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25 July 2024
0 5 minuti 2 anni

dal nostro inviato Giuliano Foschini e dal nostro corrispondente Claudio Tito

BRUXELLES – “Cari Colleghi, in vista del voto di oggi sulla situazione dei diritti umani nell’ambito del campionato del mondo di calcio in Qatar, vi ribadisco la mia posizione che ho portato nell’incontro di ieri e vi chiedo di votare contro… Si sostiene che la Coppa del Mondo sia stata assegnata dalla Fifa al Qatar grazie ad abusi e corruzione. Il Parlamento europeo non dovrebbe accusare un Paese senza prove. E in ogni caso, se vogliamo discutere di corruzione nello sport, allora forse sarebbe necessario riflettere su tutto, compresa la Coppa del Mondo che si è giocata in Germania nel 2006″.

 

Tra gli atti nell’indagine della polizia belga sul “Qatargate” c’è una mail inviata lo scorso 24 novembre da un europarlamentare italiano, Andrea Cozzolino, a tutti i colleghi del gruppo S&D, i socialisti europei. “Una posizione pubblica e politica”, dice oggi a Repubblica l’onorevole del Pd, nella quale si chiedeva (senza fortuna: l’unico esito della mail fu la furia dei colleghi tedeschi, offesi dal paragone con il Qatar) di annacquare la risoluzione che da lì a poche ore il Parlamento europeo si sarebbe trovato a votare contro il Qatar.

 

Quando nel 2021 Marc Tarabella si iscrisse ad Articolo Uno: “Lavoro, dignità, ecologia per tutti”

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La circostanza non è neutra: perché proprio quel voto, insieme con una serie di altri atti compiuti dal primo gennaio del 2021 a oggi, sarebbero il prezzo della corruzione che il paese arabo avrebbe pagato a Pier Antonio Panzeri e al suo gruppo per l’attività di influenza in Parlamento. Cozzolino non è indagato. E al momento è estraneo all’indagine. Ma da ieri è in galera il suo assistente Francesco Giorgi, il compagno della vice presidente del Parlamento, Eva Kaili, a casa dei quali è stata trovata una valigia di denaro.

 

 

“Non ho mai subito alcuna pressione, davvero. Giuro che Giorgi non mi ha mai parlato del Qatar”, dice ancora Cozzolino. Che spiega come “semplici atti politici” una serie di sue mosse a favore del Qatar. Era stato lui a firmare con Marc Tarabella, l’eurodeputato belga perquisito ieri, la risoluzione che non condannava il Qatar, ma lo “incoraggiava” a migliorare le condizioni dei lavoratori, “apprezzando le riforme adottate dalle autorità per far rispettare il diritto del lavoro e rafforzare il dialogo sociale”. Ed è stato lui a votare “contro” il suo gruppo, astenendosi per nove volte sugli emendamenti più duri della mozione poi approvata. Anche in questo caso non era solo: lo stesso ha fatto l’eurodeputata belga Maria Arena, socialista e presidente della sottocommissione per i diritti umani che era stata guidata nella scorsa legislatura da Panzeri, di cui è grandissima amica.

 

 

Ma la posizione di Cozzolino – per verificare eventuali movimenti del suo assistente Giorgi – è seguita dagli inquirenti anche su un altro fronte: quello del Marocco. Gli investigatori belgi sono convinti infatti che il gruppo di Panzeri lavorasse anche per altri paesi, primo tra tutti quello nordafricano. Dagli atti emerge infatti che avesse rapporti di primo livello con l’ambasciatore in Ue. E che più volte si fosse recato in Africa. Giorgi all’epoca lo seguiva. E lo stesso tipo di lavoro aveva continuato a fare con Cozzolino, che è presidente della delegazione per le “relazioni con i paesi del Maghreb e l’Unione del Maghreb arabo, comprese le commissioni parlamentari miste UE-Marocco, UE-Tunisia e UE-Algeria”. Il cuore della questione sarebbe il destino del Sahara occidentale. “Anche in questo caso da Giorgi – dice il parlamentare – non ho mai avuto alcuna pressione. In questi anni nessun nostro atto ha favorito il Marocco”.

Sorgente: Quella lettera ai socialisti per “salvare” l’Emirato. Negli atti la mail di Cozzolino – la Repubblica


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