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Intervista all’esperto di sicurezza della Cdu: “L’incidente degli audio del leader di Fi su Putin non è chiuso. Giudicheremo i fatti”

BERLINO – Roderich Kiesewetter è vicecapo della Commissione parlamentare di controllo sui servizi – il Copasir tedesco – ed esperto di sicurezza e politica estera della Cdu. Dall’alto del peso che i cristianodemocratici hanno ancora nel Partito popolare europeo, Kiesewetter non usa mezzi termini per commentare lo scandalo degli audio di Berlusconi che hanno avuto una vasta eco anche nell’Ue.

 

 

Cosa pensa della difesa di Putin, della vodka in regalo, delle accuse a Zelensky da parte di Berlusconi?
“Se la posizione di Berlusconi è la posizione di Forza Italia, allora Forza Italia non ha più un futuro nel Ppe”.

Però Antonio Tajani, neo ministro degli Esteri, ha assicurato, anche a Bruxelles, che Forza Italia resta atlantista. È una garanzia sufficiente per lei?
“Giudicheremo i fatti. L’incidente non si può considerare chiuso. Vediamo come Berlusconi tratterà chi nel partito ha un orientamento europeista e filoatlantico. Se queste persone saranno emarginate, anche Forza Italia non può più avere un futuro nel Ppe”.

Quindi lei caccerebbe Berlusconi dal Ppe?
“Io sì. Naturalmente vedo anche il pericolo che verrebbe meno una figura di riferimento. Berlusconi cercherebbe altri modi per esercitare la sua influenza. Gli italiani di destra comunque voteranno FdI. Ecco perché è anche nell’interesse di Forza Italia liberarsi di questo tiranno”.

Cosa teme di più dal governo Meloni?
“Anzitutto apprezzo che Meloni ribadisca spesso la sua fedeltà ai rapporti transatlantici. Ma la nuova premier ha spesso criticato la Germania e nella sua autobiografia afferma addirittura di avere una personale “avversione” per il nostro Paese. Temo quindi tempi più duri per il direttorio Berlino-Parigi-Roma. Temo che la Germania dovrà cercarsi nuovi partner in Europa. Quanto al governo: Meloni ha scelto personalità competenti per rassicurare la Ue. Ma da grande tifoso dell’Italia dico che restano alcuni punti interrogativi”.

Quali?
“Primo, la coalizione di Meloni non mi sembra affatto stabile. Secondo, anche Matteo Salvini non mi sembra troppo solido nel suo partito. Terzo, per fortuna Meloni sta cercando di rassicurare i mercati e di conquistare la fiducia degli alleati. Ha promesso fedeltà alla Nato e un sostegno vero all’Ucraina. Su questo, penso che le cose andranno a posto. Il punto più importante per me è che Forza Italia non trascini il Ppe più a destra”.

Ma è ipotizzabile una convergenza tra Conservatori, presieduti da Meloni, e Popolari europei?
“Sì, penso che lo sia. Dobbiamo dare alla Meloni una apertura di credito. Ma il Ppe deve stare attento che Forza Italia non diventi qualcosa di simile al Fidesz ungherese. Perché ovviamente è stato giusto buttare fuori il partito di Orban”.

Il cancelliere Scholz è stato criticato per la fuga in avanti dei 200 miliardi di euro, e perché allo stesso tempo si è opposto a lungo a una soluzione europea alla crisi energetica. Perché questa miopia?
“Il nostro cancelliere non solo sta danneggiando la reputazione della Germania, ma non è in grado di governare, ormai, senza forzature. La FDP e i Verdi non lo seguono più. Il nostro cancelliere è in bilico, sottoposto a enormi pressioni e fondamentalmente sta danneggiando molto la reputazione della Germania al di fuori dei confini nazionali. Nei giorni scorsi Macron ha detto molto chiaramente che c’è un Paese che si sta isolando: intendeva la Germania. E Scholz ha un ministro degli Esteri, un ministro dell’Economia e un ministro delle Finanze che non lo sostengono più. Speriamo che si ravveda o che a un certo punto qualcuno ponga la questione di fiducia”.

Sorgente: Kiesewetter: “Berlusconi via dal Ppe se non dimostra il suo filo-atlantismo” – la Repubblica


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