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La Cina vuole concentrare tutte le competenze sui dati in un’unica, nuova agenzia: si occuperà di governance e di cybersicurezza. Ecco cosa sappiamo

Stando alle fonti del Wall Street Journal, la Cina ha intenzione di creare un’agenzia centrale dedicata alla gestione dei flussi di dati dentro e fuori il paese.

COSA SAPPIAMO

Pechino andrà così a convogliare in un unico ufficio le competenze attualmente sparse tra una moltitudine di entità diverse, inclusa la Cyberspace Administration of China, l’agenzia che si occupa di monitorare e censurare i contenuti sull’Internet nazionale.

La nuova agenzia dovrebbe venire discussa e approvata durante il Congresso nazionale del Partito comunista, che si terrà il 13 marzo.

XI VUOLE PIÙ CONTROLLO

Negli ultimi anni la Cina ha insistito parecchio sulla necessità di rafforzare il controllo statale sulle grosse – e preziose: sono il nutrimento per l’intelligenza artificiale, ad esempio – quantità dati generate da alcuni settori produttivi, a cominciare ovviamente dall’industria digitale.

Parallelamente, spiega Bloomberg, il presidente Xi Jinping vuole consolidare la presa del Partito comunista sull’economia, la seconda più grande al mondo, modificando l’apparato burocratico e fornendo al governo maggiori capacità di influenza sulle società private.

COME VA L’ECONOMIA DELLA CINA

L’economia della Cina sta attraversando però un momento molto particolare. Nel 2022 ha registrato il tasso di crescita più basso in quasi quarant’anni, a causa principalmente della rigida politica di contenimento dei contagi da coronavirus (la cosiddetta “zero-COVID”). E si ritrova a dover fronteggiare le misure imposte dagli Stati Uniti per limitarle l’accesso alle tecnologie avanzate, come i microchip.

LA DIFFIDENZA VERSO LE BIG TECH CINESI

Le autorità cinesi guardano con una certa diffidenza le società tecnologiche private, come Ant Group e Didi Global, che raccolgono enormi quantità di dati (big data, in gergo) sull’attività online e sugli spostamenti di cittadini e funzionari governativi.

Pechino ha così avviato, dall’ottobre 2020, una “campagna di rettificazione” nei confronti di queste aziende con l’obiettivo di riportare il settore digitale sotto il controllo statale. La stretta normativa è stata allentata solo nei mesi scorsi, probabilmente per non penalizzare ulteriormente un comparto decisivo per l’economia.

COSA FARÀ L’AGENZIA CINESE DEI DATI

La nuova agenzia di regolazione per i dati avrà l’autorità per indagare sull’utilizzo nocivo degli algoritmi (in modo da contrastare la dipendenza da Internet, ad esempio), per identificare vulnerabilità di sicurezza informatica e per stabilire se le aziende multinazionali presenti in Cina possano inviare all’estero i dati raccolti nel paese.

Il Wall Street Journal scrive che non è chiaro in che modo le entità esistenti, come la la Cyberspace Administration of China e il ministero dell’Industria e delle tecnologie dell’informazione, si rapporteranno alla nuova agenzia.

Sorgente: Ecco il piano della Cina per accentrare il controllo sui dati – Startmag


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