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di Redazione Online, Luca Angelini, Marta Serafini

Un violentissimo terremoto ha colpito la Turchia nella notte tra domenica e lunedì. Il calciatore Atsu, ex Chelsea, estratto vivo dalle macerie. Morto invece il portiere Ahmet Eyup Tuerkaslan, del Malatyaspor. Erdogan ha proclamato 7 giorni di lutto nazionale

Un terremoto di grado 7,9 ha scosso la Turchia e la Siria ed è stato avvertito distintamente anche in Libano e Israele.
• Il conteggio delle vittime continua a salire: siamo a oltre 5.000 morti e 20 mila feriti.
• Putin: «Presto soccorsi russi in Siria». Pronta a partire anche una squadra dei vigili del fuoco italiani.

Ore 11:56 – Sale a 3.432 bilancio vittime del sisma in Turchia

Almeno 3.432 persone hanno perso la vita in Turchia a causa del terremoto che ha colpito il sud est del Paese e il nord della Siria. Lo rende noto l’agenzia per le emergenze e i disastri turca Afad, come riporta Anadolu, facendo sapere che i feriti sono 21.103.

Ore 11:09 – Aiuti Onu bloccati per i danni alle strade

Il flusso di aiuti delle Nazioni Unite dalla Turchia al nord-ovest della Siria si è temporaneamente interrotto a causa dei danni provocati alle strade dal violento terremoto e da altri problemi logistici, ha riferito un portavoce delle Nazioni Unite, citato dai media internazionali.

Ore 11:03 – Oms: Tre voli charter per Siria e Turchia con forniture mediche

Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime del sisma che si è verificato in Siria e Turchia durante il comitato esecutivo dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite. “Lavoreremo a stretto contatto con tutti i partner per sostenere le autorità turche e siriane nelle ore e nei giorni a venire, nei mesi e negli anni a venire, mentre entrambi i Paesi si riprendono e si ricostruiscono”, ha dichiarato, annunciando “tre voli charter per entrambi i Paesi” con forniture mediche, compresi kit chirurgici, dall’hub logistico umanitario di Dubai.

Ore 10:49 – Sisma, sbarcato in Turchia team vigili del fuoco italiani

E’ sbarcato ad Adana, in Turchia, alle 6 ora italiana il contingente dei vigili del fuoco italiani inviato in soccorso alla popolazione colpita dal terremoto di ieri. Trasportato con un aereo C130 dell’Aeronautica Militare, partito nella tarda sera di ieri da Pisa con scalo a Pratica di Mare, è composto da 50 vigili del fuoco dei team Usar di Toscana e Lazio. Si tratta di personale specializzato per la ricerca di dispersi sotto le macerie, che ha operato nelle analoghe emergenze in Italia e all’estero. Nel gruppo, 11 sanitari e 6 unità del Dipartimento della Protezione civile.

Ore 10:47 – Sisma Turchia-Siria: Oms, 23 milioni di persone colpite

Fino a 23 milioni di persone potrebbero essere colpite dal violento terremoto che ha ucciso migliaia di persone in Turchia e Siria, ha affermato oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). «Le mappe generali dell’evento mostrano che potenzialmente 23 milioni di persone sono esposte, tra cui circa cinque milioni di persone vulnerabili», ha dichiarato Adelheid Marschang, responsabile delle emergenze dell’Oms, al comitato esecutivo dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite.

Ore 10:36 – Sisma Turchia-Siria, acquisite prime immagini satellitari

Sono state acquisite le prime immagini satellitari delle aree più colpite dal terremoto che ieri ha colpito Turchia e Siria e saranno disponibili tra qualche ora, dopo le attività di processamento. Sono relative a 20 aree di interesse, ovvero molti dei principali centri abitati colpiti dal sisma. L’italiana Egeos, che coordina dal 2012 il servizio europeo Copernicus Rapid Mapping ideato per mettere rapidamente a disposizione le immagini satellitari in caso di disastri o emergenze, ha comunicato che i satelliti stanno acquisendo proprio in queste ore le prime immagini ma sulla loro qualità pesa l’incognita delle condizioni meteo.

Ore 09:58 – In Turchia salvate 8.000 persone

Oltre 8.000 persone sono state salvate in Turchia dopo il terremoto che ha colpito il sud est del Paese. Nella notte ci sono state 312 scosse di assestamento e l’attività sismica nella zona resta alta. Lo ha detto il vice presidente turco Fuat Oktay, come riporta la tv di Stato Trt.

Ore 09:52 – Il bilancio delle vittime sale a 5.016

Sale ad almeno 5.016 il bilancio dei morti del devastante terremoto in Turchia e Siria: salgono a 3.419 le persone che hanno perso la vita nel sisma che ha colpito il sud est del Paese mentre l’ultimo bilancio siriano è di 1598, secondo le ong. In Turchia, ha aggiunto il vice presidente turco Fuat Oktay, come riporta Anadolu, i feriti sono 20.534.

Ore 09:47 – Vice presidente Oktay: 3.419 morti in Turchia

È salito a 3.419 il numero dei morti accertati in Turchia dopo il terremoto che ha colpito le regioni meridionali del Paese. Lo ha dichiarato il vice presidente turco Oktay nel corso di una conferenza stampa.

Ore 09:31 – Ong: «In Siria i morti salgono a 1597»

Sono 1597 i morti in Siria a causa del devastante terremoto abbattutosi ieri nel sud della Turchia e nella Siria centro-settentrionale. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, che aggrega i dati provenienti dalle regioni colpite di Hama, Idlib, Aleppo e Latakia, sia nei territori sotto controllo governativo sia nelle aree sotto influenza turca.

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Ore 09:21 – Incendio al porto di Iskenderun colpito dal sisma

Un grande incendio sta divampando da ieri notte nel porto di Iskenderun (Alessandretta), località costiera del sud est della Turchia, e vicina al confine con la Siria, colpita dal terremoto. Lo rendono noto vari media locali secondo cui il fuoco potrebbe avere avuto origine a causa della caduta di alcuni container nel porto provocata dal sisma ma il motivo dell’incendio non è ancora stato ufficialmente determinato.

Ore 09:14 – Secondo l’Oms i morti potrebbero essere oltre 20 mila

Il bilancio delle vittime potrebbe salire a più di 20.000: lo ha dichiarato ad AFP Catherine Smallwood, responsabile delle emergenze per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. «Con i terremoti si verifica sempre la stessa cosa: i rapporti iniziali sul numero di persone morte o ferite aumentano in modo significativo nella settimana successiva».

Ore 09:07 – Rabbia sui social, i soccorsi non arrivano a Hatay

Rabbia dei cittadini nella provincia della Turchia meridionale di Hatay che sui social denunciano il fatto che i soccorsi non sono riusciti a raggiungere l’area. Lo riferisce la corrispondente del Guardian nel Paese. Nella città il terremoto ha raso al suolo diversi edifici governativi, tra cui la sezione locale dell’agenzia turca per i soccorsi, l’Afad. Un testimone ha riferito che «non ci sono squadre di soccorso della gestione turca dei disastri e delle emergenze a Hatay. Le persone stanno cercando di estrarre i propri cari intrappolati sotto le macerie. Fa freddo, piove, manca l’elettricità». Un membro della sua famiglia è intrappolato sotto una pesante lastra di cemento, da ore in attesa dei soccorritori.

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Ore 08:42 – Tajani: «Non sappiamo dove fosse italiano ricercato»

L’italiano che ancora per la Farnesina è da cercare in Turchia era «nell’area colpita dal terremoto. Non abbiamo notizie precise di dove esattamente stesse nel momento in cui c’è stato il sisma». Lo spiega Antonio Tajani, parlamentare di Forza Italia e Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ad Agorà su Rai Tre.

Ore 08:34 – Registrate 243 scosse di assestamento

Sono 243 le scosse di assestamento registrate lungo la zona di confine tra Turchia e Siria dopo il sisma della notte di ieri. A renderlo noto è stato questa mattina Yunus Sezer, a capo dell’Autorità per la gestione delle emergenze turca, Afad.

Ore 08:28 – Ad Adana salvate 3 persone sepolte sotto le macerie

Tre persone sono state salvate durante la notte ad Adana, una delle zone del sud est della Turchia colpite dal terremoto, dopo essere restate intrappolate sotto le macerie per quasi 15 ore. A dirlo un rappresentante dell’agenzia turca per i disastri e le emergenze Afad impegnato nelle operazioni di soccorso facendo sapere che, qualche ora dopo la prima scossa di terremoto di magnitudo 7,9, in tutto 12 persone erano rientrate nel palazzo di 14 piani dove abitavano per prendere dei vestiti ma in quel momento, verso le 13 ora locale, l’edificio è completamente crollato a causa di una seconda scossa di magnitudo 7.6 e sono rimaste intrappolate tra le macerie. Sono attualmente in corso le operazioni per tentare di salvare le altre persone.

Ore 08:13 – Sale a 4.890 bilancio vittime in Turchia e Siria

Sale a a 4.890 il numero totale delle vittime del potente terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria, secondo i dati ufficiali.

Ore 08:10 – In Turchia 20.426 feriti, 5.775 edifici distrutti

L’agenzia per le emergenze e disastri turca Afad ha reso noto che i feriti sono 20.426, gli edifici distrutti 5.775, a causa del terremoto che ha colpito il sud-est del Paese ieri notte.

Ore 08:08 – Tajani: «Si cerca ancora un italiano in Turchia»

«L’Unità di Crisi del ministero degli Esteri ha rintracciato tutti gli italiani che erano nella zona del sisma, tranne uno. Si sta cercando ancora un nostro connazionale, in Turchia per ragioni di lavoro. La Farnesina, fino ad ora, non è riuscita ad entrare in contatto con lui». Lo riferisce su Twitter il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all’indomani del potente sisma che ha scosso Turchia e Siria.

Ore 08:02 – Team di vigili del fuoco italiani arrivato questa mattina ad Adana

È sbarcato ad Adana, in Turchia, alle 6 ora italiana, il contingente dei vigili del fuoco inviato in soccorso alla popolazione colpita dal terremoto di ieri. Trasportato con un aereo C130 dell’Aeronautica Militare, partito nella tarda sera di ieri da Pisa con scalo a Pratica di Mare, è composto da 50 vigili del fuoco dei team Usar di Toscana e Lazio. Si tratta di personale specializzato per la ricerca di dispersi sotto le macerie, che ha operato nelle analoghe emergenze in Italia e all’estero. Nel gruppo ci sono anche 11 sanitari e 6 unità del Dipartimento della Protezione civile.

Ore 07:59 – Sale a 3.381 il bilancio dei morti in Turchia

Il bilancio delle vittime del terremoto in Turchia è salito a 3.381, secondo i dati ufficiali. L’aggiornamento precedente, durante la notte, era di 2.921 morti.

Ore 07:46 – I bimbi in pigiama, salvati dalle macerie

(Giusi Fasano) Bambini. Esserini salvi nell’incastro assurdo di enormi blocchi di cemento, piccole esistenze in bilico fra una trave e un tetto, vocine che invocavano aiuto sotto cumuli di macerie. Appena il rombo spaventoso di quel mostro ha fatto silenzio e la polvere si è posata, la prima parola d’ordine fra i superstiti è stata «bambini». Tutti a ripetersi l’un l’altro di «cercare i bambini» fra le case accartocciate. Ed eccoli, i piccoli salvati. Sono tantissimi e sono stati gli unici, ieri, capaci di strappare un sorriso o lacrime di gioia a chi li ha visti riemergere dai palazzi collassati.

(Qui l’articolo completo)

Ore 07:35 – «Li sentivo urlare, così ho salvato tre ragazzi»

Da manager di una società di export a soccorritore improvvisato. Non ci ha pensato due volte Kaan Özer, 22enne residente nella parte vecchia di Gaziantep, quella più colpita dal sisma. «Dopo la prima scossa, potente, sono caduti dei calcinacci e mi sono precipitato a portare fuori di casa mia sorella e mia madre, sembravano come paralizzate. In strada c’erano molte persone che correvano, alcune cercavano riparo dalla pioggia battente sotto un cornicione. Poi, quando è arrivata la seconda scossa, ho visto quel palazzo sbriciolarsi, urla e grida ovunque. Mi sono fiondato tra le macerie e sono riuscito non so come a portare fuori due ragazze e un giovane. Poi è stato un interminabile via vai di ambulanze, per l’ospedale ma anche verso il cimitero»

(Qui l’articolo completo con le voci dal dramma)

Ore 07:30 – La donna e i tre figli salvi dopo 28 ore sotto le macerie

Dopo 28 ore dal sisma, una donna e i suoi tre figli sono stati estratti dalle macerie di un edificio crollato nel distretto Nizip di Gaziantep, nel Sud della Turchia. Lo riportano i media turchi.

Intanto intorno all’edificio distrutto i parenti aspettano notizie dei loro cari ancora sotto le macerie. Le scosse di terremoto di ieri notte hanno colpito 10 province, con epicentro nella città meridionale di Kahramanmaras.

Ore 07:23 – Esiste il rischio di una «epidemia sismica»?

(Giovanni Caprara)
Quale è la causa del terremoto che sembra aver provocato uno scivolamento della placca Anatolica di circa tre metri?
Si è verificato uno scivolamento orizzontale, quindi sullo stesso piano, della placca Anatolica verso Sudovest rispetto alla placca Arabica. Ciò ha generato un tipo di faglia che i sismologi chiamano «transcorrente a bassa profondità» con un ipocentro, cioè il luogo in profondità in cui si scatena, tra i 15 e i 20 chilometri. In altre parole la Turchia nelle stime è scivolata in realtà di cinque-sei metri rispetto alla Siria. Il dato più preciso si avrà nei prossimi giorni dopo il rilevamento con i satelliti Sentinel dell’Esa e CosmoSkymed dell’Asi.

Come è cambiata l’area interessata dal sisma?
L’imponente lacerazione ha coinvolto una zona lunga 190 chilometri e larga 25 scuotendo violentemente il suolo e provocando una sequenza che ha raggiunto i due picchi più intensi a distanza di nove ore uno dall’altro. Ma in realtà la terra ha continuato a tremare e a distruggere con intensità spesso rilevante, intorno ai 5-6 gradi della Scala Richter. Intanto si è aggiunta pure un’infinità di sussulti minori, circa 200 già nelle prime ore.

Un fenomeno di tale intensità può durare a lungo nel tempo?
Sì, arrivando a manifestare una sorta di «epidemia sismica» prolungata, come qualcuno l’ha definita, che potrebbe proseguire per giorni, forse mesi se non anni, come in qualche caso è avvenuto nel passato. Impossibile prevederlo ma fino a quando l’energia accumulata non sarà liberata il fenomeno non si interromperà.

(Qui l’articolo completo)

Ore 07:01 – Il racconto da Adana

(Marta Serafini) «È morto mio fratello. È morta tutta quanta la mia famiglia». Singhiozza Azad mentre intorno a lui i soccorritori tirano via le macerie. «Stanno provando a estrarre Lina, mia nipote». Al telefono da Diyarbakir con un’amica conosciuta dieci anni fa, gira lo schermo del telefono e inquadra il lembo di una tutina rossa. Ore 4.17. La furia si sveglia. I fulmini squarciano il cielo. Poi la terra inizia a tremare. Si fermano le centrali elettriche, in molte zone salterà anche la connessione. È di magnitudo 7.8 il sisma che si abbatte sulla Turchia meridionale e sulla Siria settentrionale. Una potenza che equivale a quella di 130 bombe atomiche. Cinquecento volte più forte del terremoto di Amatrice del 2016. L’hanno sentito fino in Groenlandia.

A questo link l’articolo completo

Ore 07:00 – Il bilancio è destinato a salire

(Luca Angelini, da Prima Ora) Oltre 3.800 morti accertati mentre scriviamo queste righe. E saranno di più quando voi le leggerete. Il dramma del terremoto che, nella notte fra domenica e ieri, ha colpito la zona al confine fra Turchia e Siria, cresce di ora in ora. L’Organizzazione mondiale della sanità arriva a prevedere che, alla fine, il bilancio delle vittime possa arrivare a varie volte quello finora stimato. I feriti accertati sono già oltre 13 mila. Come dice un’infermiera turca impegnata nei soccorsi: «Siamo abituati ai terremoti, ma questo no, è diverso. Questo è l’apocalisse».

Cosa è successo?
Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), spiega a Giovanni Caprara: «È successo che quella che noi chiamiamo la placca araba si è mossa di circa 3 metri lungo una direzione Nordest-Sudovest rispetto alla placca anatolica». Risultato: una scossa di magnitudo 7.8 della scala Richter alle 4.17 turche (le 2.17 in Italia), seguita da un’altra di 7.5 alle 13.24, quando già si stava scavando tra le macerie. «L’energia sprigionata dalle due scosse più intense — sottolinea Doglioni — ha raggiunto livelli molto più alti di quella dei terremoti che hanno colpito negli ultimi decenni la l’Italia. Si è stimato che la prima era circa 500 volte più elevata di quella manifestata dal sisma di Amatrice del 2016 e 30 volte più alta rispetto all’Irpinia del 1980». Come 130 atomiche di Hiroshima, dice qualcuno. Anche per questo la previsione è che le scosse di assestamento, anche violente, continueranno per settimane se non mesi, in quella che alcuni esperti chiamano «epidemia sismica».

L’area colpita
L’epicentro è stato individuato nel distretto turco di Pazarcik, a 15 chilometri di profondità. Tra le città più colpite, in Turchia, Gaziantiep — dove è crollato anche il castello millenario, patrimonio Unesco — e Adana (la cui squadra di calcio è allenata da Vincenzo Montella e dove gioca anche la pallavolista azzurra Lucia Bosetti). Ma anche Idlib, Sarmada e Aleppo in Siria, già martoriate dalla guerra civile e dove migliaia sono le persone che già vivevano, in condizioni terribili, in campi profughi. Un italiano risulta disperso nella città turca di Kahramanmaras, la più vicina all’epicentro. Al momento, non si conosce la sua identità. Si sa che alloggiava in un hotel è crollato durante le scosse. Scrive da Adana l’inviata Marta Serafini:

Chi dorme e non si sveglia muore senza capire mentre la casa gli crolla addosso diventando una tomba. O resta agonizzante per ore sotto le macerie sperando che qualcuno senta il suo strazio. Piangono i soccorritori quando estraggono una bimba e un maschietto vivi e illesi, con i pigiamini sporchi di terra, dalle macerie di un palazzo. Piange l’operatore dei White Helmets mentre pubblica su Twitter un video appello. E piange Sebastien Gay, capomissione di Medici Senza Frontiere in Siria mentre annuncia che «un collega è stato trovato morto sotto le macerie della sua casa a Idlib e tanti colleghi hanno perso i famigliari».

Il Corriere di oggi raccoglie le tante voci del dramma, ma anche istantanee di speranza, come i tanti bimbi estratti vivi dalle macerie degli edifici crollati.

Una tragedia che accomuna e insieme divide Turchia e Siria, come racconta Francesco Battistini:

Dieci ore dopo la prima botta di domenica notte, al valico d’Oncupinar le guardie turche si schierano a proteggere la frontiera. L’ordine è chiaro: respingere tutti i feriti e gli sfollati in arrivo dalla Siria. Stop. Solidarietà sospesa. Perché la Turchia è al collasso, sopporta già i profughi di guerra. E Gazantiep è distrutta: basta accoglienza ai siriani, è la decisione, a ciascuno il suo incubo. I vostri terremotati teneteveli voi. (…) Quel che non han fatto dodici anni di bombe e d’Isis, l’han completato due minuti di scosse.

La gara di solidarietà
La «diplomazia del terremoto» spesso ha regole crude (come Battistini ha spiegato anche nella newsletter America-Cina), ma la macchina della solidarietà e dei soccorsi sembra comunque essersi messa subito in moto. «È stato un susseguirsi di messaggi, di tweet e di offerte di aiuto anche da parte di quei Paesi che hanno avuto o hanno tensioni con Ankara — scrive Francesca Basso —. Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, al quale ha espresso solidarietà, ribadendo la disponibilità di Atene a «un aiuto immediato», in aggiunta alla squadra di 21 vigili del fuoco e 5 medici già inviata. Anche il governo cipriota si è detto pronto a inviare aiuti. La Svezia, che sta vivendo tensioni diplomatiche con Ankara (la Turchia non sta ratificando l’ingresso di Stoccolma nella Nato), attraverso il suo premier Ulf Kristersson, ha assicurato che “come partner della Turchia e responsabile della presidenza dell’Ue” è pronta a offrire il suo sostegno». Già ieri sera è atterrato in Turchia, nella base militare di Incirlik, a pochi chilometri da Adana, l’advance team italiano, la squadra di ricognizione composta da due funzionari della Protezione civile e due ispettori dei Vigili del fuoco, nell’ambito del meccanismo di Protezione civile europeo. Oggi poi arriverà il resto del gruppo, in tutto 60 persone, 47 pompieri (39 dalla Toscana e 8 dal Lazio) specializzati in emergenze (tra loro anche ingegneri strutturisti ed esperti di sostanze pericolose) e 13 tra medici e logisti della Protezione civile, oltre a 4 unità cinofile.

Maria Serena Natale scrive che la decisione del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, di assumere in prima persona la guida della Protezione civile «è un atto di responsabilità e vicinanza alla popolazione nella tragedia, ma anche un azzardo in una partita più ampia», visto che tra pochi mesi la Turchia andrà alle urne. I ritardi e le inefficienze del governo turco dopo il terremoto del 1999 (20 mila morti) non furono estranei alla sua caduta, nel 2002, che aprì le porte proprio all’Akp di Erdogan.

Alle vittime del sisma, il poeta Franco Arminio ha dedicato questi versi:

Per i terremotati

Una lunga crepa sulla terra
ci ricorda che viviamo
sul dorso di un cavallo.
Ogni cosa va poggiata con cura,
ogni passo che facciamo in superficie
deve badare al fuoco che c’è sotto.
Il fuoco delle stelle è lontano
ma il fuoco della terra è assai vicino.
E allora ogni casa del mondo
dovrebbe essere un piccolo santuario
dove i vivi passano
l’unico giorno della loro vita.
Ora c’è qualcuno
con una trave sulla pancia,
c’è polvere sugli occhi, nella bocca.
Prima del terremoto qualcuno
faceva l’amore,
c’era chi dormiva,
chi aveva già perso la sua casa.
Un rivolo di sangue, un cucchiaio,
una bambola, una ringhiera,
un ferro da stiro:
tutto è pescato per essere portato
fuori dal piccolo mare della casa,
la speranza è di salvare un respiro.

Sorgente: Turchia-Siria, le ultime notizie: oltre 5 mila morti- Corriere.it


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