Benzinai verso lo sciopero: multe di 6 mila euro inaccettabili per i gestori- Corriere.it

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di Claudia Voltattorni

Fino a 6 mila euro di multa se sui cartelli mancherà la segnalazione del prezzo medio dei carburanti. E in caso di recidiva, sospensione dell’attività fino ad un massimo di 90 giorni. «Inaccettabile» dicono i gestori delle pompe di benzina: «Così ricade ancora una volta tutto su di noi, come se fossimo i colpevoli degli aumenti dei prezzi, non ci stiamo».

 

Martedì l’incontro con il governo

Il giorno dopo la pubblicazione del decreto carburanti in Gazzetta Ufficiale e a meno di 48 ore dal nuovo incontro col governo, fissato per martedì, che dovrebbe scongiurarlo, lo sciopero dei benzinai di due giorni — 25 e 26 gennaio prossimi, su strade e autostrade — diventa quasi una certezza. Lunedì mattina le associazioni dei gestori che rappresentano i 22.500 impianti di servizio (Faib-Confesercenti, Fegica e Figisc Confcommercio) si riuniranno e voteranno sì alla protesta proclamata la scorsa settimana contro «l’ondata di fango», poi sospesa dopo il primo incontro a Palazzo Chigi: «Andiamo avanti — spiegano —: dal decreto ci aspettavamo delle aperture che non ci sono state e sanzioni così alte per una misura che non serve a nulla sono inaccettabili». Sotto accusa anche la sospensione dell’attività prevista dopo la terza violazione, un provvedimento che per i benzinai rischia di trasformarsi in chiusura definitiva e che rischia di metterli anche in difficoltà con le imprese con cui hanno i contratti di fornitura.

 

 

«Siamo delusi e arrabbiati»
Il primo incontro di venerdì scorso con il governo aveva avuto come risultato il congelamento dello sciopero in attesa della pubblicazione del decreto carburanti che, secondo i gestori, avrebbe dovuto includere le sanzioni solo per quei 4 mila irregolari che non comunicano prezzi e non rispettano le regole. Non è stato così. E la delusione è fortissima. «Ci hanno dato retta sulla media dei prezzi calcolata su base regionale – spiega Bruno Bearzi della Figisc – e sullo stop alle comunicazioni quotidiane». Sul resto, non viene nascosta la rabbia, della base soprattutto. «Siamo delusi ed arrabbiati per le parti del decreto – continua Bearzi – che continuano ad individuare nei gestori i responsabili delle storture del sistema attribuendoci ulteriori oneri e soprattutto ulteriori pesanti sanzioni, per questo è molto probabile che si vada verso la conferma dello sciopero». Preoccupano anche i tempi: massimo 30 giorni per adeguarsi alle nuove regole. «I cartelli? Tra autorizzazioni e realizzazione ci vorranno 6 mesi almeno, altro che 30 giorni», protesta un gestore.

 

Primo tavolo tecnico con il governo
Ma il governo va avanti. E per ora conferma l’incontro di martedì con le associazioni di categoria in quella che nasce come la prima riunione del tavolo permanente di tutta la filiera per riordinare il settore, incluso, ha spiegato il ministro delle Imprese Adolfo Urso, «dove si verificano fenomeni di speculazione, lì c’è molto da fare». E se nel decreto torna l’accisa mobile ideata nel 2007 dall’allora esecutivo Prodi con ritocchi all’aliquota sui carburanti in caso di rialzi elevati del prezzo del greggio negli ultimi due mesi, nel governo viene ribadito che in caso di rialzi dei prezzi, la «sterilizzazione delle accise ci sarà».

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