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Attenzione verso la Bce che domani alzerà i tassi. Milano cede oltre 3 punti, Tokyo piatta. Svb, la Fed valuta regole più severe. Grande spostamento di depositi verso le banche Usa too big to fail: 15 miliardi a BofA. Bankitalia: debito pubblico in calo a gennaio

I listini ancora in preda dell’incertezza dopo il lunedì nero che ha tramortito soprattutto le banche europee, a causa dell’onda lunga del fallimento della Silicon Valley Bank e di Signature negli Stati Uniti. Ieri è andato in scena un importante – per quanto parziale – recupero degli indici. Oggi la giornata dell’Europa è partita cauta, ma poi sono prevalse le vendite ancora sul comparto bancario. Una tendenza che, al solito, penalizza Piazza Affari più delle altre. L’attenzione si concentra, ora, sulla reazione delle Banche centrali alla crisi americana: domani tocca alla Bce, che dovrebbe confermare il rialzo di 50 punti base del costo del denaro nonostante le nuove preoccupazioni. Menzione particolare per il Credit Suisse: il maggior azionista Saudi National Bank dice che non sosterrà la banca aumentandone il capitale, provocando un capitombolo del 20% e oltre alla borsa di Zurigo. Dagli Usa, intanto, rimbalza attraverso il Wall Street Journal l’idea che la Fed stia ripensando una serie di proprie regole relative alle banche di medie dimensioni in seguito al crollo della Silicon Valley Bank e della Signature Bank, estendendo potenzialmente le restrizioni che attualmente si applicano solo alle più grandi aziende di Wall Street. Sono in fase di revisione una serie di requisiti patrimoniali e di liquidità più severi, oltre a misure per rafforzare gli “stress test” annuali che valutano la capacità delle banche di resistere a un’ipotetica recessione. Le regole potrebbero riguardare gli istituti con attività comprese tra i 100 e i 250 miliardi di dollari, che attualmente sfuggono ad alcuni dei requisiti più stringenti. La Fed e altri regolatori bancari avevano imposto molte nuove regole alle banche in risposta all’ultima crisi finanziaria. Tuttavia i legislatori nel 2018 (amministrazione Trump) ne hanno annullate alcune alzando la soglia in modo che gli standard più onerosi si applicassero alle aziende con oltre 250 miliardi di dollari di attività.

Piazza Affari affonda con i titoli bancari

La Borsa di Milano affonda spinta al ribasso dai titoli dei bancari. Pesa ancora il caso Silicon Valley Bank. Gli occhi sono puntati anche sulla riunione della Bce che domani dovrà decidere sul nuovo rialzo dei tassi. L’indice Ftse Mib cala del 4%. A picco le banche con Unicredit che cede il -7%, Banco Bpm e Intesa Sanpaolo oltre il 6% e Finecobank il 6%.

I sauditi negano supporto finanziario, Credit Suisse crolla del 22%

Credit Suisse crolla in Borsa dopo la posizione del maggior azionista Saudi National Bank che ha escluso la possibilità di fornire supporto finanziario in caso ulteriori richieste di liquità. Il titolo della banca svizzera cede il 22% a 1,74 franchi.

Sospensioni sulle banche di Piazza Affari

La Borsa di Milano (-3,4%) scivola ancora, in linea con gli altri listini europei. A Piazza Affari raffica di sospensioni in asta di volatilità per le banche. Tra queste Unicredit con un calo teorico del 7%, Mps -6%, Banco Bpm -5,4%, Bper -4,6%.

Atlantia diventa Mundys: “Cinque anni per diventare leader mondiale delle infrastrutture”

Atlantia, la holding controllata dalla famiglia Benetton, cambia nome e diventa Mundys. L’annuncio l’ha fatto Alessandro Benetton, presidente di Edizione, nel corso dell’evento New Journey dedicato alla società. “Voglio sottolineare che non si tratta di un vestito nuovo su un corpo vecchio, ma di sancire un progetto studiato per più di un anno”, un progetto che “è fatto di discontinuità e innovazione”. Al fianco dei Benetton c’è Blackstone, “impegnata ad apportare nuovo capitale in Mundys, assieme a Edizione, in caso di nuove acquisizioni”. E’ quanto ha indicato il numero uno in italia del fondo internazionale, Andrea Valeri. La neonata viene da Atlantia a valle dell’Opa lanciata da Edizione-Blackstone e conclusasi con il delisting della società, Valeri ha detto: “E’ stato un percorso lungo, ma alla fine ce la abbiamo fatta, le prime impressioni dal punto di vista degli asset sono eccelse”. L’obiettivo di Mundys “è diventare, in 5 anni, il primo gruppo mondiale del settore infrastrutturale, investendo in innovazione, sostenibilità e qualità dei servizi al passeggero”, dice la società.

 

Le Borse peggiorano, scivolano ancora le banche

Le Borse europee scivolano, con gli investitori che guardano alla prossima riunione della Bce in programma domani. Sotto i riflettori anche l’evoluzione del crollo di Silicon Valley Bank e gli eventuali sviluppi per le banche regionali americane. Girano in calo i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund sale a 192 punti, con il tasso del decennale italiano al 4,2%. L’indice d’area stoxx 600 cede l’1,6%, appesantito dalle banche (-4,1%). Tra i principali listini sono in netto calo Parigi (-2,2%), Madrid (-2,5%), Francoforte (-1,7%) e Londra (-1,5%). Sul fronte valutario l’euro scende a 1,0671 sul dollaro.

Terna, piano di sviluppo decennale da 21 miliardi di investimenti

Terna accelera su transizione ecologica e digitale con oltre 21 miliardi di euro di investimenti nei prossimi 10 anni, fissati nel Piano di Sviluppo 2023, pari al 17% in più rispetto al precedente piano. Tra gli obiettivi indicati “accelerare la transizione energetica, favorire la decarbonizzazione del Paese, ridurre la dipendenza dalle fonti di approvvigionamento estere, rendere il sistema elettrico italiano sempre più sostenibile sotto il profilo ambientale”. Calcolando l’intera vita delle opere inserite nel piano, oltre l’orizzonte decennale, spiega Terna, l’ammontare totale degli investimenti supererà i 30 miliardi.

Debito in calo a gennaio: per Bankitalia è a 2.756 miliardi

A gennaio in calo il debito pubblico. Come si legge in una nora della Banca d’Italia è risultato pari a 2.756,5 miliardi. La diminuzione (6 miliardi) rispetto al valore di dicembre 2022 riflette le minori disponibilità liquide del Tesoro (8,8 miliardi, a 34,7), parzialmente compensate dal fabbisogno (1,8 miliardi) e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (1 miliardi).

Borse Ue in calo con energia e banche

Le Borse europee proseguono in calo alla vigilia della riunione della Bce. Dopo i timori di contagio per effetto del crollo della Silicon Valley Bank, l’attenzione degli investitori si concentra sulle mosse delle banche centrali sul fronte degli ulteriori rialzi dei tassi. In lieve tensione i rendimenti dei titoli di Stato, in particolare quelli a due anni. L’indice d’area Stoxx 600 cede lo 0,7%. Nel Vecchio continente maglia nera per Milano (-1,4%). In calo anche Parigi e Madrid (-0,9%), dopo il dato sull’inflazione in aumento, Londra (-0,7%), Francoforte (-0,5%). I principali listini sono appesantiti dall’energia (-2%), con il prezzo del petrolio in netto rialzo. Il Wti si attesta a 72,12 dollari al barile (+1,1%) e il Brent a 78,29 dollari (+1%). In calo anche le banche (-1,5%), con Societe Generale (-3,4%), Bnp Paribas (-3,3%), Ing (-2,5%) e Credit Agricole (-2,2%). Seduta negativa anche per le auto (-0,8%) e il comparto tecnologico (-0,6%).  In rialzo le utility (+0,2%), con il prezzo del gas in rialzo. Ad Amsterdam le quotazioni salgono dello 0,8% a 44,5 euro al megawattora. Positive le Tlc (+0,3%). Sul fronte valutario poco mosso l’euro che passa di mano a 1,0720 sul dollaro. in calo l’oro a 1.888 dollari l’oncia e l’argento a 21,63 dollari (-0,2%).

Apertura debole per le Borse europee

Apertura in calo per le principali Borse europee in attesa del direttivo della Bce di domani che dovrà decidere un nuovo aumento dei tassi di interesse. A Francoforte il Dax cede lo 0,30% a 15.187,45 punti, a Londra l’Ftse 100 lascia sul terreno lo 0,35% a 7.610,50 punti e a Parigi il Cac 40 lo 0,42% a 7.111,68 punti. A Madrid l’Ibex-35 perde lo 0,49% a 9.113,74 punti e l’Ftse Mib di Milano segna -0,30%.

Leonardo, intesa con Uk e Giappone per l’elettronica per il nuovo caccia

Leonardo ed Elettronica per l’Italia, Leonardo Uk per il Regno Unito e Mitsubishi Electric in rappresentanza del Giappone, hanno firmato al salone Dsei Japan “l’accordo di collaborazione tra partner industriali internazionali nell’elettronica avanzata per il ‘Global Combat Air Programme”, il programma di Italia, Regnio Unito e Giappone per l’aereo fighter di sesta generazione. “I team – spiega una nota – collaboreranno per dare forma al dominio ISANKE & ICS, l’elettronica avanzata a bordo della piattaforma GCAP che fornirà all’equipaggio del velivolo un livello avanzato di superiorità informativa e di capacità di auto-protezione”.

Borse Ue verso avvio piatto

Le Borse europee sono indirizzate verso una partenza poco mossa a giudicare dai contratti future sui principali indici (piatti su Eurostoxx, -0,04% su Ftse Mib) anche se, dopo il rimbalzo della sessione precedente, l’umore degli investitori non ha trovato grande conforto nei dati cinesi: nei primi due mesi dell’anno le vendite al dettaglio sono tornate a crescere (+3,5% annuo) ma in linea con le previsioni, mentre l’incremento della produzione industriale nello stesso periodo (+2,4% annuo) è stato leggermente inferiore alle previsioni. I listini cinesi stanno comunque mostrando indici in salita sostenuti dal recupero delle banche, mentre Tokyo ha chiuso piatta. Sul fronte macroeconomico, in calendario i dati di febbraio dei prezzi alla produzione e delle vendite al dettaglio Usa, domani il meeting Bce e le decisioni sui tassi di interesse. Il cambio tra euro e dollaro allunga a 1,074 (da 1,0719). Rimbalzo per i prezzi del petrolio con il Brent e il Wti che salgono di oltre un punto percentuale, rispettivamente a 78,4 dollari al barile nella consegna maggio e a 72,3 dollari al barile nella scadenza aprile: il movimento è favorito dall’outlook dell’Opec che prevede un incremento della domanda cinese. Gas naturale in calo ad Amsterdam a 43,7 dollari (-1%).

Cina, salgono vendite e investimenti nei primi due mesi dell’anno

L’attività economica della Cina mostra segnali di ripresa nei primi due mesi del 2023 dopo lo stop alle restrizioni anti-Covid: le vendite al dettaglio salgono del 3,5% annuo, in linea con le attese e più del -1,8% di dicembre, mentre gli investimenti in immobilizzazioni crescono del 5,5% (a 5.360 miliardi di yuan, circa 800 miliardi di dollari), oltre il 4,4% atteso e dopo il 5,1% dell’intero 2022. La produzione industriale sale del 2,4% (le attese erano a +2,6%), ma accelera sul +1,3% di dicembre. Peggiora la disoccupazione urbana, ai massimi da novembre: 5,6% a febbraio da 5,5% di gennaio, con la fascia 16-24 anni salda al 18%.

Borse asiatiche superano la crisi Svb

Le Borse asiatiche superano i timori di un eventuale contagio dopo la vicenda della Silicon Valley Bank e chiudono la seduta in rialzo. Resta alta l’attenzione per le prossime mosse delle banche centrali anche alla luce del dato dell’inflazione negli Stati Uniti. Positivi i future dei principali listini europei e quelli degli Usa. Poco mossa Tokyo (+0,03%). Sul mercato dei cambi lo yen si rivaluta leggermente sul dollaro a un livello di 134,60, mentre recupera terreno sull’euro a 144,50. A contrattazioni ancora in corso corrono Hong Kong (+1,3%) e Seul (+1,3%). Bene anche Shanghai (+0,6%), Shenzhen (+0,2%) e Mumbai (+0,3%). Sul fronte macroeconomico in arrivo l’indice dei prezzi all’ingrosso della Germania, l’inflazione della Francia e la produzione dell’Eurozona. Dagli Stati Uniti attese le vendite al dettaglio, l’indice dei prezzi alla produzione e la variazione settimanale delle scorte di petrolio (Eia).

Chiusura piatta per Tokyo

Chiusura piatta per la Borsa di Tokyo. Le preoccupazioni per il settore bancario statunitense si sono attenuate e l’attenzione degli investitori è tornata sull’inflazione. L’indice di riferimento Nikkei 225 è salito dello 0,03% a 27.229,48, mentre il Topix ha chiuso in rialzo dello 0,65% a 1.960,12.

Svb, è Bank of America la vincitrice della crisi: 15 miliardi di nuovi depositi

La crisi di Silicon Valley Bank e il timore per le banche regionali hanno creato un flusso di depositi verso gli istituti maggiori, quelli vigilati da regole più severe e per questo ritenuti più sicuri a fronte del crac di Svb. A vincere, dalla vicenda, pare esser BofA che secondo quanto riporta Bloomberg ha visto un afflusso di 15 miliardi di dollari nei pochi giorni del fallimento Svb. Anche JpMorgan, Citi e Wells Fargo hanno ricevuto depositi da parte di nuovi clienti, per quanto siano ancora oscure le cifre.

Sorgente: Borse oggi 15 marzo: dopo la crisi Svb, la Fed valuta regole più severe – la Repubblica


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