti evocati da Ignazio La Russa). “Fu uno scontro a fuoco, lungo, che durò fin quando i partigiani non si sganciarono. Una vittoria militare in pieno centro, in pieno giorno, nel cuore di una città occupata dai tedeschi. Non sarà per caso che, da allora, cessarono i bombardamenti alleati”.
E’ inutile sostenere che la Costituzione non è antifascista, come dice il Presidente del Senato La Russa. La Costituzione prevede partiti, sindacati, elezioni e diritti per noi, cittadini sovrani. La Costituzione “comincia a nascere l’8 settembre, anche dai partigiani che hanno combattuto e sono morti”.
Certo, resta il lutto per i morti, tutti. Ma senza dimenticare i morti sotto i bombardamenti, in una guerra che non avevano scelto, i deportati, i rastrellati che non hanno più fatto ritorno. Vittime “di una guerra scatenata pensando di essere la razza superiore e che invece ci ha riempito di lutti”.

Il fascismo di oggi

via rasellaOggi, nel 2023, ancora dobbiamo combattere contro le falsità della destra, per cui, insiste Portelli, “attaccare la memoria e la moralità dell’azione partigiana è pietra fondante del revisionismo storico. E non è il revisionismo politico e morale ad aver portato i fascisti al governo? Guardate, non mi interessa che tolgano la fiamma e la bara dal simbolo del Msi: le tengano pure, così ci ricorderemo meglio da dove vengono e cosa vogliono. Ma qui si tratta del decreto Cutro, con cui si intende togliere diritti sacrosanti in nome di una strage di migranti. Si tratta dell’abolizione del reato di torture, giustificato dal fatto che senza torture la polizia non potrà più lavorare. Si tratta dei bambini a cui si toglie status e diritti perché i loro papà non piacciono a questo governo. Il fascismo che dobbiamo combattere non è quello antico, ma questo di oggi. Per questo dobbiamo ancora continuare a rimuovere i rifiuti sparsi sui luoghi della memoria. Via Rasella, Fosse Ardeatine, i luoghi della resistenza e della ribellione”.
Scriveva Pier Paolo Pasolini: “Non potranno mentire in eterno. Dovranno pur rispondere, prima o poi, alla ragione con la ragione, alle idee con le idee, al sentimento col sentimento. E allora taceranno: il loro castello di ricatti, di violenze, di menzogne crollerà”.

Sorgente: Via Rasella, le menzogne della destra. E l’orrore delle Fosse Ardeatine. Parla Portelli – Strisciarossa


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