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‘La battaglia è ancora in corso’, dice lo stato maggiore ucraino

L’esercito ucraino ha affermato di avere ancora il controllo di Bakhmut.

La precisazione fa seguito all’annuncio fatto ieri sera dal capo dei mercenari Wagner Yevgeny Prigozhin di avere conquistato la cittadina del Donbass, da tempo teatro di furiosi combattimenti.

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La sfibrante battaglia per Bakhmut, secondo la compagnia di mercenari Wagner, si è ufficialmente conclusa. A darne l’annuncio nel cuore della notte è stato Yevgeny Prigozhin, che ha postato un video in cui ha affermato che la bandiera russa è stata issata sull’edificio dell’amministrazione comunale della cittadina del Donbass, da mesi teatro di furiosi combattimenti con gli ucraini. “Tecnicamente, controlliamo la città”, mentre il “nemico è rimasto nei quartieri occidentali”, ha aggiunto lo ‘chef di Putin’. Con un gesto ancora più plateale: dedicare questa vittoria al blogger ultranazionalista Vladlen Tatarsky, ucciso alcune ore prima in un attentato in un caffè di San Pietroburgo. I due erano considerati vicini, accomunati dalle aspre e ripetute critiche mosse contro i comandi militari di Mosca per gli scarsi successi nell’offensiva in Ucraina. L’annuncio di Prigozhin è arrivato dopo che Kiev ha rivelato di aver pronto un piano in 12 punti per riprendersi la Crimea. Il capo del consiglio per la sicurezza nazionale Oleksy Danilov ne ha delineato le tappe principali a partire dall’abbattimento del ponte di Kerch che collega la penisola alla Russia. Il piano emerge alla vigilia della preannunciata controffensiva di primavera con cui i comandanti ucraini ambiscono a sfondare le linee russe, mentre le forze di Mosca vengono date a tratti in difficoltà. I segnali di cedimento indicati dall’intelligence però non sembrano ad oggi essere tali da determinare significativi cambiamenti negli equilibri sul terreno. Così il ‘piano per la Crimea’ assume una valenza più politica che militare al momento: nell’auspicio di segnare un vantaggio sul campo di battaglia e di procedere poi con una serie di misure che il governo di Kiev intende adottare una volta che avrà ripreso il controllo della penisola annessa unilateralmente da Vladimir Putin nel 2014. Dalla distruzione quindi del ponte strategico di Kerch, che taglia l’omonimo stretto nel Mar Nero – già danneggiato da un camion bomba lo scorso ottobre – alle sanzioni verso gli ucraini che hanno lavorato per l’amministrazione nominata da Mosca, come la perdita della pensione o l’essere banditi da impieghi nel settore pubblico fino a vere e proprie condanne penali. Secondo il piano illustrato da Danilov, inoltre, tutti i cittadini russi che si sono trasferiti in Crimea dopo il 2014 dovrebbero essere espulsi e tutti gli accordi immobiliari stipulati sotto il dominio russo annullati. Una prospettiva che rimanda anche allo scenario perseguito da Kiev, quando afferma – come ribadito fino ad oggi – che non intende avviare negoziati con la Federazione Russa se non con il ritorno ai confini del 1991. Al fronte le forze ucraine si preparano ad utilizzare le nuove dotazioni militari occidentali per sferrare la controffensiva di primavera e che anche le ultime indicazioni indicano come imminente. Forniture, come ad esempio i carri armati, che potrebbero servire a tenere la difesa – pur stremata – della città di Bakhmut, nonostante i proclami di vittoria dei Wagner. Secondo le forze armate di difesa, inoltre, l’esercito russo è stato costretto a ritirarsi da alcune posizioni in direzione di Donetsk, proprio dove le truppe ucraine stanno installando posizioni difensive. Fallimenti e insuccessi delle forze di Vladimir Putin in Donbass sottolineati anche dal think tank americano Institute for the study of the war, che potrebbero preludere anche a cambiamenti ai vertici militari. “Fonti russe, ucraine e occidentali hanno osservato che l’offensiva invernale russa non è riuscita a raggiungere gli obiettivi del Cremlino di impadronirsi di tutte le regioni di Donetsk e Lugansk entro il 31 marzo” come avevano programmato, scrive nel suo ultimo report Isw, precisando quindi che “la Russia potrebbe presto effettuare una sorta di rimpasto del suo comando militare di alto livello a causa della fallita offensiva invernale” in Ucraina. L’intelligence britannica, ad esempio, ha già dato in bilico la posizione del capo di stato maggiore russo, Valerij Gerasimov.

 

Sorgente: Kiev smentisce presa di Bakhmut annunciata da Prigozhin – Mondo – ANSA


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