0 4 minuti 2 anni

MA CI SARÀ DAVVERO DA FIDARSI? – Insieme i due celebrano la messa laica per Draghi: “Vogliamo l’agenda Draghi, il metodo Draghi e possibilmente Draghi”. “Carlo, te la tengo io la giacca”. “No, vabbè, non esageriamo”. Alla prova del caldo hawaiano del Centro Superstudio, a Milano […]

“Carlo, te la tengo io la giacca”. “No, vabbè, non esageriamo”. Alla prova del caldo hawaiano del Centro Superstudio, a Milano, Carlo Calenda e Matteo Renzi provano a disinnescare con le gag l’obiezione più ovvia di chi li vede lanciare insieme la lista unitaria Renew Italia: ma ci sarà davvero da fidarsi? La domanda tormenta i sonni di renziani e calendiani, diffidenti ciascuno del proprio alleato e consapevoli che a due campioni d’ego così basti davvero poco per mandare tutto all’aria.

Per almeno venti giorni, però, bisogna stare insieme. E allora l’evento milanese è tutto uno sdrammatizzare, tutto un esorcizzare, tutto uno sketch per uscire dall’imbarazzo. “Non c’è stato giorno in cui non abbiamo litigato – mette in chiaro Calenda ricordando gli anni al governo insieme – Il nostro rapporto è persino peggio di quello che pensate”. L’arrivo non è dei migliori. In prima fila ci sono tutti i big – da Maria Elena Boschi a Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, fino a Nicola Danti, Sandro Gozi e Elena Bonetti – ma tra Renzi e Calenda siede Agnese, la moglie dell’ex premier. Che sia una stonatura formale, nella giornata in cui si parla soprattutto del rapporto tra i due, lo testimonia il fatto che a metà evento si corre ai ripari: di ritorno dall’intervento sul palco, Renzi trova libero il posto della moglie, che approfitta della standing ovation per scalare di una sedia.

È finalmente giubilo, i due sorridono, parlottano, ridacchiano. E applaudono convinti in quella che per due ore è una messa laica in onore di Draghi. Renzi, senza false modestie, sente il peso di “dover salvare l’Italia” e rivendica di “essere gli unici ad aver sempre sostenuto Draghi”. Elena Bonetti è in lutto: “Nessuno avrebbe voluto evitare le elezioni quanto noi”. C’è da crederle, visti gli scatoloni col suo indirizzo al ministero della Famiglia. Per gli stessi motivi, Carfagna non si dà pace: “Sono profondamente arrabbiata, non si manda a casa un governo che lavora bene”. E la Gelmini? “Chi ha mandato a casa Draghi (e quindi lei, che lascia il ministero per gli Affari regionali, ndr) dovrebbe vergognarsi”. Chiude Calenda: “Nascerà un fronte repubblicano che ricalcherà l’azione di Draghi. Sarà aperto a Bonino, Cottarelli, Bentivogli, Sala, Giorgetti”. L’obiettivo non è un segreto: “Vogliamo l’agenda Draghi, il metodo Draghi e possibilmente Draghi. Salvini, Conte e Berlusconi non valgono un’unghia del suo piede sinistro”. Il caldo costringe Carlo a una lotta senza posa col sudore. Quando si toglie la giacca sul palco, l’alleato si offre di prendergliela e lui ci ride su, preferendo porgerla a un assistente. La sala è piena – oltre 5 mila persone, altre 100 fuori bloccate dalla polizia – e si spella le mani quando, a fine serata, tutti salgono sul palco. Dopo il “Daje forte” di Calenda, le casse suonano Born to run di Bruce Springsteen. Nati per correre. O per litigare?

(DI LORENZO GIARELLI – ilfattoquotidiano.it) –

Sorgente: Ollio & Ollio a Milano fanno finta di piacersi – infosannio – notizie online


Scopri di più da NUOVA RESISTENZA antifa'

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.