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Fatti e numeri sugli stipendi di Orcel (Unicredit), Messina (Intesa Sanpaolo) e Donnet (Generali).

 

 

L’assemblea degli azionisti di Unicredit ha approvato venerdì scorso il Sistema incentivante 2022 di gruppo. Dunque, aumenti di stipendio in vista per i 935 manager della banca ma soprattutto per l’amministratore delegato, Andrea Orcel. Una novità che, sin dalla pubblicazione dei documenti in preparazione della riunione dei soci, aveva fatto discutere e fatto storcere la bocca – ad esempio – ai proxy advisor Iss e Glass Lewis e ricevuto invece la “benedizione” di azionisti storici come Fondazione Cariverona e Allianz. L’affaire Orcel aveva pure coinvolto la consigliera Jayne-Anne Gadhia che, secondo quanto rivelato dal Financial Times, avrebbe deciso di lasciare il board di Unicredit dopo essere stata accusata di aver rivelato alla stampa informazioni confidenziali. In quanto presidente del comitato nomine, tra gli incarichi di Gadhia c’era pure quello di supervisionare le retribuzioni del top management e di cercare il sostegno degli investitori.

Il compenso di Andrea Orcel sarà così di 9,75 milioni tra fisso e variabile se supererà nel 2023 i target. Alla proposta ha dato l’ok con il 69,10% del capitale presente (una percentuale superiore alle attese di alcuni analisti).

L’AUMENTO DI RETRIBUZIONE DI ORCEL

Nell’assemblea di venerdì scorso (presente il 68,88% del capitale) dunque, oltre a varare il bilancio 2022 e ad approvare gli altri punti all’ordine del giorno, i soci hanno detto sì alla nuova politica di remunerazione del gruppo. Per Orcel la possibilità di arrivare a uno stipendio compreso tra 9 e 10,5 milioni. La remunerazione fissa salirà a 3,25 milioni dai 2,5 milioni del 2022 (cifra su cui aveva già votato all’unanimità il board di Unicredit perciò la decisione non era soggetta al voto dell’assemblea) mentre il compenso variabile potrà arrivare fino a 6,5 milioni (solo in azioni) se verranno superati gli obiettivi del 2023, cifra che scenderà a 4,25 milioni se invece gli obiettivi verranno raggiunti (in quest’ultimo caso perciò la retribuzione complessiva, fisso più variabile, sarebbe la stessa dello scorso anno, ovvero 7,5 milioni). Va ricordato che lo scorso anno Piazza Gae Aulenti ha dato al banchiere romano – oltre alla remunerazione fissa di 2,5 milioni – anche un bonus di 5 milioni, sempre in azioni.

MA ANCHE PER MESSINA CI SONO GUADAGNI SUCCULENTI

Non guadagna tanto quanto Orcel ma ci sono stati aumenti anche per il numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. Come si legge nella Relazione sulla remunerazione – depositata in vista dell’assemblea del 28 aprile – nel 2022 Messina ha percepito un compenso complessivo di circa 4,9 milioni nel 2022. Nel dettaglio, ha ricevuto i 2,62 milioni della retribuzione fissa, di cui 2 milioni come direttore generale, 500mila euro come consigliere delegato e 120mila come consigliere di amministrazione. Va detto che la componente fissa della retribuzione del banchiere romano è invariata dal 2016 e tale resterà anche nel 2023. A questa cifra si aggiungono il premio annuale cash da 1,027 milioni e la componente in azioni ricevuta, pari a 1,299 milioni, a valere sui programmi di incentivazione precedenti. Nel complesso, dunque, ci si attesta a 4,946 milioni. Nella Relazione si legge che né a Messina né al resto del top management del gruppo è stato riconosciuto alcun premio a valere sul piano di incentivazione a lungo termine legato al Business Plan 2018-2021 perché, nonostante siano stati raggiunti i target, il valore dell’azione è rimasto al di sotto della soglia minima fissata prima della pandemia.

Per quanto riguarda però la remunerazione maturata da Messina nel 2022, e che gli sarà riconosciuta in parte nei prossimi anni, oltre alla quota fissa di 2,62 milioni c’è la componente variabile (in azioni) da 4,585, “ovvero il 175% della remunerazione fissa”. Questa parte gli è stata riconosciuta dal board perché “la performance complessivamente conseguita” lo scorso anno è stata pari al 120% del target. Dunque, “il rapporto tra remunerazione variabile e remunerazione totale” si attesta a 7,205 milioni ed “è pari a 64% e il rapporto tra remunerazione fissa e remunerazione totale è pari al 36%”.

PER DONNET RETRIBUZIONE IN CALO

Nel frattempo, però, c’è pure chi taglia. E’ il caso di Generali dove i pacchetti retributivi per il nuovo presidente, Andrea Sironi, e per il ceo, Philippe Donnet, “sono stati significativamente ridotti rispetto alla precedente politica di gruppo”. A dirlo è la presidente del Comitato remunerazioni, Diva Moriani, che ha scritto una lettera agli azionisti in vista dell’assemblea del 28 aprile per l’approvazione del bilancio 2022. Moriani evidenzia che, in tal modo, si è tenuto conto delle sollecitazioni degli investitori istituzionali e dei proxy advisor, a differenza di quanto accade nei gruppi concorrenti.

Nel 2023, e nei due anni successivi, per Donnet la retribuzione scenderà del 6,3% a 7 milioni rispetto ai 7,4 milioni che avrebbe ricevuto se la compagnia assicurativa avesse mantenuto il precedente trattamento senza tagliare la parte variabile. Nel 2022 il manager francese ha percepito 6,8 milioni in totale (5,9 milioni nel 2021, in aumento del 38,8% sul 2020 quando aveva destinato circa il 20% per l’emergenza pandemica) perché aveva uno stipendio fisso più basso; ad essi vanno aggiunti quasi 240 mila azioni, pari a 3,7 milioni di euro, ricevute nell’ambito del piano di co-investimento assegnato nel 2019. A Trieste calo della retribuzione, come si diceva, anche per Sironi: il compenso annuale scenderà del 20% rispetto agli 1,1 milioni che percepiva il suo predecessore Gabriele Galateri di Genola.

E NEL RESTO D’EUROPA?

Guardando oltre confine, ci sono anche altri numeri uno di banche che guadagnano cifre decisamente importanti. Per esempio c’è Ralph Hamers, ceo della svizzera Ubs, che si porta a casa fino a un massimo di 17,5 milioni. Ci sono poi Ana Botin, del Santander – con cui Orcel ha in corso una diatriba legale -, che invece si deve accontentare di 12,9 milioni, e Coimbatore Sundararajan Venkatakrishnan, americano nato in India, ad di Barclays, con 11 milioni. Più o meno allo stesso livello del ceo di Unicredit c’è Christian Sewing di Deutsche Bank con 9,9 milioni.

Sorgente: Non solo Orcel. Quanto guadagnano banchieri e assicuratori – Startmag


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