MÜNSTER – Lars Castellucci è il vicepresidente della Commissione Interni del Bundestag. E al governo Meloni, che alza la voce sui migranti, il Responsabile per le politiche migratorie della Spd non fa sconti.

Castellucci, quasi mille migranti sono bloccati al largo delle coste italiane, sulle navi delle ong. La Germania è disposta ad accoglierli, visto che una delle tre navi batte bandiera tedesca?

“La questione va risolta nell’Ue in modo permanente. Ma non serve a nulla criminalizzare le missioni di soccorso civili se non siamo disposti a istituire una nuova missione di soccorso europea. Che peraltro sarebbe in sintonia con il contratto di coalizione del nostro governo. E garantirebbe la redistribuzione dei migranti in Europa, tra i Paesi disposti a farlo”.

Si riferisce alla ‘coalizione dei volenterosi’? Potrebbero essere i 22 Paesi dell’ultimo accordo sottoscritto dal governo Draghi la scorsa estate?

“In Europa ci sono sempre stati Paesi disposti ad accogliere i migranti. E 22 è stato un numero impressionante. Sono certo che si possano trovare soluzioni costruttive anche stavolta. Ma poiché i toni dall’Italia sono così aspri, voglio anche chiarire: l’Italia non si illuda che la solidarietà le sia dovuta. L’Italia non compare nemmeno nella top ten dei Paesi con il maggior numero di profughi accolti, in rapporto al numero di abitanti. E ha un numero di richieste di asilo assolutamente inferiore alla media. Per fare un paragone: un milione di rifugiati dall’Ucraina sono già arrivati in Germania, mezzo milione in un Paese piccolo come la Repubblica Ceca. Il meccanismo di solidarietà che abbiamo concordato la scorsa estate e per un anno era chiaramente generoso con l’Italia. E’ stato espressione di pura solidarietà europea: non ci sono fatti che lo giustifichino. E se Giorgia Meloni inasprisce i toni, deve stare attenta a non ritrovarsi con meno consensi di prima. Perché abbiamo paesi come Malta, Cipro, Grecia, che sono molto più in difficoltà dell’Italia. A mio avviso, è assolutamente giusto dare la priorità ai Paesi che sono davvero aggravati. E non a quelli che gridano più forte”.

 

 

Meloni definisce le navi delle ong “pirata”. Che ne pensa?

“Meloni deve decidere se vuole essere un primo ministro o una provocatrice. E la definizione ‘navi pirata’ è cinica. Se non ci sono soccorsi, non si possono accusare gli operatori umanitari di farsi carico di quel lavoro. Per quanto mi riguarda, le ong possono anche sparire domani dal Mediterraneo. Ma realisticamente accadrà solo quando la Ue sarà disposta a lanciare una missione di salvataggio nel Mediterraneo. L’anno scorso sono state 2000 le persone morte in mare”.

Meloni dice di voler resuscitare la missione europea Sophia. Cosa ne pensa?

“Sophia non era una missione di salvataggio in mare. Indi quella di Meloni non è una soluzione. E bloccare chi soccorre significa scaricare il problema su altri Stati europei. Meloni deve stare attenta a non chiudere le porte che sono attualmente spalancate, e per mere ragioni di politica interna”.

Ma come si può rendere più permanente un meccanismo di distribuzione? Ogni volta che arriva una nave, cominciano le polemiche, ma è prevedibile che ci siano.

“Vero. Anzitutto: se i migranti sono sulle navi, vuol dire che è già tardi. Dobbiamo reimpostare la nostra cooperazione con i Paesi di transito. Ma ciò include una politica migratoria che sia sensata anche per l’Italia. Che ha il tasso di natalità più basso di tutta l’Europa. I migranti del Nord Africa vengono già ampiamente sfruttati in Italia per lavori tosti. Sono sfruttati e allo stesso tempo insultati come ‘clandestini.’ E sono costretti a salire sui barconi invece di poter approfittare di un sistema che li assorba in modo regolato, ordinato, sicuro. Dovremmo lavorarci al livello europeo”.

Come?

“In Germania abbiamo deciso di istituire un Responsabile speciale per la migrazione che dovrà concludere accordi con i Paesi di origine. Dal mio punto di vista, lo stesso ruolo dovrebbe essere introdotto a livello europeo, in modo che i Paesi non siano lasciati soli e che si possa garantire all’Europa un’immigrazione ragionevole e regolamentata. E Lei ha ragione: ogni volta che arriva una nave, c’è polemica. Non è sostenibile. E’ necessario un meccanismo permanente di redistribuzione. E abbiamo bisogno di una missione europea di salvataggio in mare”.

Ma cosa succederà ai migranti salvati dalle navi Ong? Certo non scompariranno.

“Le navi sono lì perché non c’è un soccorso di Stato. E sono sicuro che se queste ong vedessero una missione di salvataggio in mare europea con una capacità adeguata, ridurrebbero la loro presenza nel Mediterraneo in modo significativo”.