0 4 minuti 1 anno

Maxi multe contro gli eco-attivisti, Salvini gongola ma il reato c’è già

In Consiglio dei ministri il Ddl del ministro Sangiuliano. Sanzioni da 10 mila a 60 mila euro per chi imbratta e vandalizza beni culturali

Multe da 20 mila a 60 mila euro per chi «distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili» beni culturali o paesaggistici. Con annessa denuncia penale. Sanzioni che vanno invece da 10 mila a 40 mila euro per chi deturpa o imbratta. E c’è poi il risarcimento da pattuire in sede penale o civile.

Ben lungi dal prendere in considerazione le provocazioni degli eco-attivisti e concentrarsi sulle misure da adottare per contrastare l’inquinamento atmosferico, il governo ha approvato ieri in Consiglio dei ministri un disegno di legge proposto dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, per punire severamente chiunque imbratti o vandalizzi opere d’arte e monumenti. In Parlamento, sul tema, sono depositate anche altre due proposte simili della maggioranza.

In teoria il ddl – che, ricorda Matteo Salvini, ricalca una «proposta di legge che la Lega aveva depositato a novembre» – è nato per sanzionare anche tifosi e turisti che compromettano o vandalizzino beni culturali. Ma i veri “perseguitati” sono i militanti ambientalisti, come quelli di Ultima Generazione, che negli ultimi tempi hanno messo in atto flash-mob di grande impatto visivo, imbrattando con vernice «lavabile» opere d’arte, monumenti e palazzi storici, come quello del Senato o Palazzo Vecchio a Firenze, sedi di istituzioni democratiche considerate dai militanti simbolo della mala gestione della crisi climatica. Il ddl prevede che i proventi di queste sanzioni possano essere usati dal Mic per riparare i danni causati da questi atti «vandalici».

Dura la reazione delle opposizioni. «Per il governo Meloni la soluzione universale, dai rave agli scafisti, fino agli attivisti che imbrattano i monumenti, è introdurre nuovi reati. Sarebbe utile che Nordio spiegasse ai colleghi che non serve a nulla. A meno che non sia un sosia di quello che l’ha sempre sostenuto», attacca la deputata Pd Anna Ascani, vicepresidente della Camera. «Siamo al grottesco – rincara la dose la senatrice dem Simona Malpezzi – La maggioranza, di fronte all’incapacità di gestire i dossier più importanti, dal Pnrr alle migrazioni, è costretta ogni giorno a inventarsi qualcosa per coprire i propri fallimenti. Peccato che a inizio 2022 sia entrato in vigore il ddl Franceschini-Orlando che ha introdotto nuove fattispecie di reato contro il patrimonio culturale e che, in particolare, punisce la distruzione, la dispersione, il deterioramento, il deturpamento, l’imbrattamento e l’uso illecito di beni culturali o paesaggistici». «Alla fine – ironizza il deputato Avs, Marco Grimaldi – riusciranno a fare solo il loro Pnrr: un Piano Nazionale di Repressione e Reazione». E pure il M5S non ci sta: «Prosegue la politica della distrazione di massa sull’evidente incapacità di affrontare i dossier più importanti».

Non si scoraggiano invece i militanti di Ultima generazione che considerano «molto incoraggiante vedere che la protesta inizia a sortire i suoi effetti: la disobbedienza civile sta funzionando, si sentono minacciati. La repressione – affermano – è la prima risposta ma non ci spaventa».

Sorgente: ilmanifesto.ithttp://ilmanifesto.it


Scopri di più da NUOVA RESISTENZA antifa'

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.