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Elezioni, il tour di Unione Popolare tra le fabbriche dove sono morti gli operai: “Strage quotidiana, basta”

Sicurezza sul lavoro e contrasto ad ogni forma di illegalità che si riversa sui lavoratori: questa la battaglia dei candidati alla Camera Maurizio Acerbo e Simona Baldanzi. Tra le proposte l’assunzione di 10mila ispettori per incrementare i controlli e l’inasprimento delle pene: “Non sono incidenti sul lavoro ma omicidi”
Elezioni, il tour di Unione Popolare tra le fabbriche dove sono morti gli operai: "Strage quotidiana, basta"

“Il lavoro senza ricatto” il titolo del tour che i candidati di Unione Popolare hanno fatto oggi, mercoledì 14 settembre, tra Prato e Pistoia per ricordare gli operai morti e per riportare al centro del dibattito il tema della salute e della sicurezza sul lavoro, dello sfruttamento e della precarietà. Tre le tappe di Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista, e Simona Baldanzi, candidati rispettivamente alla Camera nel listino proporzionale e nel collegio uninominale: Montale, davanti ai cancelli della Millefili, dove il 2 febbraio dello scorso anno scorso è morto Sabri Jaballah, 22 anni, Oste, davanti all’orditura Luana dove il 3 maggio 2021 è morta Luana D’Orazio, mamma di 22 anni, e Prato, in via Toscana, di fronte al capannone che ospitava la confezione Teresa Moda, nel cui incendio, il primo dicembre 2013, morirono sette operai.
“In Italia è in corso una strage quotidiana di lavoratori e di lavoratrici – le parole dei candidati – questa catena va interrotta perché non si può morire di lavoro”. Pronto un pacchetto di proposte per arginare un fenomeno gravissimo: assunzione di 10mila ispettori per rafforzare l’attività di controllo e prevenzione, una Medicina del lavoro più capillare, indipendente e autonoma, inasprimento delle pene perché – hanno detto Baldanzi e Acerbo – si deve smettere di parlare di morti sul lavoro e iniziare a parlare di omicidi sul lavoro.
Unione popolare ha evidenziato gli errori delle riforme sul lavoro che nei decenni si sono susseguite, dal pacchetto Treu al Jobs Act: “compressione dei salari, precarietà, frammentazione dei contratti al ribasso, politica migratoria del ricatto, età pensionabile spostata sempre più avanti, soldi a pioggia a certe imprese che licenziano e delocalizzano anziché investire, privatizzazione del welfare e una scuola improntata a forme di azienda invece che alla conoscenza, alla crescita e allo sviluppo di intelligenza e cittadinanza attiva”.
Un solo obiettivo: “Riportare al centro l’umanità e il suo ambiente – hanno sintetizzato i candidati – e non vedere più sfruttati corpi e pianeta”.

Sorgente: Elezioni, il tour di Unione Popolare tra le fabbriche dove sono morti gli operai: “Strage quotidiana, basta” [notiziediprato.it]


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