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Secondo lo psichiatra e accademico Massimo Picozzi “l’assassino è un sadico e pericoloso. Ma per gli indizi voleva farsi arrestare”. Non è escluso che abbia fatto del male ad altre donne prima di uccidere a Roma

Il serial killer di Prati avrebbe potuto uccidere ancora, voleva “ripulire il mondo dalle prostitute”. Giandavide De Pau è un sadico che nei giorni precedenti ai tre femminicidi “aveva probabilmente già colpito altre vittime senza necessariamente averle uccise”.

Questo è quello che vede nella mente dell’assassino il criminologo, psichiatra e accademico Massimo Picozzi. Che di killer seriali si è occupato nelle varie inchieste giudiziarie a cui ha preso parte, come quella sul “mostro di Padova” Michele Profeta.

Professore, secondo lei perché De Pau ha ucciso?
“Di certo qualcosa in quelle donne ha fatto scattare in lui la rabbia ma non perché le vittime abbiano fatto qualcosa di particolare”.

E perché allora?
“Perché lui potrebbe essere un missionario, cioè uno che ha deciso di ripulire il mondo da una determinata categoria, in questo caso quella delle escort. Le ha scelte perché sono donne vulnerabili. È un sadico”.

 

 

Ha agito in pieno giorno in una zona tra le più trafficate di Roma.
“Non ha preso precauzioni, era disorganizzato. Poteva essere visto dal portiere in via Riboty, ha anche vagato con i vestiti sporchi di sangue. È totalmente incapace e pericoloso. È stato uno spree killer più che un serial killer, ha ucciso nello stesso luogo e in rapida successione”.

De Pau ha percorso in macchina la distanza tra i due appartamenti, dopo il primo omicidio. Eppure non ha smaltito la rabbia e ha ucciso ancora.
“Non vorrei che fosse affetto da allucinazioni uditive, cioè che sente dentro una voce che gli dice ‘Ammazza’. Potrebbe, insomma, non essere una rabbia lucida e è ancora maggiore per il contatto fisico ravvicinato. Non è escluso che abbia fatto del male ad altre donne prima di uccidere a Prati. Il ritrovamento di materiale pornografico in casa indicherebbe che la sua mente ha preso una deriva perversa”.

Nel 2021 è stato scarcerato per motivi psichiatrici. Secondo lei potrebbe essere dichiarata la sua incapacità di intendere e di volere?
“La diagnosi di disturbo antisociale da cui è affetto è un disturbo non grave, tipico di chi è stato in galera”.

Le indagini hanno appurato che De Pau era sotto effetto di un mix di droghe.
“Le sostanze stupefacenti, l’alcol, fanno saltare tutti i ragionamenti e danno la spinta a colpire ancora”.

Sul corpo della prima vittima sono state trovate delle lievi coltellate sui seni. Cosa vuol dire?
“È una forma di sadomasochismo che si chiama piquerismo. Si prova piacere nel tagliuzzare la vittima”.

De Pau ha sgozzato le tre donne ma ha inferto anche altri colpi. Anche questo ha un significato?
“Sì, è l’overkilling. Colpire più volte la vittima nonostante sia già morente produce un piacere nell’assassino”.

 

 

Prima e dopo gli omicidi il killer di Prati è stato da una prostituta che non ha ucciso o violentato.
“È molto frequente che accada quando ci si trova davanti a un assassino seriale, penso a casi del passato come quello di Marco Bergamo Giancarlo Giudice. Prima uccidevano e poi andavano a prostitute”.

 

Sorgente: Nella mente del serial killer di Prati, il criminologo: “De Pau voleva ripulire il mondo dalle prostitute. Avrebbe ucciso ancora” – la Repubblica


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