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DI GIANFRANCO PAGLIARULO*

Giorgia Meloni non ha nulla da dire sull’aggressione ai ragazzi del liceo Michelangelo da parte di giovani legati al suo partito. Non basta: con coraggioso sprezzo del ridicolo, il presidente dell’Abruzzo Marsilio (FdI) dichiara che gli aggressori si sono legittimamente difesi. Per coincidenza, Meloni non ha avuto nulla da dire neppure sull’anniversario della marcia su Roma, né sul fascismo, mai condannato. Eppure si ripetono da parte di esponenti del suo partito comportamenti e affermazioni apologetiche. Meloni alle volte non dice, ma altre dice. E ripete spesso: dovere, patria, nazione, destino. Durante il ventennio in nome del “dovere” c’era chi stava sopra e chi sotto; in nome della “patria” si invadeva la patria degli altri; in nome della “nazione” si perseguitavano gli ebrei, gli slavi, gli africani; in nome del “destino” si invocava e si proclamava l’impero. Per coincidenza, Meloni usa le stesse parole del fascismo. Ha affermato che l’Msi “è stato un partito della destra democratica, dell’Italia democratica e repubblicana”. Eppure Rodolfo Graziani, criminale di guerra, ministro della Difesa della Rsi, fu presidente onorario di quel partito negli anni 50, quando Junio Valerio Borghese, capo della famigerata X Mas, fu presidente e poi, nel 1970, protagonista di un fallito colpo di Stato. Per non parlare di Pino Rauti, a cui FdI ha dedicato un circolo giovanile a Brescia. Per non parlare – ancora – di cinquanta e passa anni di aggressioni e di violenze da parte di personaggi del Msi. Sempre per coincidenza.
Ma, come diceva Totò, troppe coincidenze coincidono. È prematuro lanciare un allarme. Ma certamente si alza – e di parecchio – l’asticella della preoccupazione.

(da Ilfattoquotidiano.it)

*presidente nazionale Anpi

Sorgente: Meloni dice e non dice e il passato non passa – infosannio – notizie online


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