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Il Pd ha presentato un’interrogazione ai ministri Piantedosi e Giorgetti chiedendo risposte sul riciclaggio di denaro dall’Italia a Pechino frutto di proventi anche delle mafie e degli evasori fiscali

di Giuliano Foschini, Antonio Fraschilla

Il caso della banca “segreta” cinese finisce in Parlamento. Il Partito democratico – primo firmatario il senatore Enrico Borghi, membro del Copasir – ha infatti presentato un’interrogazione al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, e a quello delle Finanze, Giancarlo Giorgetti chiedendo risposte dopo l’inchiesta di Repubblica del 5 marzo scorso. “È emerso – si legge nell’interrogazione – l’esistenza di un sistema, diffuso su tutto il territorio nazionale, per riciclare denaro attraverso trasferimenti illeciti verso la Cina e, in taluni casi, restituzione di denaro contante sul territorio nazionale. Questo sistema configura una vera e propria banca clandestina con una significativa capacità di penetrazione nel tessuto economico italiano e altrettanto significativa capacità di interazione con la criminalità organizzata”.

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“La banca clandestina” scrive il Pd, riprendendo l’inchiesta di Repubblica “offrirebbe a imprenditori cinesi operanti in Italia la possibilità di trasferire clandestinamente in Cina i proventi delle proprie attività, eludendo la fiscalità italiana, con una movimentazione complessiva di denaro quantificata tra 1 e 2 miliardi di euro all’anno; ciò si accompagna a un significativo crollo delle rimesse ufficiali verso la Cina, rilevato dalla Banca d’Italia (dai 5 miliardi del 2017 ai 9 milioni del 2021)”. “In secondo luogo – si legge ancora nell’interrogazione – il sistema avrebbe offerto a imprenditori italiani la possibilità di riciclare i proventi frutto di operazioni in nero, finalizzate all’evasione dell’Iva mediante una complessa serie di passaggi attraverso società fittizie e trasferimenti illeciti – talora in contante – da e verso l’Italia. In terzo luogo, il sistema avrebbe offerto analoghe possibilità di riciclaggio di denaro a soggetti legati alla criminalità organizzata”.

Un quadro, dice il Partito democratico, che “descrive un preoccupante intreccio tra il sistema di trasferimenti clandestini e reati di natura fiscale legati all’evasione” e che “pone una questione sistemica legata ad una più efficiente regolazione e attuazione dei controlli in tema di evasione fiscale”. Da qui la richiesta di intervento al Governo. Una posizione condivisa anche dall’ex ministro Peppe Provenzano, pronto a portare il caso in commissione antimafia. “Perché – dice – la lotta alla corruzione e al riciclaggio resta la priorità in un Paese in cui proliferano evasione, mafie e alleanze nell’ombra”.

 

Sorgente: Inchiesta di Repubblica sulla banca segreta cinese, il caso finisce in Parlamento e all’Antimafia – la Repubblica


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